Alaa Tarabzouni & Fahad bin Naif
Aziz Jamal
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Omar Abduljawad-Wahidah Process
Sultan Bin Fahad
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La settima edizione di 21,39 Jeddah Arts

Parola d'ordine: I Love You, Urgently. Apre con questo titolo la 7° edizione della rassegna di arte contemporanea 21,39 Jeddah Arts, con un appello all'azione in risposta all'emergenza ambientale.

La manifestazione – inaugurata il 28 gennaio 2020 e organizzata dal Saudi Art Council (SAC) - prende spunto dall'opera dell'architetto tedesco Frei Otto, vincitore del Pritzker Prize nel 2015, al quale viene dedicata la mostra Architecture of Tomorrow. Frei Otto’s Legacy in Saudi Arabia, che documenta l'eredità del suo lavoro pionieristico nel campo della biomimetica in relazione al contesto saudita.

La rassegna si propone di coinvolgere direttamente il pubblico affrontando tematiche ambientali e legate alla sostenibilità, incoraggiando al contempo la comprensione dei fenomeni attuali nel contesto locale e sollecitando nuove risposte attive. Ne è esempio il progetto espositivo Propositions for a Poetic Ecosystem, curato da Irène Hediger e Flurin Fischer, che raccoglie i lavori di sei artisti sauditi in una riflessione sul ruolo dell'acqua in due ecosistemi tanto diversi: quello del Mar Rosso e quello delle Alpi Svizzere.

«Artisti, architetti e designer - in breve, creatori - sono in una posizione unica per esplorare le idee e per assumere un ruolo attivo nello smantellamento degli atteggiamenti antropocentrici, ispirando il dibattito e il dialogo. Sono stata a lungo affascinata dal biomimetismo, così come dall'idea che, emulando i modelli e le strategie collaudate dalla natura, possediamo già le soluzioni per un futuro sostenibile. Spero che 21,39 Jeddah Arts 2020 sia un catalizzatore di nuovi modi di pensare il nostro modo di vivere», ha raccontato Maya El Khalil, curatrice della rassegna e co-curatrice della mostra su Frei Otto insieme a Georg Vrachliotis, professore di teoria dell'architettura e direttore della collezione di architettura del Karlsruhe Institute of Technology.

In un momento in cui l'Arabia Saudita sta attraversando una rapida transizione, la rassegna chiede ad artisti, architetti, designer e pensatori locali e internazionali – 60 in tutto - di cercare soluzioni tangibili e di formulare modi alternativi e simbiotici per abitare con armonia il nostro pianeta.

A tal proposito, uno degli obiettivi è quello di far riflettere sull'adattamento della natura ai vari contesti in cui si trova e di come l'uomo debba trarne insegnamento, lanciando uno sguardo sulle realtà del territorio locale e dando spazio all'arte e agli artisti sauditi, incoraggiando la collaborazione e attraendo pubblico internazionale a Jeddah.

Tra gli artisti coinvolti dalla manifestazione, Ayman Zedani, Aziz Jamal, Cristiana De Marchi, Duran Lantink, Fahad bin Naif & Alaa Tarabzouni, Maha Nasrallah, Mohammad Alfaraj, Mohammed Kazem, Muhannad Shono, Obadah Aljefri, Omar Abduljawad, Nojoud Alsudairi, Raja’a Khalid, Sultan Bin Fahd e Zahrah Alghamdi.

L'edizione di quest'anno vede anche l'inaugurazione di un nuovo progetto: Sculpting Spaces - Architectural Desert Dwellings for AlUla, un'iniziativa della Royal Commission for AlUla (RCU) che ha coinvolto un team di 10 architetti-artisti per trasformare la spettacolare regione desertica dell'AlUla in una destinazione culturale riconosciuta a livello mondiale. A loro il compito di trasformare il deserto in uno spazio da abitare e da vivere utilizzando tecnologie green e sostenibili.

Il programma annuale della manifestazione si articola in una serie di mostre, workshop educativi, conferenze e dibattiti, oltre ad altri eventi culturali in diversi luoghi della città. 21,39 Jeddah Arts 2020 rimarrà in scena fino al 18 aprile 2020.