• Fictional Island, installazione di Fictional Collective, collettivo di 27 designer di discipline e provenienze differenti
Vista aerea di Hansen House, sede principale della JDW - Credits: Ph. Yonatan Strier
Oreflector Park, un’immagine all’interno del Lithuanian Design Forum, mostra sul design contemporaneo lituano - Credits: Ph. Electromagnetico
• Istallazione interattiva di Muslin Brothers, collettivo di fashion designer di Tel Aviv
Vista aerea del Museum of Islamic Art, location della JDW - Credits: Ph. Yonatan Strier
• Product Design Island, mostra curata da Itay Ohaly, esplora la nozione di isola solitaria
Local History Programme, la mostra degli studenti sulla storia locale, celebra il curatore Izika Gaon (1938-1997). Progetto di Studio Magenta e Ronen Bably - Credits: Ph. Lee Zakai
• Un’immagine del progetto di ricerca sul settore dei tappeti israeliani del collettivo WeMakeCarpets
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A Gerusalemme, film e design come ponti tra culture

Milano Design Film Festival

Islands (Isole) è il titolo della sesta Jerusalem Design Week (8-15 giugno 2017) che vuole porsi come un ponte tra confini sociali, politici e culturali. L’iniziativa è promossa da Hansen House - il Centro per il design, media e tecnologia di Gerusalemme e sede della Bezalel Academy of Arts and Design. Cinquanta i designer invitati, israeliani e internazionali, che presentano lavori inediti, installazioni e progetti all’interno della Hansen House, del Museo di storia naturale e di location nell’eclettico quartiere di Talbiya.

Nel programma anche una rassegna cinematografica curata da Milano Design Film Festival, accompagnata da talk e workshop a tema. Tra gli ospiti, il regista Tomas Koolhaas in collegamento via web da Los Angeles (10 Giugno). I film selezionati sono: London Afloat di Gloria Aura Bortolini (UK 2015, 29’); Amare Gio Ponti di Francesca Molteni (Italia 2015, 35’); Rem di Tomas Koolhaas (USA 2016, 75’); Design Disruptors. The Future is Designed di InVision (USA 2016, 70’); Brooklyn Farmer di Michael Tyburski (USA 2013, 26’). Cinque pellicole molto diverse – dal biopic, al documentario a sfondo sociale, al racconto su imprese design driven – unite dal fil rouge del design come strategia per risolvere problematiche produttive e sociali in maniera sistematica. L’iniziativa vuole essere uno scambio culturale con Israele che, in contraccambio, avrà un momento dedicato durante la quinta edizione di MDFF (19-22 ottobre 2017), con una scelta di documentari di registi locali e su personaggi israeliani.

«Il nostro obiettivo è quello di creare una piattaforma multicanale per i progettisti di tutte le discipline», spiega Anat Safran, direttore artistico della Jerusalem Design Week. «La complessità del luogo in cui viviamo e lavoriamo, combinata a un’energia creativa effervescente, è terreno fertile per una straordinaria esperienza di design, inteso nella sua capacità di trascendere i confini internazionali ed evocare il dialogo tra le menti più diverse e creative». In mostra “isole” a tema sul product design, la moda e la comunicazione e progetti di scambio tra progettisti di ambiti differenti. Tra questi, l’israeliano Rami Tareef con l’italo-olandese Maurizio Montalti; l’interaction designer israeliano Matan Stauber con gli illustratori Yaniv Torem (Israele) e Bee Grandinetti (Brasile); il curatore e designer locale Erez Nevi Pana con il grafico e progettista francese Marlene Huissoud. In mostra anche i lavori degli studenti delle principali scuole di design e arti applicate d’Israele. Il collettivo olandese WeMakeCarpets presenta gli esiti di due mesi di studio integrato sulla cultura, la tecnica e il commercio del tappeto locale. Un dialogo sui valori materiali e immateriali di un oggetto paradigmatico.

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Fukasawa è il designer giapponese che pratica la semplicità. Nelle sue forme equilibrate non esistono eccessi, solo quello che è necessario. In trentotto anni di carriera ha reinventato sedie, divani, mobili, lampade, congegni elettronici, telefoni. Il suo obiettivo? Migliorare con i suoi progetti la vita di tutti i giorni, attraverso un design “giusto”