Installation view - Credits: Courtesy of the artist and Galleria Bianconi
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Gioia Di Girolamo, Christoph, 2019 - Credits: Courtesy of the artist and Galleria Bianconi
Gioia Di Girolamo ”Do you want chat?” 2017 / 2019 - Credits: Courtesy of the artist and Galleria Bianconi
Installation view - Credits: Courtesy of the artist and Galleria Bianconi
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News

La solitudine di Frenzy Breeze alla Galleria Bianconi

Valentina Lonati

Fino al 14 giugno, la Galleria Bianconi di Milano ospita The Mating Season of Frenzy Breeze, mostra personale di Gioia Di Girolamo, artista pescarese con base a Los Angeles.

Curata da Andrea Lacarpia, l'esposizione orchestra una narrazione della solitudine affettiva ai tempi della digitalizzazione, riflettendo su come la tecnologia abbia trasformato il modo di approcciarsi alla fisicità e alle relazioni umane.

Protagonista di questo racconto è Frenzy Breeze, personaggio immaginario che si prepara a vivere una storia d'amore. Addentrandosi nelle sue nevrosi – l'utilizzo compulsivo dello smartphone e dei social media, i continui stimoli visivi, la necessità di sopperire alla mancanza di interlocutori reali con rapporti fittizi – la mostra offre uno sguardo ironico e tagliente sui fenomeni da dipendenza dal web. Frenzy Breeze è sola: vive in un microcosmo apparentemente dolce e ovattato ma in realtà sterile e asettico. Vorrebbe trovare l'amore, ma gli unici sentimenti che conosce sono quelli vissuti attraverso lo schermo di un computer. Il suo kimono recita: “do you want chat?”.

Nelle sale rinnovate della galleria, Gioia di Girolamo intreccia video, sculture e dipinti dando forma al mondo di Frenzy Breeze. Un ambiente fisico e al contempo immateriale, in equilibrio tra realtà fisica e virtuale. Il corpo diventa un ibrido, un'entità che galleggia tra reale e irreale. Le opere sono realizzate unendo diversi materiali come l'argilla, i tessuti stampati, i colori, la colla, il silicone, i detersivi e gli ammorbidenti, costituendo un paesaggio evanescente dominato dai colori pastello.

Diversi oggetti rimandano al concetto di fertilità: forme vegetali e floreali sono affiancate a dispositivi tecnologici e a sculture antropomorfe, mimando una fecondazione biologica e digitale. Tutto è sospeso e immobile, nell'attesa che succeda qualcosa. I video che scorrono sui dispositivi elettronici cercano di colmare la solitudine di Frenzy Breeze. Un personaggio immaginario ma molto, molto reale.