Christoph Niemann, »Robot Morph, 2016 - Credits: Christoph Niemann
Joris Laarman per MX3D, Bridge Project, 2015 - Credits: Joris Laarman Lab
Elytra Filament Pavilion, veduta dell'installazione, Victoria & Albert Museum, London - Credits: NAARO
Stephan Bogner, Philipp Schmitt und Jonas Voigt, Raising Robotic Natives, 2016 - Credits: Jonas Voigt
Shawn Maximo, Going Green«, 2016 - Credits: Shawn Maximo
Sander Burger, Alice Cares, 2015 - Credits: KeyDocs/Alice Cares
Dunne & Raby, Robot 4: Needy One, 2007 - Credits: Per Tingleff
ABB Ltd., YuMi®, dual-arm industrial robot«, 2015 - Credits: ABB Ltd.
TRNDlabs, SKEYE Nano 2 FPV Drone, 2015 - Credits: TRNDlabs
Yves Gellie, Human Version 2.07 Nexi, 2009 - Credits: Yves Gellie, Galerie du jour agnès b, Galerie Baudoin Lebon
Robotlab (ZKM), Manifest, 2008 - Credits: robotlab/ZKM
AKA, Musio K - Credits: AKA, LLC
Yonezawa, Directional Robot, 1957 - Credits: Andreas Sütterlin
Hajime Sorayama, Sony Corporation, AIBO Entertainment Robot (ERS-110), 1999 - Credits: Andreas Sütterlin
Vintage Toy Robots, 1956 – 1980 - Credits: Andreas Sütterlin
Vincent Fournier, Reem B #5 [Pal], Barcelona, Spain, 2010 - Credits: Vincent Fournier
Francis Bitonti Studio Inc., Molecule Shoe, 2015 - Credits: Francis Bitonti
News

La robotica in mostra al Vitra Design Museum

Parole come drone, sensore smart e industria 4.0 sono entrate da qualche tempo nel nostro vocabolario: il quotidiano è costantemente permeato dalla robotica. E in questo processo il design svolge un ruolo da protagonista, sono infatti i designer a dare una forma al rapporto che lega uomo e macchina. Una tematica di attualità che il Vitra Design Museum affronta con la mostra Hello, Robot. Design between Human and Machine, in scena dal prossimo 2 febbraio al 14 maggio a Weil am Rhein, in Germania.

Il percorso espositivo, realizzato in collaborazione con il Design Museum Gent e il MAK Vienna, presenta per la prima volta l'evoluzione di questa disciplina attraverso una selezione di oltre 200 pezzi che toccano la sfera del design e dell'arte, dai robot utilizzati a fini domestici fino quelli legati all'assistenza infermieristica, all’industria, ai videogame e alle installazioni multimediali.

La mostra è organizzata in quattro sezioni e ospita anche alcuni esempi di film e testi letterari a tema. La prima parte si concentra sul fascino esercitato dall’intelligenza artificiale nell’epoca moderna e sul rapporto tra cultura popolare e percezione dei robot; la seconda è dedicata all'industria e al mondo del lavoro, due ambiti dove l’innovazione robotica ha visto le sue prime applicazioni con successo; la terza sezione racconta invece il rapporto dell’uomo con la tecnologia intesa come risorsa quotidiana. E infine, l’ultima esamina i confini sempre più sfumati tra esseri umani e robot, passando in rassegna elettrodomestici che imparano, case e città del futuro, ma anche sensori intelligenti sottopelle.

I contributi sono tantissimi: Woody Allen, Jacques Tati, Björk, Daft Punk, Disney/Pixar Animation Studios, Höweler + Yoon Architecture, Carlo Ratti, Stanley Kubrick, George Lucas, Spike Jonze, Kraftwerk, solo per citarne alcuni.

Non è tutto: ad accompagnare la mostra una serie di tavole rotonde, proiezioni, performance e workshop che alimentano il dibattito sull'intelligenza artificiale.

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