Happy Collapse - Roger Coll - Credits: Joan Santaugini
Corner Splat - Bureau Spectacular / Urban Fabric Rugs - Jimenez Lai for Urban Fabric
Andreas Kofler - Credits: © Laurent Champoussin
Margherita Ratti - Credits: Foto: Constance Gennari ©thesocialitefamily.
Circle Game di Michele Seppia for Nero design gallery - Credits: Foto: Jacopo Bille
Turborama - Emma Cogné
Forces - Celia-Hannes - Credits: Celia-Hannes (Célia Picard, Hannes Schreckensberger)
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La seconda edizione di Lake Como Design Fair

Curata da Margherita Ratti e Andreas Kofler, la Lake Como Design Fair è pronta a tornare dal 20 al 22 settembre tra le sale del Teatro Sociale e del Palazzo del Broletto di Como.

In equilibrio tra fiera e mostra (qui tutto è in vendita), per la sua seconda edizione avrà come tema principale quello del colore. Due le sezioni della manifestazione: una dedicata al design, ospitata dalle stanze affrescate del Ridotto del Teatro Sociale, e una dedicata all'architettura – vera novità di quest'anno – che sarà accolta dal Palazzo del Broletto.

Per la sezione dedicata al design, saranno 120 gli oggetti in mostra tra design industriale, manufatti unici, nuovi progetti e contaminazioni varie. Tra gli espositori, ci saranno designer indipendenti come Draga&Aurel, Gupica, Max Lipsey, D’STUD’IO, Roger Coll, Markus Friedich Staab e Mathieu Peyroulet Ghillini, insieme a progettisti affermati come Piero Lissoni per Living Divani, Philippe Nigro per Manerba, Maddalena Casadei per Fucina ed Emanuele Magini per Campeggi.

La rassegna sarà l'occasione per presentare creazioni realizzate appositamente per la fiera, oltre alle produzioni contemporanee delle gallerie e due installazioni a sorpresa.

Per la sezione architettura, invece, Palazzo del Broletto ospiterà per la prima volta disegni, modelli, fotografie e artefatti artistici realizzati dagli architetti o interpretati dai fotografi contemporanei. Tra i progetti esposti, prototipi in scala 1:1, frammenti, repliche di architetture come nel caso di Labro Davis, Studio Lunik e SAM Architects, dispositivi che permettono simulare le visioni degli architetti come nei lavori di Studio O, David Apheceix e degli architetti riuniti nel progetto Migrant Garden. E poi: oggetti scultorei, pezzi di design e disegni di Ettore Sottsass, Riccardo Dalisi e Stefano Boeri, i collage di PiM.studio e le fotografie di Marco Cappelletti, Massimo Siragusa e tanti altri.