Credits: Bomboniera Omaggio agli snob, 1925, porcellana dipinta a mano in giallo, verde, azzurro, rosso, porpora, rosa e nero (Credit: Ufficio Stampa)
Credits: Geliera Lancesca, 1924, porcellana dipinta a mano in verde, viola e nero, (Credit: Ufficio Stampa)
Credits: Piatto Domus Amoris, 1924, porcellana dipinta a mano in blu Ponti e oro (Credit: Ufficio Stampa)
Credits: Coppa Circo, 1930, porcellana decorata a cromolitografia in policromia e dipinta a mano in porpora e oro (Credit: Ufficio Stampa)
Credits: Vaso piumato La Giustizia, 1929, porcellana dipinta in blu a gran fuoco e oro segnato a punta d’agata (Credit: Ufficio Stampa)
Credits: Piccolo bolo Monte Santo, 1937, porcellana dipinta a mano in monocromo azzurro (Credit: Ufficio Stampa)
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Gio Ponti e la Richard Ginori, corrispondenza inedita al Triennale Design Museum

Luca Bergamin

Fu corrispondenza di amori sensi estetici quella tra Gio Ponti e la Richard Ginori.  E anche con Monza che, come già avvenne alla prima Biennale Internazionale di Arti Decorative del 1933 tenutasi inizialmente alla Villa Reale, tornano insieme in questa location prestigiosa. Nelle sale del Triennale Design Museum ricavato  all’interno del Belvedere della Villa, ecco la possibilità di ammirare cinquanta manufatti di raffinatissima fattura.

Tutte provenienti dalla collezione di ceramiche del Museo di Doccia, insieme a schizzi e disegni, le opere esposte raccontano il felice sodalizio artistico intercorso tra il designer e architetto che più di tutti ha segnato la storia del design italiano del XX secolo e la Richard Ginori che credette e investì nel genio creativo di Ponti.

Ed ecco dunque la gioia di sfiorare con lo sguardo il piatto Domus Amoris dipinto a mano coi colori blu e oro che per Ponti doveva rappresentare il sentimento amoroso e il legame con l’arte classica di cui l’edificio disegnato sull’oggetto ne è l’emblema.

Ironica, a partire già dal titolo, è la Bomboniera Omaggio agli Snob del 1925, in porcellana, che sfoggia i colori del giallo, l’azzurro, il rosso, il porpora, il rosa e il nero. Essa costituisce un manifesto di affetto verso il popolo: i contadini vi danzano avvolti nei costumi tradizionali.

Molto elegante è anche il Vaso piumato de La Giustizia che appartiene alla serie delle Allegorie, decorato in blu a gran fuoco, molto amato da Ponti il quale volle metterlo in mostra nelle vetrine della Sala d’onore del Padiglione italiano in occasione dell’Esposizione Universale che si tenne a Barcellona nel 1929.

Ponti traeva ispirazione dalle fonti più svariate. Ad esempio nella Coppa Circo dal cinema, in particolare da una pellicola di  Charlie Chaplin che riscosse un enorme successo mettendo in scena lo spettacolo circense al quale si richiama questa opera in porcellana. La Geleria Lancesca del 1927 è un tributo al collega architetto Emilio Lancia con il quale Ponti condivideva lo studio milanese.

 Giò Ponti e Richard Ginori, una corrispondenza inedita

Villa Reale, Monza, sino al 31 maggio 2015