α-cromactive, grattacielo Intesa San Paolo, Migliore+Servetto Architects - Credits: Ph. Michele D'Ottavio
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α-cromactive, grattacielo Intesa San Paolo, Migliore+Servetto Architects - Credits: Ph. Michele D'Ottavio
α-cromactive, grattacielo Intesa San Paolo, Migliore+Servetto Architects - Credits: Ph. Michele D'Ottavio
α-cromactive, grattacielo Intesa San Paolo, Migliore+Servetto Architects - Credits: Ph. Michele D'Ottavio
α-cromactive, grattacielo Intesa San Paolo, Migliore+Servetto Architects - Credits: Ph. Michele D'Ottavio
α-cromactive, grattacielo Intesa San Paolo, Migliore+Servetto Architects - Credits: Ph. Michele D'Ottavio
α-cromactive, grattacielo Intesa San Paolo, Migliore+Servetto Architects - Credits: Ph. Michele D'Ottavio
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Luci d’artista sul grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino

In occasione di Luci d’artista, appuntamento fisso che durante il periodo natalizio coinvolge la città di Torino, il grattacielo Intesa San Paolo progettato da Renzo Piano si illumina con l’installazione realizzata da Migliore+Servetto Architects.

L’intervento dello studio milanese si intitola α-cromactive e consiste in due elementi plasmati sul segno alfa, simbolo carico di elementi positivi con un rimando all’origine del tutto, la cui ripetizione genera un movimento a spirale che dall’interno si apre verso l’esterno dell’edificio. 

«Abbiamo lavorato su elementi singoli che addizionati nello spazio diventano forma e organismo unico. Densità quindi, non forme diverse», spiegano Ico Migliore e Mara Servetto. «I singoli elementi si compongono in scenari differenti dove la trasparenza e la leggerezza diventano poi azione, movimento e luce».

Il primo elemento dell’installazione poggia su una delle terrazze nord del grattacielo, all’altezza del 35esimo piano. Il secondo è sospeso nella serra bioclimatica, cuore verde in cima all’edificio, che ospita ristorante e lounge bar Piano35.

Per rendere l’intervento sostenibile e ottenere una diffusione ottimale della luce lo studio si è avvalso di una tecnologia avanzata di serigrafia secondo algoritmo. La sorgente luminosa è composta da luci LED a basso consumo, controllate attraverso un sistema DMX, che permette di creare scenografie suggestive variando la scala cromatica e l’intensità della luce anche in base all’illuminazione naturale dell’ambiente.

«È come entrare nella forma di un albero o all’interno più infinitesimale di un organismo complesso, in un paesaggio naturale dove ombra, luce ed elementi atmosferici entrano e modificano la percezione. La percezione, infatti, varia ulteriormente a seconda della distanza e della prospettiva», concludono Ico Migliore e Mara Servetto.

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