Maison&Objet - Rising Talent Awards - Pig side table for mx object - Credits: ©Mario Tsai
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Gennaio: le mostre di design e architettura

Anno nuovo, nuove mostre di design e architettura. E a gennaio, non mancheranno le fiere e le esposizioni dedicate ai grandi artisti, designer e architetti del nostro tempo. Ma non solo. Perché a rendere interessante il caleidoscopio di appuntamenti che animeranno il mese di gennaio saranno percorsi espositivi dedicati ad artisti e designer emergenti, in una riflessione sulle risposte dell'arte contemporanea alle problematiche del mondo.

In Europa, la protagonista del mese sarà come sempre la fiera parigina Maison&Objet, con i suoi 3mila brand provenienti da tutto il mondo, mentre a Bruxelles si esploreranno gli intrecci tra design, arte antica e contemporanea grazie a Brafa Art Fair. In Italia, invece, sarà da non perdere la mostra del Museo Plart di Napoli dedicata all'indagine sulla luce di Bruno Munari, ma anche il percorso espositivo sull'opera della scultrice Franca Ghitti alle Gallerie d'Italia di Milano e la retrospettiva su Marcel Duchamp alla Galleria Casoli de Luca di Roma.

Ecco la consueta selezione degli appuntamenti più interessanti del mese secondo Icon Design.

Parigi. Maison&Objet

Rising talent Award - China - Pin, Wall Light - Credits: ©BENTU
Sebastian Herkner - Merwyn Metal Legs for Wittmann - Credits: ©Photo: Studio Sebastian Herkner
Rising talent Award - China -Frank Chou - Combo Sofa - Credits: ©Frank Chou

A gennaio, Maison&Objet è l'appuntamento immancabile per tutti gli addetti del settore. Un'occasione per scoprire i nuovi talenti del design - quest'anno i Rising Talent Awards sono dedicati alla Cina - e per approfondire la conoscenza di artisti più affermati, come Sebastian Herkner, nominato Designer of The Year. Ma anche tantissimo altro, dato che a partecipare alla fiera saranno ben 3.000 brand da tutto il mondo. Tutto francese sarà però il tema dell'edizione di quest'anno, che al motto Excuse my French! cercherà di rintracciare quel certo "je ne sais quoi" che accomuna artisti e designer francesi. Ed è così che durante la fiera lo spazio Trend Forum, situato nel padiglione 7, si animerà di una selezione di prodotti che vogliono rappresentare l'essenza della nuova scena creativa in un grande omaggio alla creatività francese.

  • Dove: Parigi, Paris Nord Villepinte Exhibition Centre, dal 18 al 22 gennaio 2019.
Fossile del 2000, 1958, componenti elettroniche e materiali metallici vari immersi in resina trasparente - Credits: Bruno Munari - Fondazione Plart
Vetrini a luce fissa, 1950, materiali vari - Credits: Bruno Munari - Fondazione Plart
Vetrini a luce polarizzata, 1953, materiali vari - Credits: Bruno Munari - Fondazione Plart

Munari e la scomposizione dell'arte attraverso la luce. Si focalizza su questo la mostra Bruno Munari. I colori della luce, in scena al Museo Plart di Napoli. Uno sguardo inedito sulla produzione di Bruno Munari che si sofferma sulle Proiezioni a luce fissa e le Proiezioni a luce polarizzata, con cui veniva esplorata una nuova spazialità. Curata da Miroslava Hajek e Marcello Francolini, la mostra immerge nelle Proiezioni Dirette, con cui Munari scomponeva l'arte attraverso materiali organici, pellicole trasparenti e colorate in plastica, pittura, fili e retini. In esposizione, anche altre opere come Macchina Inutile (1934), Tavola Tattile (1938), Macchina Aritmica (1947) e Concavo-Convesso (1947). 

  • Dove: Napoli, Museo Plart, fino al 20 marzo 2019.

Milano. Franca Ghitti: Altri Alfabeti. Sculture, installazioni e opere su carta.

Franca Ghitti - Bosco primi anni 80 installazione legni rete metallica_tondo con coppelle di siviera e polvere di ferro dimensioni variabili - Credits: ph. Fabio Cattabiani
Franca Ghitti - Libri chiodati e Valigia 2008 installazione carta colorata cartone colorato chiodi corda dimensioni variabili - Credits: ph. Fabio Cattabiani
Franca Ghitti con la Meridiana installazione anni Novanta scarti di ferro e polvere di ferro diametro cm 200 ca. - Credits: ph. Fabio Cattabiani

Alle Gallerie d'Italia, un percorso dedicato alla grande scultrice Franca Ghitti. Curato da Cecilia De Carli, è un viaggio attraverso la poetica dell'artista dagli anni Sessanta fino a oggi, in un'esplorazione dei suoi linguaggi espressivi. Un alfabeto di visioni, materia e colore che è andato formandosi giorno dopo giorno, opera dopo opera. «Con Altri Alfabeti mi riferisco a quell’inventario di segni, tacche, nodi, coppelle che ho voluto portare nella mia scultura, consapevole che essi rappresentano una sorta di lingua specifica quasi alternativa all’alfabeto usata da segantini, fabbri, carpentieri, fucinieri, mugnai, pastori e contadini. Lingua perciò atta a delimitare una civiltà non metropolitana, marginale e insieme a indicare una fascia di corrispondenze intercontinentali», ha raccontato l'artista. Ed è così che questi alfabeti prendono la forma delle sculture di Franca: oggetti provenienti da un mondo artigiano fatto di legno e ferro; assi lignee, avanzi di segheria, antiche fucine, chiodi, polveri di fusione, scarti di lavorazione delle industrie metallurgiche. In un'intensa narrazione della relazione tra l'uomo e il suo territorio.

  • Dove: Milano, Gallerie D'Italia, dal 15 gennaio al 17 febbraio 2019.

Roma. By or Of Marcel Duchamp or Rrose Sélavy

Installation View
Installation View
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A Roma, nella nuova Galleria Casoli de Luca, una mostra dedicata al grande Marcel Duchamp (e al suo alter ego Rrose Sélavy). In esposizione, oltre 100 lavori dell'artista tra cui opere, brochure, inviti, manifesti, libri, oltre all'unico readymade a non aver avuto edizioni successive, restando dunque un pezzo unico: Porta: 11, rue Larrey (1927), la celebre porta dell'appartamento parigino di Duchamp che durante la Biennale di Venezia nel 1978 fu scambiata per un'anonima porta e imbiancata dagli addetti ai lavori, e che ora viene esposta a Roma per la prima volta. In esposizione anche alcune delle sue opere letterarie, come La Boîte Verte, presente in mostra sia nella versione di lusso realizzata in 20 esemplari che nella versione a tiratura più alta, e che racchiude 93 pezzi tra appunti, scritti, progetti e fotografie per la realizzazione del Grande Vetro. Legate a quest'ultima opera sono esposte anche le acqueforti create dall’artista per illustrare la realizzazione delle sue singole parti. Infine, la fotografia, con gli scatti di Duchamp ma non solo, anche di Man Ray e Ugo Mulas.

  • Dove: Roma. Galleria Casoli de Luca, fino al 15 febbraio 2019.

Bruxelles. BRAFA.

Gilbert&Ggeorge - beard raids, 2016 - Credits: Courtesy of Gilbert&George White Cube and Albert Baronian
BRAFA 2018 - Credits: ph: E.Crooy
BRAFA 2018 - Credits: ph: E.Crooy

Giunta alla 64esima edizione, ogni anno diventa sempre più giovane. Perché seppur sia nata come fiera d'arte antica, Brafa Art Fair è un terreno di contaminazione tra antiquariato, design e arte contemporanea. Un punto di incontro tra le arti che disegna un walzer fatto di dipinti, sculture, mobili antichi e contemporanei, ceramiche e gioielli. Ed è così che nei suggestivi spazi del Tour & Taxis di Bruxelles, passato e presente si mescolano in una gigantesca Wunderkammer in cui perdere la nozione del tempo. Quest'anno saranno 133 le gallerie provenienti da tutto il mondo: un paradiso per i collezionisti che richiamerà circa 65.000 visitatori. A rendere l'intreccio tra epoche e linguaggi creativi ancora più stimolante, saranno poi gli ospiti d'onore Gilbert&George, una delle coppie più provocatorie dell'arte contemporanea britannica, con cinque opere di grandi dimensioni.

  • Dove: Bruxelles, Tour & Taxis, dal 26 gennaio al 3 febbraio 2019.
Paola De Petri, Improvvisamente, 2017-18
Petra Noordkamp, Fragile, Handle with Care
Petra Noordkamp, Fragile, Handle with Care

Prodotto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche in collaborazione con il MAXXI e l’Associazione Demanio Marittimo.Km-278, il progetto espositivo Terre in Movimento è un'indagine sugli sconvolgimenti che hanno interessato il territorio marchigiano dopo i terremoti del 2016. La mostra giunge al termine di un periodo di ricerca, in cui i tre artisti Olivo Barbieri, Paola De Pietri e Petra Noordkamp hanno vissuto nelle zone devastate dal sisma raccogliendo storie e riflessioni. Curata da Carlo Birrozzi e Pippo Ciorra, la mostra presenta ora il risultato di questa indagine, e per farlo ha scelto un luogo simbolico di Ancona: la Chiesa di San Gregorio Illuminatore, chiusa da decenni. Si instilla così un'idea: per far ripartire questi territori, si potrebbe forse puntare sull'arte?

  • Dove: Ancona, Chiesa di San Gregorio Illuminatore, fino al 3 marzo 2019.
U. Mulas, Italo Calvino nel box della scrittura, mostra Olivetti formes et recherche, Parigi, Musée des Arts Décoratifs, 20 novembre 1969 – 1 gennaio 1970, Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea. - Credits: Ph. Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano - Galleria Lia Rumma, Milano /Napol
T. Street Porter, allestimento della mostra Concept and Form a Londra, Euston Station Plaza, 20 Ottobre – 22 Novembre 1970, Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea.
U. Mulas, Terry Piazzoli, Giorgio Colombo, Gae Aulenti, Hans Von Klier e Roberto Pieracini nel box della scrittura, mostra Olivetti formes et recherche, Parigi, Musée des Arts Décoratifs, 20 novembre 1969 – 1 gennaio 1970, Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea. - Credits: Ph. Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano - Galleria Lia Rumma, Milano /Napoli.

Fa fare un salto indietro nel tempo la mostra 1969. Olivetti formes et recherche, una mostra internazionale allestita a Torino presso CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia. Curata da Barbara Bergaglio e Marcella Turchetti, ricostruisce infatti la storica mostra Olivetti formes et recherche a cura di Gae Aulenti che Olivetti presentò a Parigi nel 1969, portandola poi a Barcellona, Madrid, Edimburgo e Londra e Tokyo. Circa 70 immagini - scattate da maestri come Ugo Mulas, Alberto Fioravanti Giorgio Colombo - raccontano la leggendaria esposizione ma anche la storia dei personaggi che gravitavano attorno a Olivetti: da Giorgio Soavi a Lord Snowdon, da Ettore Sottsass a Mario Bellini, da Renzo Zorzi a Italo Calvino. Una mostra decisamente imperdibile.

  • Dove: Torino. CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, fino al 24 febbraio 2019.

Orani (NU). Le Corbusier. Lezioni di Modernismo.

Le Corbusier

Delle opere architettoniche di Le Corbusier si sa ormai tutto, ma di quelle artistiche? A fare chiarezza sul Le Corbusier artista è il Museo Nivola di Orani (NU) con una mostra interamente dedicata ai suoi disegni. In esposizione, 64 opere provenienti dalla collezione Nivola che raccontano il suo approccio all'arte, che partiva dal periodo purista per lasciarsi influenzare dal surrealismo, da Picasso e da Léger costruendo composizioni dagli accentuati grafismi. La mostra si sofferma poi sul rapporto di amicizia tra l'architetto e lo scultore Costantino Nivola: fu quest'ultimo a dichiarare di aver imparato "il gioco dell'arte" proprio da Le Corbusier. Una mostra per scoprire un lato inedito del grande architetto.

  • Dove: Orani (NU). Museo Nivola.
La Magnifica Fabbrica. 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta.
La Magnifica Fabbrica. 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta.
La Magnifica Fabbrica. 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta.

Com'è cambiato, nei decenni e nei secoli, il Teatro alla Scala di Milano? Lo racconta la mostra La Magnifica Fabbrica. 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta, un viaggio nel tempo alla scoperta trasformazioni del teatro d'opera più prestigioso del mondo, dal progetto di Giuseppe Piermarini fino a quello di Mario Botta, con cui nel 2004 che ha ridisegnato la funzione dell’edificio e al prossimo ampliamento previsto nel 2022, che arricchirà di una nuova torre il profilo del Teatro. Progettata da Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto, la mostra è allestita presso il Museo Teatrale alla Scala e consiste in diverse microstorie che animano le sei sale del Museo e l’interno del Ridotto dei Palchi. 

  • Dove: Milano, Museo Teatrale alla Scala, fino al 30 aprile 2019.

Roma. ilmondoinfine: vivere tra le rovine.

Gigi Cifali, Untitled 03, New Vesuvian Landscapes, 2011-13 - Credits: Foto Silvio Scafoletti, La Galleria Nazionale
ilmondoinfine - Installation View
ilmondoinfine - Installation View

C'è ancora poco tempo per visitarla, e vale la pena affrettarsi. Perché la mostra ilmondoinfine: vivere fra le rovine utilizza l'arte contemporanea per riflettere sul disfacimento del sistema capitalista lanciando un interrogativo su quel che verrà. Non è vero, del resto, che la vita si dispiega tra le rovine dei mondi precedenti? Tra i rifiuti e le macerie di un mondo in fine, emergerà dunque il mondo infine? A provare a rispondere sono tredici artisti internazionali, tra cui Gigi Cifali, Chiara Bettazzi, Virginia Colwell, Rosetta S. Elkin, Christoph Keller e Gian Maria Tosatti. Le loro opere sono allestite in un percorso immersivo arricchito da installazioni sonore, eventi performativi, proiezioni e spettacoli teatrali, oltre a incontri con geografi, architetti, filosofi e geologi. Un esercizio di ottimismo.

  • Dove: Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, fino al 23 gennaio 2019.
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