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Dal progetto alla costruzione: le sfide possibili

Quali sono le sfide del settore edile? E in che modo progettisti e costruttori possono collaborare per trovare soluzioni alle problematiche attuali? Giovedì 14 marzo, parallelamente a MADE Expo e all'alba dello sciopero generale dei lavoratori dell'edilizia indetto per il 15 marzo, si è tenuto alla Triennale di Milano il talk Dal progetto alla costruzione: le sfide possibili, moderato dal giornalista Giorgio Tartaro e promosso dalle aziende Viva ed Erco. Una tavola rotonda in cui si sono alternati i pareri di sette protagonisti del settore: Sebastiano Cerullo, Direttore Generale di Federlegno Arredo, l'architetto Marco Piva, Marco Claudio Grillo, fondatore di Abitare In, Paolo De Grandis di CityLife, Antonio Corengia, Ceo di Erco e Silvio e Filippo Santambrogio di Viva, rispettivamente presidente e AD dell'azienda. Le loro voci hanno tratteggiato una riflessione sulle possibili traiettorie dell'edilizia contemporanea, in un'esplorazione degli aspetti tecnici, estetici e sostenibili che la percorrono.

Ad aprire l'incontro è stato Sebastiano Cerullo di Federlegno Arredo, che ha tratteggiato una panoramica della situazione attuale: «Noi della filiera del legno e dell'arredo siamo coinvolti al 100% nelle dinamiche che riguardano l'edilizia: se non riparte il settore edile, l'intera filiera rimane bloccata. Guardando però agli ultimi dati relativi alle compravendite, voglio essere positivo: nell'ultimo quadrimestre del 2018 sono aumentate del 9,3%. E si sa che cambiare casa fa rima con ristrutturare. Ora però l'urgenza è sbloccare i cantieri. Ed è tutta una questione di fiducia nella politica: se non c'è quella, le aziende non investono. In questo contesto, il mercato nazionale non basta più: le aziende italiane devono iniziare a costruire all'estero».

E se l'edilizia appare in stallo, a rappresentare una speranza è la città di Milano. È qui che negli ultimi anni sono stati realizzati i progetti architettonici più ambiziosi, dando una scossa al settore delle costruzioni. «Milano è una città sperimentale, e questo suo approccio deve essere esportato anche altrove. Le città vanno ridisegnate, e per farlo è necessario partire dalla casa, il luogo in cui confluisce il lavoro di architetti, costruttori e designer. Noi architetti cerchiamo di essere sinergici con la committenza, condividendo un flusso continuo di ricerca e innovazione», ha spiegato Marco Piva.

Un'innovazione che deve rispondere alla richiesta sempre più diffusa di soluzioni abitative su misura, sia in ambito privato che collettivo. Dopo l'interior design, anche per l'architettura è arrivato il tempo di personalizzare. Una vera e propria sfida a cui partecipano progettisti, designer e costruttori. A parlarne è Marco Claudio Grillo, fondatore di Abitare In, azienda del real-estate che sta sviluppando un nuovo concetto di casa “tailor made”. «Avevamo il sogno di creare una casa su misura e di rendere industriale il processo di creazione di un'abitazione cucita attorno ai desideri del cliente. Ci definiamo “Construction to order”: questo approccio ha cambiato completamente il paradigma della vendita di immobili». E a dire che la casa del futuro sarà totalmente flessibile è anche Paolo De Grandis di CityLife. «Per le residenze di CityLife abbiamo reso possibile la massima personalizzazione degli spazi: dallo studio del layout alla scelta delle finiture. Il nostro è stato un grosso sforzo progettuale, con una particolare attenzione alla futura manutenzione degli appartamenti. Oggi vogliamo vivere la casa esattamente come la macchina: ho freddo? Alzo il riscaldamento. Ma in casa non è così semplice. Ci vogliono sistemi che riescono ad adeguarsi costantemente alle esigenze delle persone».

Infine, a gettare uno sguardo sulla progettazione degli interni sono Antonio Corengia di Erco, azienda produttrice di sistemi di finestre e Silvio e Filippo Santambrogio di Viva, azienda che realizza porte per interni.

«Quello della personalizzazione e dell'attenzione alla vita futura della casa è tema molto caro a Erco», spiega Antonio Corengia. «Sono anni che abbiamo inserito la carta di identità dei nostri prodotti: vogliamo rendere le finestre un elemento distintivo dell'architettura di un edificio e di una casa. Grazie alle collaborazioni con vari designer, tra cui Giuseppe Bavuso, siamo arrivati a creare finestre che sono a tutti gli effetti un elemento di design completamente personalizzabile». A parlare di nuove tendenze e possibili strategie sono Silvio e Filippo Santambrogio di Viva, che dicono: «Vediamo un'inclunazione omogenea in fatto di gusti e desideri: il mondo è sempre più interconnesso e si viaggia molto di più. E se i gusti cambiano, cambia anche il modo di acquistare: oggi, i brand vengono cercati su Instagram, non più su internet. Secondo una ricerca della Pennsylvania University, le aziende di oggi hanno 2,6 secondi di tempo sui social network per catturare l'attenzione delle persone. Questo significa che noi aziende dobbiamo essere sempre aggiornate e al passo con i tempi, non dobbiamo mai smettere di innovare».