Credits: CURApods.org
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CURA, il progetto di Carlo Ratti e Italo Rota per l’emergenza sanitaria

Architetti, ingegneri, medici, esperti militari e ONG insieme con un obiettivo preciso: unire le rispettive competenze per progettare un sistema in grado di aumentare il numero dei posti letto in terapia intensiva a fronte delle pressioni legate all'emergenza sanitaria da COVID-19. Nasce con questo intento CURA (Connected Units for Respiratory Ailments), il sistema che impiega container riconvertiti per costituire unità di terapia intensiva pronte all’uso. Progettato in modalità open source da una task force internazionale, della quale fanno anche CRA-Carlo Ratti Associati con Italo Rota, si concretizzerà in un primo prototipo, in corso di realizzazione da alcuni giorni grazie al sostegno di UniCredit, che verrà testato in un ospedale milanese. 

Il progetto CURA propone di adottare una soluzione alternativa alla due strade attualmente percorse in risposta alle urgenze che si evidenziano nei reparti di terapia intensiva nei paesi maggiormente colpiti dalla pandemia. Anziché procedere con strutture temporanee, come tende ospedaliere - di rapida esecuzione ma meno sicure in termini di contenimento del contagio per il personale sanitario - o prevedere la costruzione di unità prefabbricate di biocontenimento - che necessitano di un consistente investimento di tempo e risorse - CURA propone una sorta di "terza via", in grado di sintetizzare i punti di forza di entrambe le pratiche. 

Questo sistema,  infatti, «punta a essere rapido da installare come una tenda ospedaliera, ma sicuro per le attività mediche come un reparto di isolamento di un ospedale, grazie a dispositivi di biocontenimento», afferma la nota diffusa dal team di progettazione, che sottolinea l'adesione del progetto alle linee guida rilasciate dalle autorità cinesi per la lotta al COVID-19.

All'interno di ogni container saranno inserite tutte le strumentazioni mediche necessarie per accogliere due pazienti affetti da coronavirus in terapia intensiva, tra queste, ventilatori polmonari e supporti per fluidi endovenosi. Un corridoio gonfiabile assicurerà il collegamento tra i diversi moduli di ciascuna unità, che potranno essere configurati in spazi eterogenei. La possibilità di trasportare in nave, tramite l'infrastruttura ferroviaria o su gomma i container da un città all'altra o da un paese all'altro permetterà di riutilizzare CURA nei diversi territori interessati e in fasi successive dell'epidemia.