Ambiente per il pranzo - Credits: Fondazione Achille Castiglioni - Ph. Federico Ambrosi
Ambiente per il pranzo - Credits: Fondazione Achille Castiglioni - Ph. Federico Ambrosi
Ambiente per il pranzo - Credits: Fondazione Achille Castiglioni - Ph. Federico Ambrosi
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La Dimensione Domestica dei fratelli Castiglioni, parte terza


C'è tempo fino al 18 marzo per scoprire il terzo e ultimo capitolo del ciclo espositivo dedicato al tema della Dimensione Domestica esplorata dai fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

Il progetto, avviato nel 2016 e proseguito nel 2017, giunge al termine negli spazi della Fondazione Achille Castiglioni di Milano con la curatela di Beppe Finessi; la ricostruzione degli ambienti e il progetto di allestimento sono a cura di Marco Marzini, mentre il progetto grafico è di Italo Lupi.

Il percorso espositivo si è concentrato sui temi della cultura dell’abitare: negli ultimi anni sono stati riproposti l’Ambiente di Soggiorno che Achille e Pier Giacomo Castiglioni avevano realizzato per la mostra Colori e forme della casa d’oggi (Villa Olmo, Como, 1957), e l’Ambiente arredato per il Pranzo, sempre progettato dai due fratelli per la mostra La casa abitata (Palazzo Strozzi, Firenze, 1965); mentre quest'ultimo appuntamento presenta il riallestimento dell’Ambiente per il pranzo progettato dal solo Achille Castiglioni per la mostra Mobili italiani (Sogetsu Kaikan, Tokyo, 1984).

«Un ambiente fatto ancora una volta di oggetti aggregati, avvicinati, abbinati, spinti a un dialogo quasi concitato tra loro, in un insieme concluso dalla presenza (immaginata, suggerita, auspicata) delle persone che idealmente avrebbero dovuto abitare quello spazio, stando insieme allo stesso tavolo, in un pranzo fatto anche di chiacchiere e socialità», racconta Beppe Finessi. «Un grande ovale, forma ideale per offrire a ogni commensale una posizione egualitaria all’interno di una sala rettangolare, segna questo ambiente ideale per il pranzo. Ma al posto di un grande tavolo, Castiglioni immagina tanti singoli tavoli che diventano altrettanti singoli posti, tutti uguali, caratterizzati ognuno da un tavolino “Cumano”, da un sedile “Primate”, da una lampada a stelo, mentre sopra ogni tavolino una tovaglietta ricamata accoglie piatti, bicchieri e posate, sempre disegnati dallo stesso Achille Castiglioni. Sullo sfondo dell’ambiente, seguendo un rigoroso disegno planimetrico, otto elementi portavasi “Albero” scandiscono il lato lungo dell’ambiente, intervallati a terra dalle lampade “Noce” che proiettano la luce artificiale dal basso verso l’altro».