'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
'Together! The New Architecture of the Collective', 2017 - Veduta dell'installazione, Vitra Design Museum - Credits: Ph. Mark Niedermann
News

Una mostra sull’abitare

Il tema degli spazi abitabili è protagonista della nuova mostra al Vitra Design Museum di Weil am Rhein intitolata Together! The New Architecture of the Collective, con la curatela di Ilka e Andreas Ruby, Daniel Niggli e Mathias Müllerindaga.

Un tema di estrema attualità, oggi più che mai visto che lo spazio abitabile è una risorsa scarsa e mentre i prezzi degli immobili nelle grandi città sono in continuo aumento, i concetti tradizionali di costruzione degli appartamenti non sono più in grado di soddisfare il fabbisogno.

Con l’aiuto di modelli, filmati e appartamenti in scala 1:1, la mostra presenta fino al prossimo 10 settembre esempi europei, asiatici e statunitensi, ma anche storici precursori dell’architettura comunitaria: dalle idee di riforma del XIX secolo alla scena hippy e all’occupazione delle case, ispirata dal motto «Make love, not lofts».

L’esposizione comincia con una carrellata degli ideali abitativi ad ispirazione sociale, nati in primo luogo da una protesta contro i rapporti di forza esistenti. Tra gli esempi illustrati ci sono il falansterio di Charles Fourier (1772–1837), la colonia Monte Verità, nata in Ticino alla fine del XIX secolo, le cooperative di alloggi degli anni ‘20, ma anche la Città Libera di Christiania di Copenaghen o la cooperativa Karthago di Zurigo. In mostra sono presenti 21 modelli di grande formato di edifici residenziali comunitari, dove la separazione netta lascia spazio a una concezione dove la sfera pubblica e privata collidono e si amalgamano sempre di più e in modi inediti.