Las Vegas, Nevada, USA, 1957 - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
Miami Beach, Florida, USA, 1962 - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
Amsterdam, Olanda, 1968 - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
Bratsk, Siberia, USSR 1967 - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
California, USA, 1956 - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
Reno, Nevada, USA, 1960 - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
New York, USA, 1955 - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
New York, USA, 1989 - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
Pesce con sigaro Cohiba - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
André S. Solidor Self Portrait with Roach - Credits: Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
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Elliott Erwitt a colori

Elliott Erwitt, classe 1972, francese di nascita e americano d'adozione, è uno dei più importanti fotografi del Novecento. È conosciuto perlopiù per i suoi scatti in bianco e nero, che sono stati esposti in numerose mostre di grande successo all’estero e in Italia. 

Erwitt, al secolo Elio Romano Erwitz, è membro dal 1953 della storica agenzia Magnum, fondata tra gli altri da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, di cui è stato anche presidente per tre anni a partire dal 1968.
Ha descritto per immagini gli ultimi sessant’anni di storia e di civiltà contemporanea, cogliendone aspetti drammatici ma anche ironici con un linguaggio personale e riconoscibile: «Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l’aspetto delle cose, il tuo stato d’animo. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l’istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla».

Dal 10 febbraio al 16 luglio, Palazzo Ducale a Genova ospita la prima grande retrospettiva che esplora un aspetto inedito e straordinario, la sua produzione a colori. Elliott Erwitt Kolor, curata da Biba Giacchetti, raccoglie 135 scatti selezionati personalmente dal fotografo nel suo immenso archivio a colori e in particolare attingendo da due grandi progetti: Kolor e The Art of André S. Solidor. Dalla politica al sociale, dall’architettura al cinema e alla moda, il percorso espositivo ripercorre la produzione a colori del maestro in modo sfaccettato, abbracciando lavori editoriali, istituzionali e pubblicitari.

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