News

Istituto Marangoni: professione designer

ICON DESIGN PER Istituto Marangoni - School of Design

In vista del nuovo anno accademico, una conversazione con Marcella Bricchi, che della scuola milanese è Programme Leader nel dipartimento di Interior Design.

L’universo del design, come tanti altri settori, non resta mai fermo: il saper fare artigiano incontra le tecnologie più innovative, i confini tra design e moda si assottigliano, le sinergie tra le discipline si amplificano. E in tutto questo la formazione resta un punto fermo. Quanto è importante una didattica di alta qualità? E quali sono gli strumenti necessari per affacciarsi al mondo del lavoro? In vista del nuovo anno accademico, ne abbiamo parlato con Marcella Bricchi, Programme Leader del dipartimento di Interior Design presso l’Istituto Marangoni di Milano - The School of Design. Il campus meneghino dedicato al mondo del progetto, situato all’interno di uno storico palazzo di via Cerva, progettato dall'architetto Giulio Cappellini, si appresta a compiere il suo quinto compleanno.

Quali sono secondo lei i punti di forza dell’offerta formativa della School of Design?

L’offerta è piuttosto multiforme: spaziano dai corsi brevi a quelli triennali, dai master ai corsi executive. L’obiettivo è preparare gli studenti a diventare dei professionisti. Il corso triennale, per esempio, offre la possibilità di imparare ad affrontare con rigore il mondo del lavoro, sia nell’ambito dell’Interior Design, del Product Design e Visual Design. Poi ci sono i corsi di specializzazione, come i master, che richiedono un livello di formazione precedente già impostato. Un aspetto molto importante e distintivo del campus è che l’approccio didattico non si limita a essere tecnico, ma è anche emozionale.

Cosa si intende per approccio emozionale?

Raccontiamo le fasi del progetto attraverso un linguaggio fatto di immagini ed emozioni: un linguaggio che si rivolge anche a un committente. A questo si affianca una compente estetica che cerchiamo di trasmettere agli studenti attraverso una ricerca continua e approfondita.

In che modo è cambiato l’approccio didattico negli ultimi anni? E come vengono coinvolti attivamente gli allievi per evitare il mero ascolto passivo?

Per noi essere a Milano è sicuramente un punto di forza. È una città dinamica e ricca di manifestazioni di settore. Ed è per questo che fuori dall’ateneo svolgiamo una serie di attività che mirano al coinvolgimento attivo degli studenti. Come ad esempio le visite guidate negli showroom, fondazioni e aziende per conoscere da vicino quello che è il Made in Italy. E poi ci sono le fiere, come l’immancabile Salone del Mobile oppure le fiere del tessile come Milano Unica Lineapelle, che consentono di maturare una conoscenza tecnica e non solo stilistica dei materiali da rivestimento e le loro applicazioni negli interni. Ma non solo: non mancano talk e incontri con i professionisti del settore. Il fine è sempre mettere in relazione lo studente con una visione del futuro professionale.

Quanto è importante per gli studenti stranieri seguire un corso in Italia, un Paese che il design lo produce a tutti gli effetti?

La percentuale di studenti stranieri è decisamente importante, quasi l’80%. Trovo che sia un dato interessante soprattutto perché in classe c’è una condivisione totale dell’aspetto culturale. Gli studenti provengono da diversi paesi e sono portatori di radici culturali che arricchiscono tutti, è una vera e propria contaminazione. Durante il percorso formativo questo aspetto viene rielaborato e da local diventa glocal. Il nostro obiettivo non è tanto alterare l’identità e l’immaginario degli studenti, quanto aiutarli ad acquisire una visione internazionale grazie alle nuove esperienze e nozioni che vanno ad ampliare il loro bagaglio culturale.

Come alimentate e stimolate l’universo creativo di un interior designer?

All’interno della scuola prestiamo molta attenzione a quelle che sono le esigenze e le richieste del mercato. In sostanza siamo sempre allineati sui trend del settore. Tra gli altri, quest’anno abbiamo lavorato su un progetto di riconversione degli spazi, un tema molto forte e sentito. Lo abbiamo fatto nell’ambito del progetto di Degree Show di fine anno, che rappresenta la sintesi delle capacità acquisite. Gli studenti hanno interpretato un fashion brand e realizzato il concept per un hub istituzionale dedicato al lavoro e agli eventi.

Due parole sull’importanza dei concorsi per designer in erba, di cui l’Istituto si fa promotore. Quanto è importante questa vetrina?

Tantissimo. È innanzitutto stimolante ed è fonte di motivazione, soprattutto per gli studenti ma anche per i docenti. Si tratta di un modo di entrare nel vivo della professione: si va oltre la realizzazione di un progetto tra le mura della scuola. Quest’anno i nostri studenti hanno partecipato a diversi concorsi, e nonostante il carico didattico non indifferente hanno aderito con entusiasmo. Mi vengono in mente i contest realizzati con Cappellini, Rado e Ilva. Per uno studente vedere la propria idea concretizzarsi è sicuramente un’esperienza di valore che andremo a riproporre anche il prossimo anno.

Quali sono le iniziative di orientamento al lavoro svolte dall’Istituto?

Un aspetto positivo è dato dal fatto che Istituto Marangoni supporta gli studenti con un servizio di career service al termine del percorso di studi. L’obiettivo è mettere in dialogo gli studenti con aziende top del settore e studi di design e architettura. I nostri corsi sono un po’ una simulazione di quella che è la realtà: i docenti non sono mai soltanto accademici, ma in primis professionisti che trasmettono agli studenti la loro esperienza.

Per concludere: che consiglio si sentirebbe di dare a un giovane studente interessato a una carriera nell’industria del design? 

Non mi stanco mai di ripetere che questo lavoro deve affascinare. Deve piacere fare ricerca, partecipare agli eventi e soprattutto essere curiosi. Ecco, la curiosità unita all’attenzione è la dominante per essere un bravo designer. Oggetti e progetti non nascono semplicemente da un foglio bianco, è necessario essere attenti a cogliere ogni espressione del mondo che ci circonda. Vale a dire vivere la città, visitare mostre, andare al cinema e a teatro. Insomma, essere coinvolti a 360 gradi.

Scopri di più su https://www.istitutomarangoni.com/

Istituto Marangoni The School of Design e Milano: creatività, progettualità, innovazione. Il cuore pulsante del Made in  Italy. This is your place to be.