Credits: Pezzo icona di Mamphis design la libreria, Casablanca di Ettore Sottsass è del 1980 - 1981 Courtesy Musei Italiani
Credits: Charles Mackintosh, Ingmar, 1880 - Courtesy Musei Italiani
Credits: Archizoom, A&O, 1973 - Courtesy Musei Italiani
Credits: Toio, dei fratelli Castiglioni è un pezzo oggi diffuso nelle case di tutto il mondo, l'originale è del 1962 - Courtesy Musei Italiani
Credits: La Rocking Chair venne inventata dal gruppo Shaker a fine '800 - Courtesy Musei Italiani
Credits: Appendiabiti disegnato da Adolf Loos per il Café Capua, a Vienna, nel 1913 - Courtesy Musei Italiani
Credits: Una seduta Fenis dell'eclettico architetto Carlo Mollino risalente al 1959 Courtesy Musei Italiani
Credits: Una veduta dell'installazione a Palazzo Mezzanotte, nella sede della Borsa italiana
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Salone del mobile: un secolo di storia al museo

martagalli

Ha preso casa nella sede della Borsa, a Palazzo Mezzanotte, in occasione del Salone del mobile e a Milano rimarrà durante Expo (in una location ancora segreta): Museo del design 1880-1890. A Century of fine arts raccoglie 100 pezzi della collezione assemblata da Raffaello Biagetti con un gruppo di esperti, tra cui Giovanni Klaus Koening, Filippo Alison e Giuseppe Ghigliotti. Oggetti iconici, che tracciano 100 anni di storia dell’arredamento.

Il museo vede la luce nel 1980 a Ravenna, una città lontana dal crocevia di eventi e vicende legate al mondo del disegno industriale perché "dalla periferia si vede meglio il centro", suggerisce Anna Biagetti, la figlia del fondatore (ora scomparso). E se da una parte si fanno le cose, dall'altra si raccontano.

Ma c'è da chiedersi perché un piccolo e perfetto progetto di impostazione museale come questo non abbia avuto maggiore risonanza, tanto che a un certo punto sia stato chiuso al pubblico nell'indifferenza generale. Trasportato a Milano ora, grazie all'intervento della fondazione Musei Italiani e del figlio di Raffaello, Alberto Biagetti, ripropone lo stesso concept espositivo dell'originale, allestito secondo le espresse indicazioni di Gae Aulenti: laminato neutro per le pedane e luce sui singoli pezzi illuminati come fossero degli attori di teatro. Si comincia da Mackintosh e l'Art Nouveau a per finire con Sottsass e Memphis. "Movimenti che rivelano", dice il curatore Giuseppe Ghigliotti, "una sorprendente continuità linguistica". La perfetta quadratura del cerchio.

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