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In ascolto dei nostri corpi. Il quotidiano visto da lamatilde

Per i progettisti di lamatilde il lockdown e la 'Fase 2' possono tradursi nel ritorno a una percezione del mondo e della realtà più fisica, «attraverso i nostri sensi, con lentezza, riscoprendolo nel cibo, nelle letture, nei suoni e nelle parole», come spiegano in questo contributo. 

Il libro in cui immergersi.
In questi giorni ci siamo immersi in How to Do Nothing: Resisting the Attention Economy di Jenny Odell, autrice e insegnante a Stanford, che in questo saggio ci offre una preziosa lezione sul valore del far nulla. In una società che lega indissolubilmente il nostro tempo alla produttività, Jenny ci invita, in maniera provocatoria, a tirare il freno a mano. Ora, che per una serie di motivi abbiamo una percezione nuova e dilatata delle nostre giornate, stiamo cercando di mettere in pratica questo consiglio, allontanandoci dal bisogno (disperante) di riempire questo tempo e di sentirci a tutti i costi produttivi o partecipi. Rallentiamo: sperimentiamo una nuova velocità, che ci permetterà in futuro di vivere, esplorare, godere. 

Il film da riguardare.
Fuga da Alcatraz, 1979. Nel film di Don Siegel, Clint Eastwood interpreta il rapinatore Frank Morris impegnato nell’evasione dal carcere per antonomasia. Ci troviamo di fronte a un progetto chimerico, irrealizzabile (fuggire dalla prigione più inespugnabile del mondo!) eppure il protagonista ci riesce, attuando un piano studiato negli anni con pazienza e costanza. La storia di Frank Morris ci insegna che il pensiero trasforma piccoli atti quotidiani in gesta epiche, anche in una situazione estrema come quella della reclusione. Una riflessione interessante, se pensiamo a quello che stiamo vivendo. 

L'album da ascoltare in loop.
Proto di Holly Herndon (2019). Compositrice e sound artist americana, ha realizzato le tracce di questo disco dialogando con un’intelligenza artificiale da lei progettata, investigando i rapporti esistenti tra tecnologia e componente umana nell’atto creativo. Questo disco rappresenta una riflessione davvero potente sugli scenari futuri di convivenza tra questi due elementi. Lo consigliamo perché ci piace il suo approccio sperimentale, non solo in termini tecnologici, ma anche di miglioramento dell’esperienza di vita umana in rapporto alle tecnologie. 

La serie da cui lasciarsi assorbire.
Abbiamo rispolverato Wild wild country, documentario in 6 puntate, disponibile su Netflix, che ripercorre le vicende legate al tentativo di Bhagwan Shree Rajneesh (conosciuto come Osho) di trasferire la propria comunità in Oregon e il caso giudiziario che ne nacque. Un viaggio alla scoperta di una figura controversa e carismatica, in bilico tra religione e fanatismo, libertà e sovversione, che ci fa riflettere sulle debolezze e contraddizioni spirituali del mondo contemporaneo.

Un personaggio, una vita, una storia a cui ispirarsi.
Ilaria Capua, una virologa lungimirante i cui meriti sono riconosciuti a livello internazionale. Purtroppo, nel nostro Paese, il suo nome è stato screditato da una campagna denigratoria, promossa dalla stampa nazionale, che nel 2005 porta Ilaria, allora deputata, a rassegnare le dimissioni dalla Camera e a trasferirsi definitivamente in Florida, dove oggi prosegue le sue attività di ricerca. La storia di Ilaria ci ha fatto molto riflettere: ci porta a sperare che la comunicazione possa diventare sempre più lucida e onesta e che le persone brillanti non vogliano più scappare dal nostro paese per esercitare la loro professione. 

Offline: abbandonare il computer per?
È vero: la quarantena ha moltiplicato e ampliato la nostra vita digitale e virtuale, facendoci scoprire nuove ritualità e modalità di vicinanza. Tuttavia un ampio spettro della nostra esperienza rimane prettamente fisico e analogico. Riprendiamoci quest’esperienza: torniamo a percepire il mondo attraverso i nostri sensi, con lentezza, riscoprendolo nel cibo, nelle letture, nei suoni e nelle parole. Abbandoniamo il computer per metterci in ascolto dei nostri corpi, praticare sport, fare l’amore. 

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lamatilde è uno studio di progettazione che costruisce – davvero. Design, strategia e comunicazione sono i suoi strumenti. lamatilde si dedica al lavoro di qualità, alla sperimentazione e alla cultura del design attraverso progetti di architettura, interni, prodotto e comunicazione. Dalla consulenza strategica all’ultimo dettaglio costruttivo, accompagna il progetto dal concept alla sua piena realizzazione. Ha partecipato a eventi internazionali come il Salone del Mobile di Milano, la Biennale di Architettura di Venezia, la Biennale Interieur e la London Design Week, e vinto importanti riconoscimenti come il premio Architetture Rivelate 2019 (EDIT), il Big SEE Interior Design Award 2019 (Gaudenti), i German Design Award 2018 (Mancia), gli European Design Award 2016 (The Modern Nose) e il Premio di Architettura e Design IN/ARCH 2015 (Alla lettera). Con oltre dieci anni di progetti in Italia e nel mondo, lamatilde ha collaborato con aziende di livello internazionale, realizzando progetti per Ceetrus, Autogrill, Unilever e Camplus. Ha sede a Torino.