Supercorsa Pista Barry McGee - Credits: Courtesy Cinelli
Alberto Biagetti, 2015, decorazione pittorica su bici - Credits: Cinelli
26° Giro d'Italia, 1938 - Premiazione Cinelli, Rieti - Credits: Galleria Campari
Bozzetto Marangolo - Credits: Galleria Campari
Bozzetto Marangolo, 1922, premio vincitore - Credits: Galleria Campari
GP 2° DCM, 1956, Lugano, Aldo Moser alla partenza - Credits: Galleria Campari
GP 2° DCM, Lugano, 1956, Fausto Coppi alla partenza - Credits: Galleria Campari
GP 4° DCM, Lugano, 1958 Miguel Poblet alla partenza - Credits: Galleria Campari
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Bike Passion: il mondo del ciclismo in una mostra

Complice l’edizione numero 100 del Giro d’Italia, presso la Galleria Campari di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, va in scena un nuovo progetto espositivo interamente dedicato all’universo del ciclismoBike Passion, dagli Album Campari una storia a due ruote, a cura di Marina Mojana e Fabrizio Confalonieri, con il patrocinio del Museo del Ciclismo del Ghisallo. 

Dal 24 maggio al 28 luglio il quartier generale Campari ospiterà una selezione di immagini d’archivio che abbracciano un arco temporale dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ritraggono ciclisti del calibro di Coppi, Girardengo, Cinelli, Moser, Anquetil, Baldini, Gaul e Magni. Accanto a queste si affiancano grafiche pubblicitarie originali realizzate, tra le altre, da Franz Marangolo e Ugo Mochi.

In mostra sarà presente anche un esemplare storico preso in prestito dalle preziose collezioni d’epoca del Museo Nicolis di Villafranca di Verona. Uno sguardo sul presente sarà invece rappresentato dalla collaborazione tra Galleria Campari e Antonio Colombo, collezionista d’arte e Presidente del marchio Cinelli. Ad arricchire la mostra saranno nove biciclette d’artista della collezione di Colombo, firmate da designer di fama internazionale: AlchymiaAlberto Biagetti, Sergio Calatroni, Death Spray, Piero Fornasetti, Stevie Gee, Max Lamb, Barry McGee e Alessandro Mendini.  

Infine, una sezione del percorso espositivo di Bike Passion sarà dedicata al mito della bicicletta nella letteratura: non un semplice mezzo di trasporto ma un veicolo in continua evoluzione che racchiude dinamicità e arte, tecnologia e creatività.