Serigrafia per l'ANPI, 1980 - Credits: Massimo Dolcini
A sinistra, L'abito della rivoluzione, 1987; A destra, I Concerti delle ventuno, 1988 - Credits: Massimo Dolcini
Prosa, 1997 - Credits: Massimo Dolcini
Riminicinema, 1989 - Credits: Massimo Dolcini
Le cocce dei Sibillini, 2003 - Credits: Massimo Dolcini
A sinistra, L'acqua è poca, non sprecarla; a destra, Camminata della pace, 1980 - Credits: Massimo Dolcini
A sinistra, Idee Vuoto Potere; a destra, Il gusto dei contemporanei, 1983 - Credits: Massimo Dolcini
A sinistra, Da soli si muore; a destra, Ginnastica per anziani - Credits: Massimo Dolcini
News

L’arte grafica secondo Massimo Dolcini

Dopo il debutto a Fano nel 2015, arriva a Sondrio la mostra dedicata a Massimo Dolcini, protagonista della storia della grafica e della comunicazione italiana.

Ospitata negli spazi di Palazzo Sertoli e del MVSA Museo Valtellinese di Storia e Arte, si intitola Grafica per una cittadinanza consapevole ed è aperta fino al prossimo 7 ottobre.

Il percorso espositivo si concentra su una tematica particolarmente cara a Massimo Dolcini, la grafica nell’ambito della comunicazione politica e sociale. E in particolar modo sul concetto di “grafica di pubblica utilità", ovvero al servizio degli utenti, dei cittadini.

Con la curatela di Mario Piazza, la direzione di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, la mostra rievoca l’attualità dell’esperienza a Pesaro di Massimo Dolcini, che nel 1971 viene incaricato della comunicazione del Comune, mettendo a fuoco l’immaginario dell’artista e mostrandone la profondità di pensiero.

L’esposizione presenta Dolcini in modo accurato e puntuale, mettendo l'accento sulla sua poliedrica figura: grafico, progettista, fotografo, disegnatore, ceramista, imprenditore, didatta, gastronomo, operatore culturale, manager, appassionato uomo civile e artista.

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