Oui, installazione per esterno in acciaio zincato di Ronan ed Erwan Bouroullec per la Kunsthal di Aarhus in Danimarca - Credits: Studio Bouroullec
Oui, installazione per esterno in acciaio zincato di Ronan ed Erwan Bouroullec per la Kunsthal di Aarhus in Danimarca - Credits: Studio Bouroullec
Oui, installazione per esterno in acciaio zincato di Ronan ed Erwan Bouroullec per la Kunsthal di Aarhus in Danimarca - Credits: Studio Bouroullec
Oui, installazione per esterno in acciaio zincato di Ronan ed Erwan Bouroullec per la Kunsthal di Aarhus in Danimarca - Credits: Studio Bouroullec
Oui, installazione per esterno in acciaio zincato di Ronan ed Erwan Bouroullec per la Kunsthal di Aarhus in Danimarca - Credits: Studio Bouroullec
Oui, installazione per esterno in acciaio zincato di Ronan ed Erwan Bouroullec per la Kunsthal di Aarhus in Danimarca - Credits: Studio Bouroullec
Oui, installazione per esterno in acciaio zincato di Ronan ed Erwan Bouroullec per la Kunsthal di Aarhus in Danimarca - Credits: Studio Bouroullec
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Dentro i cerchi della convivialità

Milano Design Film Festival

Oui è un piccolo intervento alla Kunsthal di Aarhus in Danimarca, firmato Ronan ed Erwan Bouroullec. Sono tre sedute collettive per esterno, composte da anelli in acciaio zincato che sembrano galleggiare sopra il terreno. Uno è posto attorno a un tronco e si completa con le fronte dell’albero. Un altro è una sorta di falò contemporaneo con un camino nel suo centro. L’ultimo è un anello circoscritto da una luce. «Come un faro, le tre installazioni guidano le persone verso luoghi luminosi, caldi e accoglienti in città», spiegano i Bouroullec. «Le tre opere concretizzano il dialogo e il rapporto tra natura e persone, invitate a riposare e ad apprezzare all’ombra degli alberi le stagioni che passano». Ciascuna piattaforma è un luogo metaforico in cui riunirsi e raccoglie un simbolo ancestrale: il fuoco, la natura e la luce.

L’intervento si distingue per semplicità e sintesi di concetto, come nella più genuina cifra stilistica del duo francese. E nasce da una ricerca dei designer, trasversale ed estesa nel tempo, sulle geometrie funzionali applicabili in situazioni urbane differenti. Ricerca che è stata esposta nella mostra a cura degli stessi Bouroullec “Rêveries urbaines” a Les Champs Libres, Rennes (2016).

Da prototipi e maquette, i tre anelli hanno preso forma grazie alla volontà dell’architetto Kristine Jensen, aprendo una nuova prospettiva verso il parco dell’edificio. L’immediatezza dell’installazione è stata catturata da un piccolo video amatoriale, girato dagli stessi Bouroullec che racconta, in pochi secondi e senza interpretazioni personali, il piacere di un momento di pausa, al riparo delle foglie dell’albero, cullati dal rumore del vento.