La comunità Bishnoi
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A Londra un summit sul clima darà la parola alle comunità indigene

Un summit senza precedenti. È quello che si terrà a Londra dal 7 all'11 settembre con il The Flourishing Diversity Series, conferenza internazionale che porterà sul palco i rappresentanti di tredici comunità indigene per trovare soluzioni all'emergenza ambientale.

Un evento che fa seguito all'ultimo IPCC special report, che riconosce il ruolo chiave delle comunità indigene nel preservare gli ecosistemi più fragili e nel prevenire le deforestazioni, gestendo attualmente ben il 65% della superficie della Terra in cui si trova l'80% dell'intera biodiversità terrestre. Dati importanti che oggi, dopo i devastanti incendi dell'Amazzonia, necessitano mai come prima di essere presi in considerazione dalla comunità internazionale.

Jerome Lewis, organizzatore del the Flourishing Diversity Series nonché Direttore del Centre for the Anthropology of Sustainability dello University College di Londra, ha motivato così l'idea del summit: «l'attività umana ha profondamente alterato l'ambiente naturale e lo stile di vita contemporaneo ci ha portati a disconnetterci dal nostro pianeta. Le comunità indigene ci offrono un'ispirazione importante per invertire la rotta. Da secoli, le loro azioni quotidiane hanno protetto la diversità delle specie e della natura. È arrivato il momento di imparare dalla loro esperienza e di dare un supporto concreto al loro operato».

A prendere la parola durante il summit saranno i leader di tredici comunità indigene sparse in tutto il mondo – tra cui gli Idu Mishmi dell'Himalaya indiano, gli Arhuaco della Colombia, i Ju/’Hoan (San) della Namibia, i Bishnoi dell'India e gli Ashaninka e Guarani del Brasile – che racconteranno le proprie esperienze nel campo della difesa del patrimonio naturale, condividendo le proprie visioni e invocando una strategia comune che coinvolga le grandi potenze internazionali. Accanto a loro saranno presenti alcuni personaggi attivi nella difesa ambientale come il cantante Peter Gabriel, il documentarista Bruce Parry, la modella Arizona Muse e l'attrice e regista teatrale Sophie Hunter-Cumberbatch, oltre a scienziati e rappresentanti di NGO come il WWF, la Rainforest Foundation e la Gaia Foundation.

«Credo che la soluzione dei problemi globali di oggi riseda nel nostro passato ancestrale, nell'incontro tra la saggezza antica e la modernità. I nostri cugini indigeni custodiscono una conoscenza profonda su come instaurare un rapporto armonioso con la natura e sarebbe molto intelligente ascoltarli in questo momento», ha raccontato Bruce Parry.

Location principale della conferenza sarà lo University College di Londra, dove si terranno le lecture dei partecipanti (dal 9 all'11 setttembre), mentre ad aprire il summit sarà il Gaia Spirit Movement, una meditazione dedicata alla Terra lungo il Tamigi. Durante i giorni dell'evento si terranno inoltre delle sessioni di ascolto a cui parteciperanno varie personalità nel campo del cinema, del business, dei diritti umani, della moda e della finanza.