Stefano Cardini, caporedattore di Icon Design e moderatore del talk Milano Segreta, ospitato presso Anteo Palazzo del Cinema - Credits: Ph. Alberto Blasetti
Gli ospiti del talk - Credits: Ph. Alberto Blasetti
Stefano Cardini, caporedattore di Icon Design - Credits: Ph. Alberto Blasetti
A sinistra, Stefano Cardini, caporedattore di Icon Design; a destra, Marco Giachetti, Presidente Fondazione Ca’ Granda - Credits: Ph. Alberto Blasetti
Gli ospiti del talk - Credits: Ph. Alberto Blasetti
A sinistra, Antonella Dedini, co-fondatrice del Milano Design Film Festival; a destra, Carla De Bernardi, autrice del volume La piccola città. Il monumentale di Milano - Credits: Ph. Alberto Blasetti
Gli ospiti del talk - Credits: Ph. Alberto Blasetti
Da sinistra: Antonella Dedini, co-fondatrice del Milano Design Film Festival, Carla De Bernardi e Lalla Fumagalli, autrici del volume La piccola città. Il monumentale di Milano (Jaca Book) - Credits: Ph. Alberto Blasetti
Credits: Ph. Alberto Blasetti
Il talk Milano segreta a cura di Icon Design si è svolto nell'ambito del tour Panorama d'Italia - Credits: Ph. Alberto Blasetti
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All’Anteo, Milano segreta

Alessandro Mitola

Lunedì 16 ottobre, nella puntata milanese del tour Panorama d’Italia, si è tenuto presso la sala multimediale Ciak del nuovo Anteo Palazzo del Cinema il talk Milano segreta a cura di Icon Design. Nel corso della serata moderata da Stefano Cardini, caporedattore di Icon Design, i relatori hanno raccontato quei luoghi meneghini che vale la pena scoprire, luoghi segreti o parzialmente inaccessibili che custodiscono centinaia se non migliaia di opere di grande valore culturale. «Luoghi di interesse collettivo che hanno reso grande Milano, come la Ca’ Granda e il Cimitero Monumentale, o come il Teatro Gerolamo, che ha ospitato spettacoli di Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Dario Fo, e che dopo 33 anni di riposo ha riaperto le porte», racconta Stefano Cardini.

Hanno preso parte al panel di confronto Marco Giachetti, Presidente Fondazione Ca’ Granda, Antonella Dedini, co-fondatrice del Milano Design Film Festival (MDFF), Carla De Bernardi e Lalla Fumagalli, autrici del volume La piccola città. Il monumentale di Milano edito da Jaca Book.

«Quella di Ca’ Granda è una storia particolare, una storia di 600 anni», racconta Marco Giachetti. «La storia di un Ospedale che è un’entità poliedrica che custodisce la storia della Lombardia. Al suo interno è presente un archivio prezioso frutto delle donazioni negli anni dei cittadini milanesi, quello che oggi chiameremmo crowdfunding. Ogni benefattore veniva ritratto dai più importanti pittori del momento, andando a comporre la prestigiosa quadreria: uno spazio unico non aperto a tutti, ma solo su appuntamento per studiosi e ricercatori. La buona notizia è che stiamo lavorando per avviare un percorso museale dove le opere della quadreria saranno finalmente accessibili a tutti».

Anche il cinema può veicolare eccellenze poco conosciute al grande pubblico. Ne è convinta Antonella Dedini: «Nell’ambito di Milano Design Film festival parliamo di progetto a diverse scale. E ci capita di scoprire luoghi poco vissuti e che nessuno ha la possibilità di conoscere. Tutto questo grazie all’iniziativa Cinema Nascosto, pensata per far conoscere Milano e i suoi angoli meno visibili attraverso una serie di appuntamenti cinematografici al buio in location che vengono svelate all’ultimo momento previa iscrizione alla newsletter sul nostro sito. Tra queste c'è sicuramente La Sala d’attesa del Re alla Stazione Centrale di Milano oppure Casa Verdi, dove abbiamo proposto Carmen di Francesco Rosi».

A Milano c’è un'altra importante culla dell’arte e della cultura, un luogo non propriamente sconosciuto ai milanesi ma che nasconde tesori di grande valore non sempre noti. «Il Cimitero Monumentale raccoglie opere di artisti prestigiosi e non solo. È un vero e proprio museo a cielo aperto, ma prima ancora un luogo di memoria. È un luogo ricco di sculture di autori storici e contemporanei, tesori spesso inesplorati», racconta Carla De Bernardi, che insieme a Lalla Fumagalli si batte per la valorizzazione del Cimitero. «Tra le altre, mi viene in mente per esempio la tomba di Gio Ponti, un’opera semplicissima e poco nota. Quello che manca è un responsabile artistico: abbiamo fatto di tutto affinché venga pubblicato un bando per ricoprire questo ruolo fondamentale. E ci siamo riuscite, il bando uscirà proprio a giorni».