Casa Morrissey, progetto di Bla Architettura - Credits: Open House Torino
Casa Morrissey, progetto di Bla Architettura - Credits: Open House Torino
Casa Madam, progetto di studio Unduo - Credits: Open House Torino
Casa Madam, progetto di studio Unduo - Credits: Open House Torino
Giardino Segreto, progetto di Cristiana Ruspa - Credits: Open House Torino - Ph.
News

Open House Torino, la seconda edizione

111 luoghi aperti, oltre 16mila partecipanti, 38mila visite. Questi i numeri della prima edizione di Open House Torino, che quest’anno farà il bis il fine settimana del 9 e 10 giugno, subito dopo Milano e Roma.

Per l’occasione apriranno le porte architetture e luoghi generalmente non accessibili al pubblico. Tra appartamenti privati, parchi e giardini, palazzi storici e torri contemporanee, uffici e scuole, Open House Torino si pone l’obiettivo di svelare ai torinesi e ai turisti la città sconosciuta e le sue bellezze più nascoste.  

Le visite sono gratuite e sono organizzate in modo diverso nei diversi luoghi aperti: hanno in genere una cadenza regolare (ogni 20-30 minuti) e in alcuni casi sono condotte dagli stessi progettisti, così da soddisfare le curiosità dei visitatori.

Il palinsesto è attualmente in fase di definizione, come ha dichiarato Luca Ballarini, fondatore e presidente di Open House Torino: «Stiamo lavorando per offrire una seconda edizione di Open House ancora più ricca della prima: intendiamo dimostrare che il primato dell'esordio ha basi solide».

Tra le novità di Open House Torino 2018 già confermate ci sono un appartamento privato nella Casa Neogotica di San Salvario, il dietro le quinte del Café Müller, nuovo spazio per gli spettacoli di Cirko Vertigo, e il Giardino Segreto, studio d'architettura specializzato in paesaggio. Saranno inoltre visibili alcuni degli spazi che hanno avuto maggior successo lo scorso anno: gli hotel NH Carlina e il Duparc Contemporary Suites, le case-studio di professionisti come Zucca Architettura Factory e Studio Carlo Ratti Associati, il Palazzo della Luce, luoghi cult come il Dancing Le Roi, disegnato da Carlo Mollino, e case da scoprire nei cortili degli isolati, tra cui Casa Okumè e La Casa tra gli alberi.

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