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L’arte di fermarsi (e restare a casa) di Gunilla Zamboni

Cosa fare in quarantena? ICON DESIGN prosegue il ciclo di interviste agli interpreti del nuovo design italiano: brevi consigli su letture, film e musica da scoprire (o riscoprire) in questo momento particolare. E trasformare le difficoltà in un'occasione di arricchimento.

Questa volta è il turno di Gunilla Zamboni, in arte Gupica, che ci racconta quali sono, secondo lei, gli strumenti necessari per affrontare il lockdown.

Il libro in cui immergersi.
«Penso che in questo particolare momento storico sia molto importante osservare la realtà da diverse angolazioni. Come lettura consiglio La via della bellezza, un saggio di Vito Mancuso, filosofo e teologo contemporaneo. “Bellezza”, è un termine certamente inflazionato, ma in questo libro si va oltre le banalità, andandone ad analizzare le sue diverse sfaccettature. Mi piace lo spirito ambivalente con cui all’interno della bellezza coesistono anche disarmonia, contraddizione, ambiguità, tutte tematiche che vengono affrontate da un punto di vista antropologico poiché proprie della condizione umana».

Il film da riguardare.
«Credo che il periodo che stiamo vivendo ci stimoli a ripensare e in qualche modo a “riconfigurare” il nostro modo di vivere. In questa nuova condizione la creatività diventa uno strumento imprescindibile e necessario per offrire delle soluzioni di crescita su diversi fronti. Penso però che ci sia anche bisogno di ripercorrere quello che è stato fatto, di andare alla ricerca delle proprie origini per ritrovare un umano senso di rassicurazione e incoraggiamento. Io sono Emiliana, cresciuta a tortellini e Amarcord! Recentemente ho sentito l’esigenza di andare a riscoprire l’universo creativo e immaginifico di Fellini, un autore che con i suoi film tocca le corde della mia infanzia. Lo stupore e l’innocenza di certi personaggi caricaturali, i suoni, le musiche, la costruzione di certe scene campestri e di paese mi riportano a rivivere un tempo passato che mi rassicura e che in qualche modo mi fa ritrovare “un centro”».

L'album da ascoltare in loop.
«Mi piacciono il Blues e il Jazz, e quando posso vado ad ascoltarli dal vivo. Penso che questo tipo di musica dia maggiore spazio alla performance che è l’unico vero momento creativo in cui un artista definisce se stesso: nella performance c’è tutta la spontaneità e la verità di chi la compie. Un album che consiglio di ascoltare anche in sottofondo per lavorare o rilassarsi è Kind of Blue di Miles Davis ma anche Round about midnight».

La serie da cui lasciarsi assorbire.
«Una serie che mi ha colpito per come è stato costruito il suo personaggio principale e Better call Saul. Saul è un avvocato che vive in condizioni avverse e apparentemente sembra uno sprovveduto, ma non lo è: dimostra infatti di possedere un fuoco dentro e una grande capacità di improvvisazione e spirito di adattamento, una abilità questa che adesso più che mai risulta essere un'enorme risorsa».

Un personaggio, una vita, una storia a cui ispirarsi.
«Se penso a questo momento di reclusione forzata e allontanamento fisico dalle persone, mi vengono in mente diverse personalità che per volere o per le loro condizioni fisiche vivevano la reclusione come un momento di grande fermento e creatività. Penso a Picasso che aveva bisogno della solitudine per creare, o a Frida Kahlo che nell’ultimo periodo della sua vita aveva installato un cavalletto nel suo letto per dipingere da sdraiata. Ma anche a Charles Darwin che costruiva le sue teorie raccogliendo fatti in silenzio e in solitudine. La contemplazione dei propri pensieri favorisce la nascita di nuove idee, soluzioni, innovazioni».

Offline: abbandonare il computer per?
«Stare con mio figlio Arturo, di 3 anni, e giocare con lui. Credo che i bambini abbiano molto da insegnare agli adulti e che quindi l’educazione sia uno scambio reciproco. Amo molto anche disegnare e appena ho un pò di tempo prendo il mio Ipad che per me è una specie di quaderno da viaggio in cui raccolgo idee, pensieri e disegni di ciò che vedo. Osservare per ritrarre va a stimolare una risorsa che abbiamo tutti, ovvero quella di capire come sono fatte le cose».

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Gunilla Zamboni è una designer e art director, nonché fondatrice del brand e sigla artistica Gupica. Il suo studio creativo offre progetti e consulenze servendosi di un metodo multidisciplinare che coinvolge arti decorative, design di interni e di prodotto, sperimentazione contemporanea e lavoro artigianale. Un approccio trasversale in cui la decorazione diventa strumento per proporre codici utili per esplorare la dimensione espressiva e sensoriale del progetto. Tra le sue recenti collaborazioni, quelle con Nilufar Gallery, Visionnaire, Mutaforma, Wall&Decò e Tappezzerie Druetta.