Mario Merz, “Igloos”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2018. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano - Credits: Foto: Renato Ghiazza © Mario Merz, by SIAE 2018
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Gli igloo di Mario Merz e la casa archetipica

È uno dei simboli della produzione artistica di Mario Merz. L'Igloo rappresenta l'archetipo dell'abitazione: «l’igloo è una casa, una casa provvisoria. Siccome io considero che in fondo oggi noi viviamo in un’epoca molto provvisoria, il senso del provvisorio per me ha coinciso con questo nome: igloo», raccontò Merz durante un'intervista. E dato che dal 1968 – anno in cui Merz realizzò il primo igloo – la provvisorietà del mondo non sembra essere affatto cambiata, ma anzi, semmai centuplicata, la mostra in arrivo al Pirelli HangarBicocca non può che venire salutata come una riflessione di grande attualità.

Tra i protagonisti più influenti della scena artistica italiana del Dopoguerra, Mario Merz fu rappresentante di quell'arte che Germano Celant definì nel 1967 come Arte Povera. Cresciuto a Torino, dove durante la guerra aderì al gruppo antifascista Giustizia e Libertà, nei primi anni Sessanta decise di superare la bidimensionalità della pittura attraverso installazioni – di cui in Italia fu pioniere – che mescolavano oggetti di uso comune, materiali naturali e industriali, neon. Un'arte “povera”, per l'appunto, che attingeva dalla materialità della vita quotidiana per orchestrare discorsi sulle trasformazioni della vita umana e della natura. Agli oggetti quotidiani, Mario Merz aggiungeva elementi provenienti dall’ambito scientifico-matematico, come la spirale e la sequenza numerica di Fibonacci, vero leitmotiv della sua produzione artistica.

Curata da Vicente Todolì, Direttore Artistico di Pirelli HangarBicocca, la mostra Igloos costituisce la più importante esposizione mai dedicata agli igloo di Mario Merz. Dal 24 ottobre fino al 24 febbraio 2019, gli spazi dell'Hangar saranno abitati da trenta igloo creati da Mario Merz dal 1968 al 2003, anno della sua scomparsa.

«La mostra “Igloos” assume come punto di partenza l’esposizione personale di Mario Merz curata da Harald Szeemann nel 1985 alla Kunsthaus di Zurigo dove vennero presentate tutte le tipologie di igloo realizzate fino a quel momento “al fine di formare un villaggio, un paese, una ‘Città irreale’ nello spazio espositivo”, come afferma Szeemann, L’esposizione in Pirelli HangarBicocca è un’occasione unica per rivivere quell’esperienza (ora estesa da 17 a più di 30 igloo), pensata da uno dei più importanti artisti del secondo dopo guerra», racconta Vicente Todolì.

Ad aprire il percorso espositivo è La goccia d’acqua del 1987: con i suoi dodici metri di diametro, è il più grande igloo mai realizzato da Merz per uno spazio interno, presentato in occasione della sua mostra personale al CAPC musée d'art contemporain de Bordeaux. Si procede poi in ordine cronologico con i primi igloo concepiti negli anni ‘60 come Igloo di Giap e Acqua scivola, passando per quelli prodotti negli anni ‘70 tra cui Igloo di Marisa (che era sua moglie) e If the hoar frost grip thy tent Thou wilt give thanks when night is spent, i più complessi realizzati negli anni '80 come nel caso di Igloo del Palacio de las Alhajas e Chiaro oscuro / oscuro chiaro, per poi giungere ai più recenti, come Senza titolo (doppio igloo di Porto), datato 1998. Composti da una struttura metallica rivestita da materiali come argilla, vetro, pietre, iuta, neon e acciaio semplicemente appoggiati l'uno sull'altro in modo instabile – di nuovo il tema della provvisorietà, della precarietà dell'essere umano – sono la rappresentazione dei luoghi abitati nel mondo, metafore del dialogo tra l'uomo e l'ambiente circostante. Un percorso narrativo alla scoperta del pensiero e della poetica di Merz. Oggi come allora di sconfinata rilevanza.

Mario Merz, “Igloos”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2018. - Credits: Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano Foto: Renato Ghiazza © Mario Merz, by SIAE 2018
Mario Merz, “Igloos”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2018. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano Foto: Renato Ghiazza © Mario Merz, by SIAE 2018
Mario Merz, “Igloos”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2018. - Credits: Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano Foto: Renato Ghiazza © Mario Merz, by SIAE 2018
Mario Merz, “Igloos”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2018. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano - Credits: Foto: Renato Ghiazza © Mario Merz, by SIAE 2018
Mario Merz Schaffhausen (CH) - Credits: © Mario Merz, by SIAE 2018
Mario Merz veduta della mostra, Kunsthaus Zürich, 1985. Courtesy Getty Research Institute, Los Angeles (2011.M.30) - Credits: © Mario Merz, by SIAE 2018 - Foto: Balthasar Burkhard
Mario Merz Exhibition view, Kunsthaus Zürich, 1985. Courtesy Getty Research Institute, Los Angeles (2011.M.30) - Credits: Photo: Balthasar Burkhard
Mario Merz “Sitin” Exhibition view, Fondazione Merz, Turin, 2018 Courtesy Fondazione Merz, Turin - Credits: © Mario Merz, by SIAE 2018 - Photo: Renato Ghiazza
Mario Merz Is space bent or straight?, 1973 Veduta dell’installazione, Fondazione Merz, Torino, 2018 Courtesy Fondazione Merz, Torino - Credits: Foto: Renato Ghiazza © Mario Merz, by SIAE 2018
Mario Merz Spostamenti della terra e della luna su un asse, 2003 Veduta dell’installazione, Fondazione Merz, Torino, 2011 Courtesy Fondazione Merz, Torino - Credits: Foto: © Paolo Pellion © Mario Merz, by SIAE 2018
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