Anne de Carbuccia - One Planet One Future
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Gennaio in prospettiva: le mostre fotografiche del mese

La rappresentazione del paesaggio è il tema delle mostre fotografiche selezionate per il mese di gennaio. L'anno inizia così all'insegna dell'esplorazione: dei territori dell'insconscio, dei luoghi più remoti della Terra, del rapporto tra mondi esteriori e interiori, dei dettagli della vita quotidiana, anche i più piccoli.

E allora, ci si stupirà di fronte alla storia e agli scatti di Miroslav Tichy, artista e fotografo che visse da clochard per tutta la vita. Attraverso l'obiettivo delle sue macchine fotografiche costruite con materiali di recupero, immortalava la vita delle donne della cittadina ceca di Kyjov. Oppure, ci si immergerà nelle nature morte di Christopher Broadbent e in quelle vive di Pietro Pasolini. Uno costruisce piccole scenografie che rispecchiano il suo universo interiore, l'altro restituisce il paesaggio attraverso gli occhi dell'inconscio. E poi, la grande mostra del mese: quella dedicata alla produzione fotografica di Carlo Mollino, architetto e designer ma soprattutto grande amante dell'arte dello scatto. Da non perdere infine, il nuovo spazio espositivo a Milano ONE - One Planet One Future dell'artista e fotografa franco-americana Anne de Carbuccia. Un luogo in cui riflettere sul futuro dell'ecosistema terrestre e sulle trasformazioni ambientali.

Ecco le mostre fotografiche da non perdere secondo Icon Design.

Roma. Christopher Broadbent - Nature Morte (2000 - 2017). Indizi - Opere dalla collezione di Mario Trevisan

Christopher Broadbent - Flowers XXXIb 2015 - Credits: Courtesy of the gallery
Christopher Broadbent - Spikes Anvil & Cloth 2017 - Credits: Courtesy of the gallery
Indizi - Opere dalla collezione di Mario Trevisan - Manuel Alvarez Bravo En el Mercado Hacia 1945 - Credits: Courtesy of the gallery
Indizi - Opere dalla collezione di Mario Trevisan - Joel Sternfeld Exhausted Renegade Elephant, Woodland, Washington 1979 - Credits: Courtesy of the gallery

La Galleria del Cembalo di Roma mette a confronto la rappresentazione del paesaggio e della natura morta ("Nel paesaggio chi lo descrive è necessariamente inserito; nella natura morta chi la racconta è per definizione esterno", Philippe Daverio) in due mostre: Nature Morte (2000-2017) di Christopher Broadbent e Indizi - Opere dalla Collezione di Mario Trevisan. Dopo aver lavorato per anni nel settore pubblicitario, Christopher Broadbent ha deciso di dedicarsi al ritratto della natura morta - le sue immagini sono composizioni di fiori, utensili, brocche e cibi immersi in un passato eterno - per mettere in scena la propria visione della fotografia. Non più solo medium ma processo artistico attivo e creativo, in cui il fotografo compone e inventa il teatrino che diventerà soggetto dell'immagine. Vuole tracciare invece la storia della fotografia del Novecento la collezione di Mario Trevisan, una delle personalità di spicco del collezionismo fotografico in Italia. Le opere in esposizione sono immagini di figure e paesaggi, scattate dai più grandi interpreti della fotografia moderna e contemporanea, da Talbot e Macpherson fino a Ghirri e Sternfeld, .

  • Dove: Roma, Galleria del Cembalo, fino al 3 febbraio 2018

Milano. Anne de Carbuccia. One Planet One Future

Anne de Carbuccia - One Planet One Future - Credits: Courtesy of the artist
Anne de Carbuccia - One Planet One Future - Credits: Courtesy of the artist
Anne de Carbuccia - One Planet One Future - Credits: Courtesy of the artist

Ha viaggiato in tutto il mondo, dal Polo Sud all'Alaska, realizzando e fotografando installazioni ambientali simboliche chiamate Time Shirines, o Sacrari del Tempo. Da lì ha deciso di dare vita all'organizzazione non-profit Fondazione Time Shirine e al progetto One Planet One Future, che mira a sensibilizzare sulle trasformazioni climatiche e ambientali causate dall'uomo. L'artista franco-americano Anne de Carbuccia ha aperto ora uno spazio permanente a Milano - ONE - in cui verranno esposte le ricostruzioni dei suoi viaggi attraverso immagini e installazioni, ma non solo. Perché ad animare la galleria saranno iniziative, eventi e collaborazioni che avranno lo scopo di aumentare la consapevolezza sulla fragilità del nostro ecosistema.

  • Dove: Milano, ONE, Via Conte Rosso 8
Carlo Mollino - Mimì Schiagno 1952 - 1960 - Credits: Politecnico di Torino, Fondo Carlo Mollino
Carlo Mollino - Ritratto 1956 - 1962 - Credits: Politecnico di Torino, Fondo Carlo Mollino
Carlo Mollino e Riccardo Moncalvo - Casa del Sole, Cervinia, Fotomontaggio, 1955 - Credits: Politecnico di Torino, Fondo Carlo Mollino

Un percorso inedito attraverso la produzione fotografica dell'architetto e designer Carlo Mollino: è quello offerto da CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia con L'Occhio Magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934 - 1973, la più grande retrospettiva mai realizzata su questo tema. Ben 500 fotografie raccontano la passione di Mollino per la fotografia, intesa non solo come mezzo espressivo ma anche come strumento di documentazione. La mostra, curata da Francesco Zanot, si divide in quattro sezioni tematiche: Mille Case, sul tema dell'abitare - centrale nell'opera di Mollino - con le fotografie dei suoi edifici (a volte modificate, reinterpretate), oltre a scatti di oggetti domestici e still-life; Fantasie di un quotidiano impossibile, sulle ispirazioni surrealiste che hanno modellato le sue immagini; Mistica dell'acrobazia, dedicata all'interesse per la velocità, il movimento e la dinamica; e infine L'amante del Duca, incentrata sul tema del corpo e della posa con alcuni dei suoi più celebri ritratti. Infine, ad essere esposti saranno tutti i documenti, lettere, manoscritti e cartoline che testimoniano l'amore di Mollino per la fotografia. Le opere esposte provengono dalle collezioni del Politecnico di Torino, degli Archivi della Biblioteca Gabetti e del Fondo Carlo Mollino.

  • Dove: Torino, CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, dal 18 gennaio al 13 maggio 2018

Bari. Miroslav Tichý - "... ti serve innanzitutto una pessima macchina fotografica"

Miroslav Tichy - Credits: Courtesy of the gallery
Miroslav Tichy - Credits: Courtesy of the gallery
Miroslav Tichy - Credits: Courtesy of the gallery

"Prima di tutto è necessario avere una macchina fotografica scadente" e poi, "Se vuoi essere famoso, è necessario fare qualcosa peggio di chiunque altro al mondo". Erano le massime di Miroslav Tichy (1926 - 2011), artista e fotografo senza tetto nato a Kyjov, in Repubblica Ceca. Considerato dissidente dal regime comunista, fu costretto a darsi al vagabondaggio e fu rinchiuso più volte in carcere e in manicomio. Niente però riuscì a scalfire la sua passione per la fotografia e l'arte. Con le sue macchine fotografiche auto-prodotte, amava ritrarre il fluire della vita attorno a lui ma soprattutto le donne di Kyjov. Anche quando diventò famoso, a partire daagli anni duemila, continuò la sua vita da clochard rifiutando di presenziare alle sue stesse mostre. Un'esistenza ai margini che non si inaridì mai. La Galleria Doppelgaenger di Bari ospita ora un'antologica composta da 23 opere oltre a una video-intervista. A realizzarla fu l'artista-psichiatra svizzero Roman Buxbaum, l'unico, per anni, a poter accedere alle sue immagini.

  • Dove: Bari, Galleria Doppelgaenger, fino al 24 marzo 2018

Roma. Pietro Pasolini. Unstill Life

Pietro Pasolini - Unstill Life - Credits: Courtesy of the artist
Pietro Pasolini - Unstill Life - Credits: Courtesy of the artist

Siamo sicuri che la realtà sia davvero come la vediamo? E se fosse tutta un'illusione dei nostri occhi? Pietro Pasolini, fotografo brasiliano classe 1992, si interroga sulla percezione del mondo esteriore in una serie di fotografie che stimolano la riflessione sul concetto di reale e oggettivo. Realizzate attraverso una combinazione di rullini analogici e sensori digitali che reagiscono ai raggi di luce infrarossa, le immagini di Unstill Life, in mostra presso la Galleria Valentina Bonomo, immergono lo spettatore in un universo surreale: sembrano paesaggi alieni, invece sono i territori dell'inconscio e dell'emotività. Territori troppo spesso inesplorati, messi da parte a favore della razionalità. Il paesaggio diventa così "unstill", movimentato dallo sguardo di chi lo osserva, filtrato dalla sua interiorità.

  • Dove: Roma, Galleria Valentina Bonobo, fino al 30 gennaio 2018

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