Da sinistra: Aldo Buscalferri, Creative director presso Les Éditions Jealou e art director de L'Optimum, il fotografo Ramak Fazel, il Direttore Michele Lupi, Piero Negri Scaglione, responsabile redazione spettacoli de La Stampa - Credits: Ph. Silvia Morara
Gli ospiti dell'incontro ospitato presso la Fondazione Riccardo Catella, dal titolo Magazine a confronto. La fotografia, le riviste, i giornali: cosa è cambiato, cosa cambierà. - Credits: Ph. Silvia Morara
Da sinistra, il Direttore Michele Lupi, Piero Negri Scaglione, responsabile redazione spettacoli de La Stampa, il fotografo Ramak Fazel, Aldo Buscalferri, Creative director presso Les Éditions Jealou e art director de L'Optimum - Credits: Ph. Silvia Morara
Il Direttore Michele Lupi - Credits: Ph. Silvia Morara
A sinistra, il fotografo Ramak Fazel, a destra, Aldo Buscalferri, Creative director presso Les Éditions Jealou e art director de L'Optimum - Credits: Ph. Silvia Morara
Da sinistra, il Direttore Michele Lupi, Piero Negri Scaglione, responsabile redazione spettacoli de La Stampa, il fotografo Ramak Fazel, Aldo Buscalferri, Creative director presso Les Éditions Jealou e art director de L'Optimum - Credits: Ph. Silvia Morara
Da sinistra, il Direttore Michele Lupi, Piero Negri Scaglione, responsabile redazione spettacoli de La Stampa, il fotografo Ramak Fazel, Aldo Buscalferri, Creative director presso Les Éditions Jealou e art director de L'Optimum - Credits: Ph. Silvia Morara
I relatori seduti sulle poltroncine Chateau d'Ax, sponsor della rassegna - Credits: Ph. Silvia Morara
Il fotografo Ramak Fazel insieme al Direttore Michele Lupi - Credits: Ph. Silvia Morara
Gli ospiti dell'incontro ospitato presso la Fondazione Riccardo Catella, dal titolo Magazine a confronto. La fotografia, le riviste, i giornali: cosa è cambiato, cosa cambierà. - Credits: Ph. Silvia Morara
Gli ospiti dell'incontro ospitato presso la Fondazione Riccardo Catella, dal titolo Magazine a confronto. La fotografia, le riviste, i giornali: cosa è cambiato, cosa cambierà. - Credits: Ph. Silvia Morara
Gli ospiti dell'incontro ospitato presso la Fondazione Riccardo Catella, dal titolo Magazine a confronto. La fotografia, le riviste, i giornali: cosa è cambiato, cosa cambierà. - Credits: Ph. Silvia Morara
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Milano Photo Week: magazine a confronto

Domenica 11 giugno si è conclusa la prima edizione di Milano Photo Week con l’incontro promosso da Icon e Icon Design intitolato Magazine a confronto. La fotografia, le riviste, i giornali: cosa è cambiato, cosa cambierà.

Un confronto a più voci ospitato presso la Fondazione Riccardo Catella e orchestrato dal Direttore Michele Lupi insieme ad Aldo Buscalferri, Creative director presso Les Éditions Jealou e art director de L'Optimum, Paris, Fr., Piero Negri Scaglione, responsabile redazione spettacoli de La Stampa, Torino, e Ramak Fazel, fotografo di base a Los Angeles. 

Nel corso della serata si è parlato di fotografia a tutto tondo: il dibattito ha abbracciato temi come la democratizzazione delle immagini al tempo di internet e la dicotomia analogico-digitale, ma anche editoria indipendente e social network. «Con l’avvento del digitale il numero dei fotografi è aumentato esponenzialmente. E questa non è necessariamente una cosa negativa: il livello richiesto è sempre più alto», spiega Ramak Fazel. «Ho scelto di lavorare in analogico perché mi permette di avere una certa consistenza e lavorare con sistema. Rende possibile una triangolazione tra me, il soggetto e la macchina fotografica. Lavorare a pellicola comporta una ritualità e un approccio completamente diverso rispetto al digitale, fatto di pause, riflessioni e confronto».  

A proposito di editoria, Aldo Buscalferri racconta: «I magazine sono cambiati su tutti i livelli, così come i compensi per le produzioni. Io ad esempio passo molto tempo a definire i budget per la realizzazione dei servizi fotografici. Noto anche che c’è una grande attenzione rispetto alle nuove generazioni di fotografi. Quest’ultima è accompagnata da una forte richiesta da parte dei grandi marchi, soprattutto nel campo della moda e della cosmetica, per la realizzazione di immagini ben prodotte e in tempi brevi destinate a una fruizione legata ai social network. In questo senso credo che lo scenario dei fotografi superstar andrà via via scomparendo».  

«Il bello di lavorare a un giornale è poter raccontare storie inedite. Se online gli spazi sono infiniti, i magazine cartacei hanno delle linee guida ben definite. In fase di realizzazione questo comporta scelte radicali, dettate dalla propria cultura e sensibilità», aggiunge il Direttore Michele Lupi. «Lavorare a un quotidiano è completamente diverso rispetto all'online, dove la soglia di attenzione del lettore è piuttosto bassa. Inoltre c’è un altro tema di particolare rilevanza nell’ambito dei quotidiani e della fotografia, quello della cultura visiva. Andrebbe parecchio innalzata», conclude Piero Negri Scaglione.

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