Nick Hannes, "Gardens of delight" - Credits: Paris Photo
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5 appuntamenti con la fotografia da non perdere

“Sono preoccupato dell’uso eccessivo delle immagini” disse al Financial Times il celebre photo editor John Morris, nel 2017, poco prima della sua scomparsa. “Trump è appariscente, e se non fosse stato possibile fotografarlo di continuo, non penso sarebbe presidente. Temo che il fotogiornalismo lo abbia aiutato a raggiungere la presidenza”. 

Nell’ultima mezza dozzina d’anni il numero d’immagini prodotte e scambiate ha subito un’accelerazione straordinaria, e tanto più aumenta la rapidità del circuito, tanto più i confini entro i quali si definisce la fotografia si fanno labili. Si rendono sempre più ambigue le barriere tra fotogiornalismo e foto d’arte, e tra autorialità e appropriazione. “La fotografia”, afferma Giulia Zorzi - fondatrice di Micamera, la più grande libreria italiana dedicata alla fotografia - “è il mezzo che più di ogni altro registra il cambiamento sociale in tempo reale”. Va da sé che la fotografia nell’era di internet ci riguarda sempre più. E in questo autunno ricco di appuntamenti dedicati alla fotografia, ne abbiamo selezionati alcuni da non perdere. 

Paris Photo: la fotografia in fiera

Giunta alla 22esima edizione, Paris Photo rimane la fiera leader nel settore e riunisce quest’anno 166 gallerie internazionali. Il calendario è farcito di talk e mostre monografiche che dalla fiera s'irradiano a tutta la città in una vera e propria photo-week, mentre le case d’asta Christie's e Sotheby’s tengono a Parigi negli stessi giorni le loro vendite di fotografia. La fiera è anche un osservatorio fondamentale per il mondo di photo-book, fatto di editori “established” ma anche di tante piccole realtà che si danno appuntamento qui, saranno in totale 34 le case editrici presenti. Quest’anno inaugura una nuova sezione tematica, "Curiosa", che sarà dedicata all’erotismo. Dai maestri del genere - Daido Moriyama, Nobuyoshi Araki e Robert Mapplethorpe - a una selezione più vernacolare che ruota attorno alle questioni del corpo delle donne e la decostruzione dello sguardo maschile.  

  • Dove: Parigi - Grand Palais, 8-11 novembre. 
The Black Image Corporation”, un progetto di Theaster Gates - Credits: Ph. Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti - Fondazione Prada

Identità nera e pellicola

The black image corporation è una mostra multimediale imperniata sulle vicende della Johnson Publishing Company e i suoi archivi: un patrimonio di oltre 4 milioni di immagini che è stato fondamentale per definire i codici dell’identità afroamericana nel secondo dopoguerra. In un periodo in cui avere la pelle nera non era certo semplice, spetta a due riviste, Ebony e Jet, lanciate da John H. Johnson rispettivamente nel 1945 e nel 1951, affermare una cultura e un’estetica alternative a quella dominante. Termometro dei tempi, le riviste registrano fatti di rilevante portata sociale, come la marcia su Washinghton nel 1963, o la il viaggio nello spazio di un astronauta afroamericano, e ritraendo personalità come Martin Luther King, Muhammad Ali, Aretha Franklin, Michael Jackson. Curata dall’artista Theaster Gates – che sfruculiando i preziosi archivi ha deciso di focalizzarsi soprattutto sul lavoro di due fotografi, Moneta Sleet Jr. e Isaac Sutton, cronisti del mondo patinato dell’élite “black” – la mostra si sviluppa come un’esperienza interattiva: si invita lo spettatore ad aprire cassetti, consultare riviste, frugare tra i provini, vedere filmati. Insomma a immergersi in un pezzo di realtà trasportato nello spazio e nel tempo.

  • Dove: Milano - Osservatorio Fondazione Prada, fino al 14 gennaio 2019. 

L’immagine nell’era dei social media

Una mostra sulla fotografia nell’era dei social media. All I know is what’s on the Internet“fotografa” la nuova economia dei “like” e processi che, se risultano invisibili presi singolarmente, hanno un impatto determinante nel loro insieme. Un esempio? Si dice che siano state le fake news a far eleggere Donald Trump. Ecco, questo è solo l’epifenomeno di una complessa faccenda, quello della circolazione delle informazioni nella rete, dove le immagini costituiscono una porzione consistente di questo scambio (si calcola che siano circa 290 miliardi le immagini caricate e scambiate ogni giorno su Instagram e Facebook). Di mezzo c’è la questione delle immagini create dall’intelligenza artificiale, cioè dalle macchine, per altre macchine: “Chi è umano e chi è la macchina su Internet?” si chiede la curatrice Katrina Sluis. La mostra delinea così uno scenario inquietante: “La responsabilità culturale di comprendere una fotografia individuale è usurpata dalla sfida industriale di processare migliaia d’immagini”.

  • Dove: Londra – The Photographers’ gallery, fino al 24 febbraio 2019
Charlott Cobler, Barnabas und Antonius, 2017 - Credits: Courtesy: Ostkreuzschule für Fotografie - Courtesy European Month of Photography 

Il festival della fotografia in Europa

Esiste un festival della fotografia che attraversa l’Europa e gli eventi si susseguono da una regione all’altra assumendo di volta in volta carattere locale. L’European month of photography non è forse troppo conosciuto, ma ha già 15 anni d’età. L’idea partita con un asse Parigi-Berlino si è aperta a un network europeo. Tra i membri fondatori, anche il direttore artistico dell’edizione tedesca, Oliver Bätz, che racconta: “Il bello è che queste rassegne attirano professionisti e fotografi amatoriali, collezionisti e semplici appassionati”. E aggiunge, consapevole che un evento del genere non è solo intrattenimento: “La capacità di leggere e capire la comunicazione dei media oggi è fondamentale, e infatti l’educazione all’immagine è uno dei punti chiave della didattica in Germania”. A novembre il festival, focalizzato sulla fotografia dell’Europa centrale e dell’Europa dell’Est, si sposta a Bratislava, dove è in corso il 29esimo Mese della fotografia.

  • Dove: Per rimanere aggiornati sui percorsi del festival intraeroupeo basta consultare il sito della rassegna.

Olivetti e il racconto fotografico

1969, Olivetti, formes et recherche, una mostra internazionale è una riedizione della stessa che la Società Olivetti organizzò nel novembre 1969 a Parigi. Si spostò poi a Barcellona, Madrid, Edimburgo, Londra con edizioni sempre diverse. Ora, dopo quasi 50 anni si ricostruisce la storica esposizione nelle sue diverse tappe, in una cornice di Gae Aulenti, e si ripercorrono le vicende dei protagonisti di allora: da Ettore Sottsass a Mario Bellini, da Lord Snowdon a Giorgio Soavi, da Renzo Zorzi a Italo Calvino. Saranno circa una settantina le foto esposte e, tra i nomi di richiamo, certamente quello di Ugo Mulas. Anche in questo caso la fotografia è documento, testimonianza e narrazione di un casus italiano, tanto rievocato ma forse non abbastanza conosciuto, che rimane un archetipo e i cui luoghi sono stati eletti a patrimonio dell’Unesco.

  • Dove: Torino -  Camera, dal 6 dicembre al 24 febbraio
Immagine della mostra “1969. Olivetti, formes et recherce” - Credits: Foto di Ugo Mulas - Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano - Galleria Lia Rumma, Milano /Napoli.
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