Ph. Ami Vitale - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Nikita Teryoshin - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Filippo Venturi - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Olivier Laban-Mattei - Credits: Festival della Fotografia Etica
Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Paula Bronstein - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Alessandro Cinque - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Angelo Ferrillo - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Filippo Venturi - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Massimo Gorreri - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Tommaso Protti - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Marco Gualazzini - Credits: Festival della Fotografia Etica
Ph. Bente Marei Stachowske - Credits: Festival della Fotografia Etica
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Il Festival della Fotografia Etica, a Lodi

«Creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e parlare alle coscienze». Questo l’obiettivo dichiarato della nona edizione del Festival della Fotografia Etica, in programma a Lodi dal 6 al 28 ottobre.

«Vogliamo diffondere sempre più maggiormente il linguaggio fotografico, e la sensibilità culturale che ne consegue, tra i non addetti ai lavori», spiegano gli organizzatori Alberto Prina e Aldo Mendichi di Gruppo Fotografico Progetto. I partecipanti, rispetto al 2016, lo scorso anno sono aumentati del 30%: un dato che fa ben sperare. Come conferma il numero delle opere concorrenti al World Report Award 2018: sono 900 le candidature pervenute da fotografi di 50 nazionalità.

Tra le mostre in programma, la sezione Uno sguardo sul mondo propone l'omaggio al fotografo francese Shah Marai, corrispondente di France Press ucciso in un attentato a Kabul lo scorso 30 aprile; l’italiano Filippo Venturi con Made in Koreae Korean Dream, progetto di osservazione della penisola coreana e delle sue trasformazioni negli ultimi 64 anni; l’italiano Michele Guyot Bourg con Vivere sotto una cupa minaccia, lavoro che ha come protagonista il ponte Morandi negli anni Ottanta; il francese Olivier Laban Mattei con Yemen, the Ruins of a Once "Happy Arabia", resoconto del conflitto nello Yemen che dura dal 2015; Adam Ferguson con The bombs they carried, lavoro sulle bambine catturate da Boko Haram.

Lo Spazio Approfondimento accoglierà il lavoro di Mary Calvert The Battle Within: Sexual Assault in America's Military, mentre lo Spazio Tematico avrà come focus gli animali in relazione all’uomo con le opere di Ami Vitale, Nikita Teryoshin, Paolo Marchetti e Wu Jingli.

In concomitanza con il Festival si terrà anche FFE – OFF, un circuito di mostre fotografiche, esposte in negozi, bar, ristoranti, gallerie, circoli culturali e aree pubbliche della città.

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