Raoul De Keyser - S.M.A.K Gent - oeuvre - Credits: Foto: Dirk Pauwels
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Raoul De Keyser e la poetica del quotidiano

La sua vita ricorda la trama di Stoner, il celebre romanzo di John Williams. Perché Raoul De Keyser, pur rappresentando una delle figure chiave dell'arte contemporanea fiamminga, non si allontanò mai dalla sua tranquilla routine quotidiana. Anzi: la trasformò in arte. Nato nel 1930 a Deinze, cittadina a circa quaranta chilometri da Gent, nelle Fiandre, trascorse gran parte della sua vita nella stessa casa (a pochi chilometri dai genitori) e alternò la pittura al lavoro come consulente amministrativo e alle collaborazioni con giornali locali, per cui scrisse di calcio – sua grande passione - e di arte. Mai, neppure quando le sue opere suscitarono l'interesse internazionale arrivando a Documenta IX nel 1992, la sua pittura si discostò dal vissuto personale, dalle piccole cose che costellavano la quotidianità. Una storia di arte e di vita semplice, quasi sussurrata, che viene raccontata in Oeuvre, prima retrospettiva postuma allestita presso il museo S.M.A.C.K di Gent (fino al 27 febbraio 2019).

Curata da Martin Germann, la mostra ripercorre in ordine cronologico la sua ricerca artistica attraverso più di cento opere, partendo dai primi anni Sessanta per terminare nel 2012, anno della sua morte. Ogni stanza viene dedicata a una fase di riflessione artistica: a caratterizzare i primi lavori è il rapporto tra spazio esterno e interno, con dipinti che concretizzano il concetto di “soglia” attraverso l'uso di alcune immagini come la finestra. Nella sua casa di Deinze, De Keyser riproduceva piccole porzioni di ciò che lo circondava: il campo da calcio, il giardino, il cane, le nuvole che si rincorrevano nel cielo, il fiume Lys, dove trascorreva gran parte del tempo libero. Tutto diventava oggetto della sua arte, come nel caso di Window Handle (1964), in cui viene ritratta la maniglia di una finestra, o di Gampelaere Surroundings (1969-70), che rappresenta un filo spinato. Nella celebre Lines (1972), a ispirarlo furono le linee di gesso disegnate sul campo da calcio che vedeva dalla sua casa.

«I dettagli più semplici della quotidianità erano il punto di partenza per sperimentazioni cromatiche e prospettiche», racconta Martin Germann. «De Keyser si divertiva a giocare con l'effetto fotografico del close up ripetendo alcuni particolari delle sue tele. Considerava i quadri come oggetti, dipingendoli anche nei bordi laterali. Non bisogna dimenticare che suo padre era un falegname: fu proprio da lui che ereditò un approccio fisico alla pittura». L'iniziale avvicinamento al movimento Nieuwe Visie, variante belga della Pop Art, lasciò ben presto il passo a una libertà espressiva che lo affrancò da qualsiasi categorizzazione e gabbia interpretativa. Per tutta la vita, De Keyser subì soltanto in minima parte l'influsso delle tendenze artistiche che si avvicendarono nel XX secolo.

Se negli anni Sessanta il suo sguardo era rivolto verso l'esterno, negli anni Settanta l'attenzione si concentra verso l'interno del proprio studio. Le opere realizzate nel decennio precedente diventano materia per speculazioni più astratte sul concetto di linea - «per De Keyser, la linea non rappresenta mai una chiusura, una divisione, ma anzi, una connessione», spiega Martin Germann – e di colore - «i suoi non mai monocromi, anche quando lo sembrano». Ne nascono opere come Chalk Lines (1976 – 77), che riprende il tema delle geometrie del campo da calcio, oppure Sand Flea (1976), che richiama le linee degli aratri sui campi. Una pratica, quella di utilizzare i propri lavori come base per nuove sperimentazioni, che imprime un movimento circolare alla sua produzione artistica, dando vita a un processo di auto alimentazione che ogni volta si arricchisce di nuovi significati.

All'interno della mostra, a dare un'idea della circolarità della sua opera è una stanza allestita dagli architetti Robbrecht e Daem – storici collaboratori di De Keyser – in cui vengono raccolte tutte le opere esposte ma in piccolo formato. La prima opera Z.T (Rand) del 1964 è accostata al suo ultimo dipinto, Robben 2, del 2012.

Dopo le sperimentazioni astrattiste degli anni '70 – ma De Keyser ha sempre amato definirsi un “astrattista realista” - negli anni '80 torna al paesaggio, alle acque del fiume Lys e ai boschi della sua regione. La sua canoa Tornado diventa l'ispirazione per una serie di motivi che ricorrono nelle opere di questo periodo. Differentemente dagli anni '60, però, l'approccio alla pittura è più emotivo, energico. A segnare la produzione artistica di questi anni è anche la malattia di sua moglie Dina, che morirà nel 1984. Titoli come Zinkend (1983), Wrak (1983) e Helleepoort (1985) vengono creati in questi anni di dolore. «Ancora una volta, gli accadimenti della vita si intrecciano inevitabilmente alla sua produzione artistica, in cui si riconoscono timide influenze della Transavanguardia e del Neo-espressionismo del gruppo Neue Wilden», spiega il curatore. Proprio in questi anni, De Keyser trova un riconoscimento internazionale grazie ai curatori Kasper König e Ulrich Loock, che lo presentano in varie esposizioni internazionali, tra cui una celebre mostra a Berna del 1986 dedicata all'arte belga, in cui De Keyser emerge come un grande interprete delle linee e dei colori capace di creare costellazioni meditative intime e delicate.

Il successo delle sue opere raggiunge il culmine negli anni '90, con la partecipazione a Documenta IX nel 1992 e con mostre internazionali a Parigi, Londra, Berlino e Vienna. In questo periodo, la sua ricerca si sposta verso due elementi: il cielo, e la pelle (un tema, quest'ultimo, già esplorato nella serie Notebook del 1973) con opere come Noord, West e Bleu de Ciel. «De Keyser trattava la tela come se fosse pelle: la pittura secca la tela oppure crea pustole, come in Front (1992) e Flank (1991 - 1992). La pittura e il colore diventano paesaggi e metafore: ricordano il corpo, la distanza, il calore e la freddezza, la terra, l'aria e l'acqua», spiega Martin Germann.

Infine, negli anni 2000, De Keyser sembra voler guardare al passato, ripercorrendo il proprio percorso con occhi nuovi, di chi ha vissuto una vita al servizio dell'arte. Torna il tema della circolarità: in questo periodo inizia una serie di sperimentazioni sul concetto di memoria. Una memoria legata ai paesaggi, nel suo caso, agli oggetti e alle idee su di essi. Aumenta il suo interesse nei confronti dei limiti dello spazio nella sua pittura: si concentra sul concetto di angolo, rappresentandolo spesso e facendo incontrare il disegno con la pittura. Nascono opere come Stay (2001), dove la forma di un albero viene stilizzata, oppure Proef (2002) e Sketch (2006), in cui pittura e disegno si fondono l'un l'altra. Come sempre, il suo stile non è ascrivibile a nessuna corrente precisa. Quando muore, nel, 2012, sono in tanti a considerarlo un maestro, dal celebre gallerista e collezionista David Zwirner fino a Luc Tuymans. Un artista dalla sensibilità straordinaria, capace di esplorare in profondità i territori del quotidiano: ristretti quanto il perimetro della sua casa, eppure infiniti. Ma soprattutto, Raoul De Keyser fu un battitore libero. E il paragone, dato il suo amore per il calcio, non gli dispiacerebbe affatto.

Raoul De Keyser - oeuvre - Installation view - Credits: Foto: Dirk Pauwels
Raoul De Keyser - oeuvre - Installation view - Credits: Foto: Dirk Pauwels
Raoul De Keyser - oeuvre - Installation view - Credits: Foto: Dirk Pauwels
Raoul De Keyser - oeuvre - Installation view - Credits: Foto: Dirk Pauwels
Raoul De Keyser - oeuvre - Installation view - Credits: Foto: Dirk Pauwels
Raoul De Keyser - oeuvre - Installation view - Credits: Foto: Dirk Pauwels
Portrait Raoul De Keyser mei 2012, Bij Raoul De Keyser thuis, in Deinze. - Credits: Foto: Jef Van Eynde
Raoul De Keyser - Gampelaere-omgeving, 1967 Acrylic and dispersion paint on canvas, 120 x 150 cm - Credits: © Family Raoul De Keyser | SABAM Belgium 2018 S.M.A.K., long-term loan from private collection, Belgium Photo credit: Hilde D’haeyere Courtesy Zeno X Gallery, Antwerp & David Zwirner, New York / London / Hong Kong
Raoul De Keyser - Angoulême, 1994 Oil on canvas, 55 x 31,5 cm - Credits: © Family Raoul De Keyser | SABAM Belgium 2018 S.M.A.K., long-term loan from the Collection of the Flemish Community Photo credit: Dirk Pauwels Courtesy Zeno X Gallery, Antwerp & David Zwirner, New York / London / Hong Kong
Raoul De Keyser - Hommage aan Brusselmans, 1969–70 Acrylic & dispersion on canvas, 120 x 150 cm - Credits: © Family Raoul De Keyser | SABAM Belgium 2018 Private collection Photo credit: Hilde D’haeyere Courtesy Zeno X Gallery, Antwerp & David Zwirner, New York / London / Hong Kong
Raoul De Keyser - Oever, 2005 Oil on canvas on wood, 18 x 15.5 cm - Credits: © Family Raoul De Keyser | SABAM Belgium 2018 Collection of Barbara Weiss, Berlin Photo credit: Jens Ziehe Courtesy Zeno X Gallery, Antwerp & David Zwirner, New York / London / Hong Kong & Galerie Barbara Weiss, Berlin
Raoul De Keyser - Séjour, 2001 Oil on canvas, 71 x 50 cm - Credits: © Family Raoul De Keyser | SABAM Belgium 2018 Collection of Jin Sato Photo credit: Felix Tirry Courtesy Zeno X Gallery, Antwerp & David Zwirner, New York / London / Hong Kong & Wako Works of Art, Tokyo
Raoul De Keyser - Siesta, 2000 Oil on canvas, 188 x 140 cm - Credits: © Family Raoul De Keyser | SABAM Belgium 2018 Collection of Hauser & Wirth, Switzerland Photo credit: Kristien Daem Courtesy Zeno X Gallery, Antwerp & David Zwirner, New York / London / Hong Kong
aoul De Keyser - Zinkend (Luc), 1982-83 Oil on canvas, 65 x 54 cm - Credits: © Family Raoul De Keyser | SABAM Belgium 2018 Private collection Photo credit: Hilde D’haeyere Courtesy Zeno X Gallery, Antwerp & David Zwirner, New York / London / Hong Kong
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