Diego Grandi - Credits: Foto: Gaetano del Mauro
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Diego Grandi e la nuova quotidianità: esercizi di arricchimento

Cosa fare in quarantena? ICON DESIGN prosegue il ciclo di interviste agli interpreti del nuovo design italiano: brevi consigli su letture, film e musica da scoprire (o riscoprire) in questo momento particolare. E trasformare le difficoltà in un'occasione per arricchirsi.

Questa volta è il turno di Diego Grandi, che ci racconta quali sono, secondo lui, gli strumenti necessari per affrontare il lockdown.

Il libro in cui immergersi.
Il titolo è Atlante delle emozioni scritto da Giordana Bruno per Bruno Mondadori. È un libro sontuoso, di quei libri che giacciono sulla mensola della libreria in attesa del momento ideale per essere letti. Come riporta il sottotitolo, è un viaggio transdisciplinare tra arte, architettura e cinema, discipline che frequento e da cui attingo. Una mappatura delle relazioni tra le arti che invita a guardare e a connettere.

Il film da riguardare.
L’Inhumaine di Marcel L’Herbier del 1924. Uno di quei film che “prima o poi” avrei visto. Alle origini dei movimenti artistici del ‘900, è una sintesi delle discipline che caratterizzano quel periodo fecondo che promuoveva la contemporaneità, spingendosi a ricongiungere le figure più autorevoli nei vari campi: Man Ray (fotografia), Fernand Leger (scenografia), Robert Mallet-Stevens (architettura), Paul Poiret (costumi). Super!

L'album da ascoltare in loop.
In queste settimane la musica è sempre presente e direi vitale. Scandisce la mia quotidinità dal risveglio fino a  notte inoltrata. A volte faccio scegliere per pigrizia allo shuffle di Spotify tra le migliaia di brani della libreria. Mulatu Astatke invece accompagna le mie cene.

La serie da cui lasciarsi assorbire.
Senza dubbio la genesi del gruppo: Monty Python's Flying Circus. Un concentrato della serie televisiva prodotta dalla BBC dal 1969 al 1974 che viene proposta da Netflix. Irriverente, acuta e intelligente si spinge al di là delle convenzioni comiche che ancora oggi, personalmente, trovo attuali. L’ultimo sketch dell'episodio Whither Canada, senza fare spoiler, è geniale. Da vedere.

Un personaggio, una vita, una storia a cui ispirarsi.
Sarà il momento che stiamo vivendo, ma a questa domanda mi viene spontaneo rispondere con Enrico Mattei. Uno o forse il “promotore' (in un determinato periodo storico) del Paese, un uomo che ha trovato le risorse e le risposte a un'Italia che aveva la necessità di sollevarsi e riaffermare la propria identità. 

Offline: abbandonare il computer per?
Chiaramente per cucinare! In questo periodo dove tutto sembra dilatarsi, la fase della preparazione del cibo diventa fondamentale. Come se fosse un rituale, stacco da qualsiasi impegno e mi tuffo nelle preparazioni. A volte mi lascio ispirare dal contenuto del frigorifero, oppure a volte volontariamente programmo con ingredienti appropriati. I “fuori pista” sono quelli che portano a soprese inaspettate come la frittata al caffè d’orzo e zucchine.

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Diego Grandi si occupa di progettazione. Dal 1997 vive e lavora a Milano, dove si dedica in particolare al surface, all’interior e all’exhibit design. Affianca all’attività di designer quella di docente presso università e scuole di design, e ha partecipato a varie esposizioni in Italia e all’estero. Nel 2002 ha fondato DGO, studio di progettazione che si occupa di interior, product e design consultancy.