Luca Coclite, Imaginary Holidays. Prodotto da Ramdom, Progetto GAP, 2014
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I territori estremi dell’arte

Capovolgere lo sguardo sul mondo, partendo dalle realtà periferiche italiane per giungere a riflessioni universali sul territorio e l'arte contemporanea. È quello che prova a fare lo spazio multidisciplinare Other Size Gallery di Milano con la mostra Terrae. Sguardi sulle terre estreme, un racconto corale sul territorio più remoto del Salento, il Capo di Leuca. Curata da Maria Savarese, la mostra avrà come protagonisti sette artisti - Andreco, Carlos Casas, Luca Coclite, Elena Mazzi con Rosario Sorbello, Jacopo Rinaldi e Lucia Veronesi - che hanno partecipato al progetto di residenze artistiche di Ramdom, associazione di produzione culturale fondata da Paolo Mele e Luca Coclite a Gagliano del Capo, in provincia di Lecce.

Negli spazi dell'associazione, situata al primo piano della stazione ferroviaria di Gagliano del Capo, i sette artisti hanno vissuto per alcune settimane entrando a contatto con le specificità del territorio. Un territorio straripante di tradizioni, storie – alcune andate dimenticate – e problematiche, anche. Da qui sono nate opere, performance e installazioni – molte delle quali site-specific - elaborate in stretto dialogo con il paesaggio e la popolazione della zona.

A raccontare lo sviluppo della mostra è Paolo Mele di Ramdom: «Le opere selezionate sono documentazioni relative ai lavori realizzati da Ramdom tra il 2014 e oggi, tutti nell'ambito della nostra indagine sulle terre estreme. È sempre molto difficile traslare in contesti terzi queste opere, molto spesso site-specific e strettamente territoriali. A volte si tratta di arte pubblica, che ovviamente non può essere spostata in altri luoghi. Abbiamo quindi scelto le opere che rappresentano al meglio l'approccio artistico di Ramdom».

Tra le tante tematiche toccate dagli artisti in mostra, c'è il rapporto tra la fragilità del paesaggio e la forza dominatrice dell'uomo, esplorato da Luca Coclite, oppure il concetto di confine rappresentato da Andreco attraverso una performance sulle scogliere di Gagliano del Capo. Spingono la riflessione verso l'attualità invece le opere di Elena Mazzi e Rosario Sorbello: «La loro è una ricerca avviata da tempo, che parte da uno studio sull'apicoltura nomade e stanziale per arrivare ad alcune analogie con i flussi migratori. Il loro interesse sta nell'analizzare l'induzione allo spostamento, delle api come degli uomini», racconta Paolo.

La mostra prosegue con le opere di Carlos Casas, unico artista non italiano della mostra, che attraverso una trilogia di video realizzati in alcune cave attorno a Gagliano del Capo indaga la storia millenaria delle rocce e di chi le ha modellate per secoli insieme al mare: gli spaccapietre. «Anche se raccoglie opere realizzate in Salento, la mostra non vuole essere un'indagine chiusa sul territorio salentino, anzi, vuole affrontare con respiro internazionale alcune tematiche che si ritrovano in tanti altri territori italiani. Dal fenomeno delle migrazioni al concetto di confine territoriale. Abbiamo cercato di dare un respiro più ampio rispetto alla dimensione localistica», continua. Esplora invece il tema del contrasto e fusione degli opposti Lucia Veronesi, che utilizza tecniche eterogenee facendo incontrare il collage, la pittura e il frammento fotografico. Viene riprodotta attraverso fotogrammi l'opera Intervallo di Jacopo Rinaldi, serie di tendaggi a stampa che riproducono alcuni fermi immagine di un cinegiornale del 1935. L'opera originale è installata su un vagone passeggeri di una littorina delle Ferrovie del Sud Est. «Tutti i lavori che abbiamo selezionato sono nati in Salento ma interessano tante altre zone d'Italia e non solo. Anche se decontestualizzati, raccontano un processo, una storia, un'indagine che ha senso fare ovunque e che ha senso portare in altri luoghi e città. Per noi è importante avere questi momenti di visibilità al di fuori del nostro territorio.»

Terrae. Sguardi sulle terre estreme sarà visibile dal 27 settembre fino al 15 novembre presso gli spazi di Other Side Gallery a Milano. Durante la serata di inaugurazione, avrà luogo la performance intitolata Salento del ballerino e coreografo Hektor Budlla di Aterballetto, celebre compagnia di danza di Reggio Emilia. La coreografia si ispira al tema della tutela del corallo bianco, tipico dei fondali pugliesi e a rischio d’estinzione.

Andreco, Parata per il paesaggio, performance prodotta da Ramdom - Credits: ph. Yacine Benseddik
Elena Mazzi, Rosario Sorbello, Studio per En route to the South, 2015-in progress
Jacopo Rinaldi, Intervallo, 2017-18, prodotto da Ramdom con Siae s'illumina
Lucia Veronesi, A forma di paesaggio #1, 2017,
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