Alejandro Aravena, Elemental, Quinta Monroy Housing Santiago, 2003-2014
Stefano Boeri, Fiume verde, Milano, 2017
Diller+Scofidio, ZaryadyePark, Mosca 2017 - Credits: Ph. Iwan Baan
Jiakun Architects, West Village, Sichuan, 2015 - Credits: Jiakun Architects
LAND, Andreas Kipar, Raggi Verdi, Milano, 2006-2017
Francisco Mangado, Palazzo dei Congressi e Hotel, Palma de Maiorca, 2017
El Equipo de Mazzanti, Cubierta, Barrancabermeja, 2017
El Equipo de Mazzanti, Cubierta, Barrancabermeja, 2017
Rozana Montiel con Alin V Wallach, Fresnillo Playground, Zacatecas, Messico, 2015 - Credits: Ph.Sandra Pereznieto
Franco Purini, Città in costruzione, tecnica mista su carta, 1966
Cino Zucchi, con Gueltrini e Stignani Associati, San Donà di Piave, Venezia, 2004-2007
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Una mostra affronta il tema della riqualificazione delle periferie

Quaranta studi di progettazione invitati a riflettere sul tema dei tessuti urbani periferici, e in particolare sulla loro riqualificazione. A Napoli, presso il complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, è in scena la mostra Metropoli Novissima promossa dalla Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città.

Tra i protagonisti spiccano Alejandro Aravena, Archea Associati, Stefano Boeri, Diller Scofidio + Renfro, Andreas Kipar di LAND, Francisco Mangado, Piuarch, Sauerbruch Hutton e Cino Zucchi, con scenari che spaziano da Parigi a Mosca, da Johannesburg a Sichuan, da San Paolo a Milano.

L’esposizione propone un concetto di periferia inteso non come spazio marginale del tessuto urbano, piuttosto una risorsa da plasmare, oggetto di esame dei progettisti chiamati a presentare nuovi scenari e assetti per i cosiddetti “luoghi difficili”. Anti-fragili, sostenibili e feconde, le periferie rappresentano una sfida per l’architettura e l’ingegneria contemporanea.

«L’obiettivo è quello di scommettere su una grande città non più divisa da gerarchie sociali ed estetiche, ma unita in un caleidoscopio di figure», spiega Cherubino Gambardella, curatore della mostra. «Ci piace indagare sul superamento della dimensione periferica come corona marginale pensandola, piuttosto, come inesplorata risorsa da plasmare, nuovo specchio di un’altra metropoli che non vogliamo smettere di cercare e sognare».

L’allestimento della mostra è curato da Simona Ottieri per gambardellarchitetti con la consulenza scientifica di Cherubino Gambardella.

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