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A casa con Antonio Aricò: libri, film e musica per la quarantena

Cosa fare in quarantena? ICON DESIGN prosegue il ciclo di interviste ad alcuni interpreti del nuovo design italiano: brevi consigli su letture, film e musica da scoprire (o riscoprire) in questo momento particolare. E trasformare le difficoltà in un'occasione di arricchimento.

Dopo Valerio Sommella e Federica Biasi, si continua conAntonio Aricò che ci racconta quali sono, secondo lui, gli strumenti necessari per affrontare la quarantena.

Il libro in cui immergersi.
«Nel Paese dei mostri Selvaggi di Maurice Sendak, un albo illustrato per ragazzi. È un capolavoro: le illustrazioni sono incredibilmente contemporanee, una fonte inesauribile di ispirazioni».

Il film da riguardare.
«Sicuramente La Storia Infinita, e poi anche Azur e Asmar, un film d'animazione del 2006 scritto e diretto da Michel Ocelot. In questo periodo fantasia e viaggi possono farci tornare bambini e sentire un po' in vacanza. Amo Azur e Asmar per le tecniche illustrative molto sofisticate e per i bellissimi pattern grafici».

L'album da ascoltare in loop.
«Al posto di un album, un brano: Senza un Perché di Nada. Mi dà proprio l’idea di un “loop”, un motivo da ripetere senza una spiegazione ma che ci “ipnotizza” quasi a volerci cullare nel nostro bisogno di dimenticare o di non vedere la situazione che stiamo vivendo».

La serie da cui lasciarsi assorbire.
«È in arrivo la terza stagione di Westworld e io non vedo l'ora. Credo che ci possa far riflettere su quello che stiamo diventando attraverso l’uso della realtà virtuale: un viaggio nel futuro alla spaghetti western, intrigante ma anche ricco di temi filosofici. Un altro consiglio è quello di rivedere The New/Young Pope: Paolo Sorrentino è davvero riuscito a creare un prodotto pop sofisticato e internazionale».

Un personaggio, una vita, una storia a cui ispirarsi.
«La grande danzatrice e attrice teatrale Marie Louise Fuller: nei primi del Novecento fu una delle pioniere della danza moderna americana. Un genio capace di tradurre l’arte e l’innovazione in danza. Un personaggio complesso che ha saputo prendersi la sua rivincita… una fonte di ispirazione per tutti i veri innovatori e per chi ha il coraggio di rischiare».

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Nato nel 1983 a Reggio Calabria, Antonio Aricò è cresciuto a contatto con il lavoro del nonno falegname, Saverio Zaminga. Dopo gli studi in diversi settori del design e dopo le esperienze in vari studi di design milanesi, apre il proprio studio nel 2011. L’interesse verso le tecniche produttive artigianali intimamente legate al territorio e l’attenzione per tecniche e materiali sono diventate nel tempo la sua firma riconoscibile. Ha collaborato con grandi marchi italiani come Barilla, Seletti, Alessi, Bitossi, Editamateria, Altreforme, Noberasco, Texturae e Bialetti, oltre a varie aziende internazionali. I suoi lavori sono stati presentati alla Triennale di Milano, al Museo di Holon, all’NGV di Melbourne, nella sede dell’Ambasciatore Italiano a Copenaghen e presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.