Desert X installation view, Sterling Ruby, Specter, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
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In California, la seconda edizione di Desert X

In scena fino al 21 aprile, andrà a sovrapporsi al celebre Coachella Festival (12-21 aprile) rendendo l'esperienza ancora più suggestiva. Giunta alla seconda edizione, Desert X è la rassegna di arte contemporanea site-specific diretta da Neville Wakefield, curatore e giornalista, e prodotta da Desert Biennal, associazione no-profit nata con l'intento di sensibilizzare sulla fragilità dell'ecosistema del Coachella Valley.

Sparse tra la pianura e il lago Salton, sono state installate le opere di venti artisti internazionali: Iván Argote, Steve Badgett & Chris Taylor, Nancy Baker Cahill, Cecilia Bengolea, Pia Camil, John Gerrard, Julian Hoeber, Jenny Holzer, Iman Issa, Mary Kelly, Armando Lerma, Eric N. Mack, Cinthia Marcelle, Postcommodity, Cara Romero, Sterling Ruby, Kathleen Ryan, Gary Simmons e Superflex. Il risultato è un percorso introspettivo in cui arte e paesaggio si scontrano creando visioni d'impatto, come nel caso di Specter, l'opera dell'artista losangelino Sterling Ruby (in apertura), scultura geometrica fluorescente che si impone sul contesto circostante come un'apparizione nel deserto. Oppure l'installazione Dive-In del collettivo danese Superflex, una struttura monolitica che vuole riflettere sugli effetti del global warming indagando le trasformazioni geologiche del deserto del Coachella Valley, un tempo percorso dall'acqua. O ancora, la gigantesca opera digitale dell'artista irlandese John Gerrard, che denuncia lo sfruttamento delle risorse della Terra ripercorrendo la storia dello Spindletop, il primo giacimento petrolifero del Texas aperto nel 1901. Ai visitatori di Desert X viene fornita una mappa che mostra la collocazione delle varie installazioni, lasciando la libertà di percorrere la vallata in autonomia.

Tema dell'edizione di quest'anno, a cui hanno partecipato come co-curatori anche Amanda Hunt e Matthew Schum, è l'esplorazione del concetto di arte "interattiva" e "site-specific" in un contesto di trasformazione sociale e ambientale come quello odierno. «È un onore far parte della continua espansione di Desert X. Al nostro team si sono aggiunti quest'anno i co-curatori Amanda Hunt e Matthew Schum, che hanno contribuito ad ampliare la rassegna raggiungendo le zone del lago Salton fino ai confini con il Messico, abbracciando una serie di questioni ecologiche, ambientali e sociali che sono state protagoniste dei nostri talk sul tema dell'antropocene», ha raccontato il Direttore Artistico Neville Wakefield. Accanto alla mostra, infatti, è stato organizzato un programma di proiezioni e incontri con gli artisti.

Desert X installation view, John Gerrard, Western Flag (Spindletop, Texas) 2017, 2017-2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
Desert X installation view, Armando Lerma, Visit Us in the Shape of Clouds, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
Desert X installation view, Steve Badgett and Chris Taylor, Terminal Lake Exploration Platform, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
Desert X installation view, Cara Romero, Jackrabbit, Cottontail & Spirits Of The Desert, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
Desert X installation view, Eric N. Mack, Halter, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
Desert X installation view, Iván Argote, A Point Of View, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
Desert X installation view, Kathleen Ryan, Ghost Palm, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
Desert X installation view, Pia Camil, Lover’s Rainbow, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
Desert X installation view, Sterling Ruby, Specter, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X
Desert X installation view, Superflex, Dive-In, 2019 - Credits: photo by Lance Gerber, courtesy of Desert X