Jodi Bieber - Shafkop Lindela Deportation Centre, 2000 - Credits: Courtesy of the artist
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Le mostre fotografiche di dicembre

La realtà che bussa alla porta. È questo il tema delle mostre fotografiche selezionate per il mese di dicembre. Crude, intense, a tratti violente. È il caso dell'antologica di Jodi Bieber alla Fondazione Carispezia: i suoi scatti tratteggiano un ritratto del Sudafrica dalla fine dell'Apartheid a oggi, tra sogni, desideri di libertà e disperazione.

Oppure della retrospettiva di Nonostante Marras a Milano dedicata a Mario Giacomelli, grande interprete della fotografia italiana del Novecento, che nello sguardo degli anziani all'ospizio catturava quel confine impercettibile tra la vita e la morte, o ancora, del reportage di Delfino Sisto Legnani sulla Libia postrivoluzionaria del 2012, ospitato presso la Galleria Campo di Roma.

A tutti gli appassionati di fotografia, ecco cosa non perdere questo mese secondo Icon Design.

Milano. Jodi Bieber. Between Darkness and Light. Selected Works: South Africa 1994 – 2010

Jodi Bieber - Father and son trapeze act Market - Theatre Precinct Newtown undated - Credits: Courtesy of the artist
Jodi Bieber - Michel Unathi - Madikane Motswaledi Informal Settlement Power Park, 2009 - Soweto - Credits: Courtesy of the artist
Jodi Bieber - The Silence of the RantoTwins, 1995 - Credits: Courtesy of the artist

Nel 2011 ha vinto il World Press Photo grazie al suo ritratto di Bibi Aisha, giovane donna afgana sfigurata dall'acido. Jodi Bieber è una delle figure chiave della fotografia sudafricana di oggi. A dedicarle una mostra è Fondazione Carispezia, che con Between Darkness and Light. Selected Works: South Africa 1994 – 2010, a cura di Filippo Maggia, presenta più di cento immagini in bianco e nero che ripercorrono la parabola del Sudafrica dalla fine dell'Apartheid a oggi. Storie di speranze e fallimenti, di criminalità, AIDS, prostituzione e violenza. Ma anche di rinascita, come quella del quartiere Soweto di Johannesburg, incubatore dei nuovi fermenti artistici della città. Le fotografie appartengono a quattro serie: Between dogs & wolves - Growing up with South Africa, Going home - Illegality and Repatriation, Women who murdered their husbands e Soweto.

  • Dove: La Spezia, Fondazione Carispezia, fino al 4 marzo 2018.

Milano. Mario Giacomelli. Per tutti la morte ha uno sguardo

Mario Giacomelli, La zia di Franco, 1981 - 83 - Credits: Courtesy Archivio Mario Giacomelli-Rita Giacomelli
Mario Giacomelli, Metamorfosi della terra, Anni 1970 - 76 - Credits: Courtesy Archivio Mario Giacomelli-Rita Giacomelli
Mario Giacomelli, Poesie in cerca d'autore, Anni 80 - 90 - Credits: Courtesy Archivio Mario Giacomelli-Rita Giacomelli

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi – diceva Cesare Pavese nell'omonima poesia. Quel verso di strazio amoroso diventa oggi il filo invisibile che collega alcune serie del fotografo marchigiano Mario Giacomelli, uno dei più grandi interpreti della fotografia italiana del Novecento, scomparso nel 2000. Tema centrale dell'esposizione ospitata dallo spazio Nonostante Marras - a cura di Francesca Alfano Miglietti e Giacomo Pigliapoco, realizzata in collaborazione con l'Archivio Mario Giacomelli e Katiuscia Biondi – è quello del passaggio tra la vita e la morte. L'ospizio di Senigallia è uno dei luoghi in cui Giacomelli ha concentrato la sua ricerca artistica a partire dal 1954: agli sguardi dei pazienti sono affiancate immagini di ambienti immobili, sospesi in una dimensione spazio temporale ovattata. Il neorealismo del fotografo viene stemperato da momenti lirici e riflessioni sulla vita. Da vedere.

  • Dove: Milano, Nonostante Marras, fino al 18 gennaio 2018

Milano. Questioning Pictures: Stefano Graziani

Stefano Graziani - Antonio Canova, Palamede, Gypsotheca e Museo Antonio Canova, Possagno, 2017 - Credits: Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti - Courtesy of Fondazione Prada
Stefano Graziani, Soggiorno, Casa - Museo Boschi Di Stefano, Giorgio de Chirico, La scuola dei gladiato ri, il combattimento, 1928, (Virginia Guiotto, nello studio di Antonio Boschi) Milan o , 2017 - Credits: Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti - Courtesy of Fondazione Prada
Stefano Graziani - Paintings Cabinet, Sir John Soane’s Museum Londra, 2017 - Credits: Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti - Courtesy of Fondazione Prada

Le sue Questioning Pictures mettono in discussione il medium della fotografia, lo plasmano secondo le intuizioni del loro autore, lo arricchiscono di nuovi significati. Lo rendono strumento di reinterpretazione e catalogazione. Per Fondazione Prada, Stefano Graziani ha esplorato i sistemi di archiviazione di sei istituzioni museali internazionali - il Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal, il Sir John Soane’s Museum di Londra, il Kunstmuseum Basel, il Museum Insel Hombroich di Neuss, il Museo di Castelvecchio a Verona e la gipsoteca del Museo Canova a Possagno – per scardinare le regole del ritratto dell'opera d'arte, che viene restituita attraverso nuove prospettive. Presso l'Osservatorio di Fondazione Prada, va in scena il risultato della sua ricerca, curato da Francesco Zanot.

  • Dove: Milano, Osservatorio Fondazione Prada, fino al 26 febbraio 2018

Roma. Visioni del Sud. Giuseppe Palumbo, il Fotografo in bicicletta.

Il modesto pasto del mezzogiorno. 1907-1908 - Credits: Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo
Visioni del sud - Credits: Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo
Visioni del sud - Giuseppe Palumbo - Credits: Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Dal 1907 al 1959 scattò 1700 immagini della sua terra, il Salento, e dei suoi abitanti. Giuseppe Palumbo fu uno degli intellettuali salentini più influenti dei primi del Novecento: ecologista ante-litteram (lottò per la conservazione del patrimonio boschivo del Salento) amava esplorare le campagne munito di macchina fotografica e bicicletta. Oggetto dei suoi scatti erano contadini, artigiani, cantastorie, tessitrici e piccoli pastori, ma anche paesaggi e campi sterminati. Tutti a comporre un ritratto del sud Italia durante gli anni della ricostruzione. Oggi, il suo archivio fotografico diventa una mostra-laboratorio diffusa e itinerante realizzata presso il Museo della Civiltà di Roma. Le sue immagini diventano il fulcro di una riflessione sociale e artistica: alle riproduzioni originali vengono affiancate alcune riletture di artisti, designer e scrittori, oltre a installazioni e video, in un intenso dialogo tra passato e modernità. La mostra, promossa da Istituto di Culture Mediterranee (ICM), Cinema del reale, OfficinaVisioni, Big Sur è curata da Paolo Pisanelli e Francesco Maggiore.

  • Dove: Roma, Museo delle Civiltà / Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, fino al 7 febbraio 2018
Troppo freddo per te qui - Ph. Delfino Sisto Legnani
Troppo freddo per te qui - Ph. Delfino Sisto Legnani
Troppo freddo per te qui - Ph. Delfino Sisto Legnani

Un anno dopo la rivoluzione libica del 2012, Delfino Sisto Legnani si metteva in viaggio con la fotografa Giovanna Silva per documentare la fine del regime di Gheddafi. La prospettiva era però molto particolare: a essere esplorati erano gli effetti delle rivolta sulle architetture del luogo. Sugli edifici governativi, sui grattacieli delle catene alberghiere, sulle strutture coloniali italiane del ventennio. Il reportage fu pubblicato dalla rivista Domus nel 2013 e oggi diventa una mostra presso la galleria romana Campo: Troppo freddo per te qui, curata da Emilia Giorgi. Accompagna la mostra un'installazione site specific composta da sequenze di immagini impresse su tessuto, oltre ad alcuni oggetti raccolti lungo il viaggio, tra cui una copia del celebre Libro Verde pubblicato da Gheddafi nel 1975.

  • Dove: Roma, Galleria Campo, fino al 26 gennaio 2018
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Milano, Torre Velasca
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Qual è il ruolo dell’editoria d’arte?

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