Mockup - Diego Grandi per Lea Ceramiche - Credits: Foto: Alessandro Nassiri
Mockup - Diego Grandi per Lea Ceramiche - Credits: Foto: Alessandro Nassiri
Mockup - Diego Grandi per Lea Ceramiche - Credits: Foto: Alessandro Nassiri
Mockup - Diego Grandi per Lea Ceramiche - Credits: Foto: Alessandro Nassiri
Mockup - Diego Grandi per Lea Ceramiche - Credits: Foto: Alessandro Nassiri
Mockup - Diego Grandi per Lea Ceramiche - Credits: Foto: Alessandro Nassiri
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Il Mockup materico di Diego Grandi per Lea Ceramiche

Vuole essere una riflessione tridimensionale sul tema della progettualità la nuova vetrina dello showroom di Lea Ceramiche in via Durini a Milano. Ad averla pensata è Diego Grandi, progettista riminese ormai adottato da Milano, che collabora con l'azienda dal 2003.

Titolo del progetto è Mockup: un racconto sulla matericità dell’architettura che ha trasformato lo spazio in una riproduzione fisica di un progetto architettonico. Un mockup materico attraverso il quale il progettista può valutare l’effettiva resa degli spazi e di tutti gli elementi che concorrono a realizzarlo.

Immerse nel dialogo tra architettura e interior, si trovano le superfici di Lea Ceramiche. Presentate in anteprima all’ultima edizione di Cersaie, le nuove collezioni Slimtech Nextone e Delight vengono qui interpretate dalla cifra stilistica di Diego Grandi. «Le superfici raccontano, sono materiale vivo», racconta.

Slimtech Nextone è la nuova versione in gres laminato a spessore sottile (6mm) della collezione Nextone che riproduce un effetto pietra ingegnerizzato, mentre Delight reinterpreta il marmo declinandosi in proposte materiche a spessore tradizionale, dall’impronta fortemente contemporanea e rispondente agli ultimi trend. L'intreccio immaginato da Diego Grandi dà vita a una composizione di lastre sospese e di layer ceramici sovrapposti che evidenziano formati, spessori, texture e decori.

«A partire dal 2003 ho realizzato cinque collezioni per Lea Ceramiche. Studies, City, Mauk, Gouache e Type 32 hanno segnato alcuni momenti particolari all’interno di un percorso di interpretazione del materiale che nel tempo è stato costante, una sorta di direzione creativa. Fin dall’inizio l’attenzione è stata concentrata sull’espressione tridimensionale dell’utilizzo del materiale ceramico. Del resto l’attrazione per le superfici mi appartiene da sempre: prima della ceramica, nel 2002 avevo sperimentato con le carte da parati insieme a Iannelli & Volpi, e prima ancora c’era stata la collezione di tappeti satellitari Mapper, cui sono molto legato», prosegue il designer.

Attraverso la sua personale lettura, le nuove collezioni trasformano lo spazio di via Durini in una nuova scenografia, evidenziando le potenzialità espressive della materia ceramica e suggerendone nuove forme d’uso.

Uno spazio, quello di via Durini, che non è nuovo a Diego Grandi: «Ho disegnato questo showroom nel 2010 e l’idea di base era che la ceramica dovesse essere ambientata. Abbiamo deciso che la vetrina su via Durini doveva cambiare trimestralmente, come se fosse un’installazione d’arte, e di porre invece al piano inferiore la materioteca. Mockup si inserisce nel programma di eventi del 2019 ed è un’estensione di ciò che è stato realizzato al Cersaie lo scorso settembre. A Bologna abbiamo raccontato, attraverso l’allestimento, i prodotti dell’azienda all’interno di uno spazio in cui l’architetto si trovava a suo agio poiché i materiali erano contestualizzati all’interno di aree in cui erano protagonisti dei modellini – gli stessi che oggi sono esposti in showroom – fatti insieme a Mario Seresini, un artista della carta. Queste micro architetture fungevano da suggestione, da rimando tra la concretezza del materiale proposto e la sua capacità espressiva attraverso l’architettura, creando un link continuo tra piccola scala e grande scala. Se infatti la macro scala era rappresentata dalle maquette degli edifici, la micro dimensione era restituita attraverso la realtà virtuale con dei video di 40’’ in cui il materiale veniva utilizzato all’interno di ambienti molto ampi. Mockup è l’estensione di ciò che è stato già presentato, ma in modo astratto. Esprime una scala ancora diversa: è la camera di prova del progettista, la sua materioteca».