Extraperlo 2020
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Il design libero e ribelle di Extraperlo a Madrid

Nessun gender, nessun ruolo, nessun limite. Solo idee e pura estasi. È il mantra di Extraperlo, il provocatorio format espositivo ideato dal designer Jorge Penadés, in scena all’Espacio Gomina di Madrid in occasione del MAYRIT Design Fest. Il nome del progetto racchiude il suo spirito: con il termine Extraperlo, in Spagna, ci si riferiva durante la guerra alla merce di contrabbando.

Scopo del progetto è quello di abbattere le barriere tra le discipline artistiche, presentando quei creativi che vogliono sfuggire alle categorizzazioni. “Extraperlo si basa sulle ipotesi, i rischi, gli studi e gli errori”, recita il sito della piattaforma curatoriale. E dato che è molto facile impressionare con installazioni monumentali, Extraperlo vuole farlo con oggetti piccoli e ingegnosi, della dimensione massima di una scatola da scarpe.

I partecipanti sono sei artisti internazionali: Odd Matter, Juan Garcìa Mosqueda, Lex Pott, Friedrik Paulsen, Attua Aparicio e Matylda Krzykowski. Le loro opere si muovono ai confini tra arte e design sfidando il tradizionale concetto degli oggetti. C’è il vaso in silicone di Odd Matter; il volume Thanks for submitting your project di Juan Garcìa Mosqueda, che raccoglie i progetti esclusi da una open call internazionale; la Twist Candle di Lex Pott; il porta-rotoli di carta da cucina di Friedrik Paulsen, “un oggetto in genere così noioso”, come dice l’autore.

Tutte opere che provano a imprimere nuove idee e significati ai piccoli protagonisti della quotidianità, raccontando il lavoro di chi vuole affrancarsi da regole e schemi preimpostati.