Matera - Cattedrale - Credits: Foto: Luca Lancieri
Chiesa di Santa Maria di Idris - Credits: Foto: Luca Lancieri
Matera e torrente Gravina - Credits: Foto: Luca Lancieri
Palazzo dell'Annunziata, Piazza Vittorio Veneto - Credits: Foto: Luca Lancieri
Palazzo Lanfranchi, Piazzetta Pascoli - Credits: Foto: Luca Lancieri
Panorama notturno - Credits: Foto: Luca Lancieri
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Matera Capitale Europea della Cultura 2019: un anno nei Sassi

Si era candidata con lo slogan Open Future, sfidando i pregiudizi e le difficoltà che avvolgono in un abbraccio stretto il Sud Italia. E il coraggio di Matera, infine, è stato premiato: il suo programma di co-creazione e co-generazione di attività culturali ha conquistato la Commissione Europea facendole aggiudicare lo scettro di Capitale Europea della Cultura 2019.

Matera parla dunque di futuro. Di un futuro aperto al mondo e di una cultura che fa da collante tra le persone, tutte chiamate a costruirla insieme. Difficile farlo in una regione come la Basilicata, secondo l'ISTAT la terza regione più povera d'Italia. Eppure, c'è un eppure. Perché Matera, negli ultimi venticinque anni (più o meno da quando i Sassi sono diventati Patrimonio Unesco), è riuscita a trasformare il passato in un'occasione di rinascita. Una rinascita che pone le basi sulla cultura partecipata e partecipativa.

Ora che il 2019 è arrivato, e dopo anni di preparazione (sette, per la precisione), Matera è pronta per l'evento inaugurale del 19 gennaio. Una festa che investirà ogni angolo della città (non soltanto i Sassi, quindi) e che vedrà protagonista la musica delle bande provenienti dalle altre Capitali Europee della Cultura e dai comuni lucani. Ad allestire la città sarà l’Open Design School, laboratorio interdisciplinare formato da professionisti lucani e internazionali, che ha progettato i palchi e le strutture funzionali agli eventi del 2019. A illuminare le strade saranno, invece, le luminarie del progetto di social light Lumen, realizzato in collaborazione con la comunità locale e alcune aziende presenti sul territorio.

A partire da quel momento, ogni giorno dell'anno fino al 20 dicembre 2019 sarà animato da eventi di ogni tipo: ci saranno mostre, spettacoli dal vivo, concerti, percorsi naturali e un incontri con cittadini materani o lucani. Metà delle iniziative nascono da percorsi di co-creazione realizzati insieme alla scena creativa lucana, mentre l’altra metà è stata creata grazie ad accordi con diverse istituzioni culturali europee e italiane. Tutti gli eventi saranno però accomunati da un'unica ambizione: quella di tracciare il miglior futuro possibile – che parte dall'inclusione – e di dare risposte alle domande poste dai 5 temi del dossier di candidatura: Radici e Percorsi, Continuità e Rotture, Futuro Remoto, Utopie e Distopie, Riflessioni e Connessioni.

Per quanto riguarda le grandi mostre che animeranno Matera (ma non solo), saranno quattro e copriranno l'intero anno. Ad aprire il programma espositivo sarà Ars Excavandi (dal 20 gennaio 2019 presso il Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola”): curata dall'architetto e urbanista Pietro Laureano, è una riflessione sulla storia delle città ipogee, intese come esempio per il futuro del pianeta. Ad accompagnarla sarà il dialogo fotografico fra Matera e Petra dal titolo Mater(i)a P(i)etra (presso Palazzo Lanfranchi - Piazzetta Pascoli), realizzata dal fotografo e giornalista Carlos Solito in collaborazione con Jordan Tourism Board e Petra Authority. Nei mesi successivi poi, si proseguirà poi con le mostre Rinascimento visto da Sud, incentrata sulle emergenze culturali (dal 19 aprile 2019); La poetica dei numeri primi, sulla scienza e la matematica (dal 21 giugno del 2019 a Metaponto) e Blind Sensorium | Il paradosso dell'Antropocene, che indaga la nuova era geologica definita dalle azioni dell’uomo (dal 6 settembre 2019). A questi quattro capitoli corrispondono poi 60 progetti originali, che verranno presentati in anteprima mondiale. Qui il calendario degli appuntamenti.