William S. Burroughs & Brion Gysin – The Dreamachine - Credits: Foto: Ben Koechlin
William S. Burroughs & Brion Gysin – The Dreamachine - Credits: Foto: Ben Koechlin
William S. Burroughs & Brion Gysin – The Dreamachine - Credits: Foto: Ben Koechlin
William S. Burroughs & Brion Gysin – The Dreamachine - Credits: Foto: Ben Koechlin
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La “Dreamachine” di William S. Burroughs e Brion Gysin in mostra a Basilea

Nel 1979, a vent'anni esatti dalla pubblicazione del suo leggendario romanzo Il pasto nudo, William S. Burroughs si recò a Basilea insieme all'amico artista Brion Gysin su invito del gallerista Carl Laszlo. L'accordo era quello di leggere alcuni brani del libro presso la galleria di Margareta e Miklos von Bartha, fondata nel 1970 e diventata un punto di riferimento per l'arte sperimentale.

La lettura fu un fiasco: delle 50 persone presenti, ne rimasero soltanto quattro. Tutte le altre scapparono via scandalizzate. “In quel momento, Burroughs realizzò un'opera di vera avanguardia”, commentò Miklos von Bartha.

Quella sera, però, Burroughs e Gysin trovarono in Miklos von Bartha la persona che riuscì a concretizzare il loro progetto più ambizioso: la Dreamachine, la macchina dei sogni, un dispositivo formato da un tubo di carta perforato secondo uno specifico modello ideato da Gysin insieme al matematico Ian Sommerville. Illuminato da una lampadina interna e posto su un giradischi, era pensato per essere osservato a occhi chiusi: se costruito correttamente, infatti, emetteva onde luminose tra 8-13Hz, (il ritmo esatto delle onde alfa del cervello), provocando visioni colorate simili ai sogni.

Oggi, la galleria Von Bartha ripercorre quel momento storico con la mostra William S. Burroughs & Brion Gysin – The Dreamachine (fino al 1° febbraio), una retrospettiva dedicata ai due artisti e all'universo della Beat Generation. Il percorso espositivo si compone non solo di alcuni prototipi della Dreamachine, ma anche di fotografie d'archivio e opere d'arte che dimostrano i punti di contatto tra la scena artistica newyorkese degli anni '70 e '80 e quella svizzera.