Invernomuto -Wax, Relax
Appartamento 900 - Credits: Foto: Riccardo Gasperoni
Giulio Squillacciotti
Appartamento 900 - Credits: Foto: Riccardo Gasperoni
Appartamento 900 - Credits: Foto: Riccardo Gasperoni
Helen Dowling - Something for the ivory
Jacopo Mazzonelli - Dido's Lament
Luca Trevisani
Nina Fiocco - Domestique
Appartamento 900 - Credits: Foto: Riccardo Gasperoni
Giardino Giusti - Credits: Foto: Riccardo Gasperoni
Giardino Giusti - Credits: Foto: Riccardo Gasperoni
Giardino Giusti - Credits: Foto: Riccardo Gasperoni
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To be played: la ricerca videoartistica in scena al Giardino Giusti di Verona

Un tempo dimora della famiglia Giusti e recentemente riaperto al pubblico, l'Appartamento 900 del Giardino Giusti di Verona – uno degli esempi più preziosi di giardino all'italiana, recentemente inserito tra i 10 finalisti de “Il parco più bello” - debutta come produttore culturale e accoglie fino al 22 novembre la mostra To be played - Video, immagine in movimento e videoinstallazione nella ‘generazione ottanta’.

La mostra fa il punto sulla sperimentazione nel campo video da parte di una selezione di artisti a cavallo tra le due epoche: nati negli anni Ottanta, hanno assimilato dai predecessori i tratti salienti di questo strumento artistico, trasformandolo in un mezzo per raccontare l'epoca contemporanea.

Curata da Jessica Bianchera e Marta Ferretti, e realizzata in collaborazione con ArtVerona e Careof, la mostra presenta il lavoro di dieci artisti internazionali: Helen Dowling, Nina Fiocco, Anna Franceschini, Adelita Husny Bey, Invernomuto, Michal Martychowiec, Elena Mazzi, Jacopo Mazzonelli, Giulio Squillacciotti e Luca Trevisani.

Le loro riflessioni animate si alternano tra le sale affrescate dell'appartamento, spaziando dal documentario, il cinema, l'installazione video e la ricerca audio-visiva. I diversi linguaggi si intrecciano in opere che sperimentano tecniche diverse come nel caso di Le Domestique di Nina Fiocco, in cui gli elementi dentro e fuori dall’immagine filmica si integrano e si completano a vicenda, oppure Something for the Ivory di Helen Dowling, che utilizza due tubi catodici in cui le immagini scorrono parallelamente grazie a un sincronizzatore.

Protagonista del Salone d’Onore è poi Wax, Relax di Invernomuto: una grotta in cera bianca di circa 5 metri collocata esattamente agli antipodi rispetto alla grotta reale in fondo al viale dei cipressi che taglia il giardino cinquecentesco. Si legano invece a temi di attualità lavori come Agency giochi di potere di Adelita Husni Bey, un'installazione video ispirata a un esercizio di cittadinanza sviluppato nel Regno Unito e attuato in una simulazione al Museo MAXXI di Roma con trentacinque studenti volontari del Liceo Manara; e Pirolisi solare di Elena Mazzi, che affronta il tema della ricerca scientifica sulle fonti di energia rinnovabile partendo da un’installazione di specchi.

A fare da anello di congiunzione tra le generazioni precedenti e quella dei trentenni di oggi sono Anna Franceschini e Luca Trevisani (entrambi del 1979): quest'ultimo porta a Giardino Giusti Physical examination, in cui ricerca teorica ed empirica, geometria e natura, organico e inorganico si mescolano.

I visitatori potranno inoltre consultare l'Archivio Video di Careof - creato nel 1987 per volontà di Mario Gorni e Zefferina Castoldi - che con le sue circa 8500 opere a oggi catalogate rappresenta uno dei più esaustivi osservatori sulle produzioni artistiche italiane legate all’immagine in movimento.

Infine, l'Appartamento 900 ospita una selezione di piante a cura di Flò Bologna che richiama le specie  importate agli inizi dello scorso secolo, enfatizzando l’arredamento e le particolarità architettoniche dell’appartamento.