Curon/Graun - Still from Video - Credits: © OHT
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Curon/Graun - Still from Video - Credits: © OHT
Curon/Graun - Credits: © OHT - Foto: Fpro
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La poesia dell’immobilità: Curon/Graun al Triennale Milano Teatro

Dal 23 al 25 gennaio arriva al Teatro della Triennale di Milano lo spettacolo Curon/Graun della compagnia OHT | Office for a Human Theatre, guidata da Filippo Andreatta, regista e architetto di formazione (che avevamo intervistato anche qui).

Tema dell'opera di teatro musicale – ispirata alla musica sacra del compositore estone Arvo Pärt - è la vicenda del paese altoatesino di Curon, completamente sommerso dalle acque nel 1950 per la costruzione di una diga in Val Venosta. Unico superstite è il campanile, che oggi emerge dal lago artificiale quasi a voler ricordare l'accaduto. Proprio lui è protagonista dello spettacolo: nessun attore a calcare il palco, solo una ricostruzione del campanile accompagnata da un'installazione video e dal Tintinnabuli di Arvo Pärt, interpretato questa volta dall'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

Ed è qui, in un commovente alternarsi di musica, silenzio, presenza e assenza, che OHT ripercorre la storia di Curon mettendo a nudo le distorsioni del rapporto tra uomo e natura. Gli spettatori sono coinvolti in un'opera ipnotica ed epifanica, dove gli avvenimenti in Val Venosta diventano l’espediente narrativo per riavvicinare il teatro alla sua radice più profonda, quella di comunicare (anche) attraverso l’immobilità e il silenzio. Uno spettacolo coraggioso e poetico.