Credits: Il MEF - Museo Ettore Fico di Torino (©bg)
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Credits: Il MEF - Museo Ettore Fico di Torino (©bg)
Credits: Il MEF - Museo Ettore Fico di Torino (©bg)
Credits: Il bar del MEF - Museo Ettore Fico di Torino (©bg)
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Il Museo Ettore Fico riceve il premio Architetture Rivelate

Laura Barsottini

Duemila metri quadri di cui più della metà espositivi non sono l'unica caratteristica del Museo Ettore Fico di Torino, inaugurato in via Cigna nel settembre scorso. Il progetto dell'architetto Alex Cepernich, infatti, ha ricevuto il riconoscimento della dodicesima edizione di Architetture Rivelate, il premio ideato dall'Ordine degli Architetti di Torino con il quale si è chiuso sabato 4 luglio il festival Architettura in Città per varie motivazioni. La principale si basa, riporta lo stesso sito del premio, "sulla chiarezza degli spazi espositivi interni risolti con dettagli semplici e interessanti, anche in ragione delle risorse dichiarate. L'edificio inoltre si propone come stimolatore di nuova vivacità culturale in un contesto caratterizzato da scarsa identità".

Giocato su linee purissime e utilizzando le severe cromie del cemento accostato al bianco assoluto che fanno da contrasto alla facciata in metallo concepita come un monolite nero di grandissime dimensioni, metafora della lavagna da riempire, il museo si sviluppa su più livelli e con un percorso espositivo circolare di una nitidezza persino disarmante. Il primo livello è dedicato a mostre monografiche di grandi maestri o collettive a carattere storico didattico; il secondo a progetti con artisti contemporanei e il terzo al dialogo con differenti discipline artistiche.

Un secondo fabbricato ospita l'area ristorazione al piano terreno e gli uffici della Fondazione al primo piano. Il bar-bistrot merita una menzione particolare per via del bianco totale su cui si stagliano sorte di installazioni rosso fuoco. Infine, il book-shop privilegia arredi bassi e trasparenze sdrammatizzanti.

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