Veduta della mostra “Ok, you are better than me, so what?”, Galerie Perrotin, New York, 2013 - Credits: Ph. Guillaume Ziccarelli - Courtesy Galerie Perrotin
“Look at me!”, 2016 - Credits: Courtesy Galerie Perrotin
“Yee-Haw”, 2015 - Credits: Ph. Hugo Glendinning - Courtesy Galerie Perrotin
“Untitled (zebras)”, 2003 - Credits: Ph. Austin Kennedy / Paper Scenery - Courtesy: l'artista - Galerie Perrotin & Friends of the High Line
“Untitled (zebras)”, 2003 - Credits: Ph. Austin Kennedy / Paper Scenery - Courtesy: l'artista - Galerie Perrotin & Friends of the High Line
“One cup of cappuccino then I go”, 2007 - Credits: Ph. Hugo Glendinning - Courtesy Galerie Perrotin
Ma'am, veduta dell'installazione, Dallas Contemporary, Dallas, USA - Credits: Ph. Kevin Todora - Courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong and Galerie Perrotin
Ma'am, veduta dell'installazione, Dallas Contemporary, Dallas, USA - Credits: Ph. Kevin Todora - Courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong and Galerie Perrotin
Ma'am, veduta dell'installazione, Dallas Contemporary, Dallas, USA - Credits: Ph. Kevin Todora - Courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong and Galerie Perrotin
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Paola Pivi in mostra alla Rinascente di Milano

Dal 29 marzo al 9 aprile le otto vetrine della Rinascente affacciate su piazza Duomo si trasformano in un invito a entrare nell’universo di Paola Pivi, surreale e governato dalle leggi dell’assurdo: «Un sogno ad occhi aperti, dove tutto è possibile».

L’artista milanese, in occasione di Miart, della Art Week, e del Salone Internazionale del Mobile, presenta I am tired of eating fish, progetto site-specific dove arte e design si incontrano fino a collidere. Un’opera radicale che mette in scena negli storici spazi dello store meneghino una dimensione straniante in bilico tra realtà e allucinazione, raccontando storie remote e realtà (quasi) quotidiane.

Con questo progetto vibrante Paola Pivi si aggiunge alla lunga lista di artisti e designer del panorama internazionale coinvolti dalla Rinascente, tra cui John Armleder, Hella Jongerius, Martino Gamper e Olafur Eliasson.

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Fukasawa è il designer giapponese che pratica la semplicità. Nelle sue forme equilibrate non esistono eccessi, solo quello che è necessario. In trentotto anni di carriera ha reinventato sedie, divani, mobili, lampade, congegni elettronici, telefoni. Il suo obiettivo? Migliorare con i suoi progetti la vita di tutti i giorni, attraverso un design “giusto”