Terraforma 2018 - Credits: Foto: Delfino Sisto Legnani
Terraforma 2018 - Credits: Foto: Delfino Sisto Legnani
Terraforma 2018 - Credits: Foto: Delfino Sisto Legnani
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Terraforma 2018 - Credits: Foto: Delfino Sisto Legnani
Terraforma 2018 - Credits: Foto: Delfino Sisto Legnani
Nathalie Du Pasquier disegna The Alphabet di Terraforma sotto lo sguardo di Ruggero Pietromarchi (alla sua destra) - Credits: Foto: Delfino Sisto Legnani
L'alfabeto di Nathalie du Pasquier realizzato per il festival
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Tra musica, arte e architettura: la sesta edizione di Terraforma

Nei boschi di Villa Arconati-FAR, a Castellazzo di Bollate in provincia di Milano, tornano le sperimentazione sonore e artistiche di Terraforma, festival internazionale di musica, arte e sostenibilità prodotto dall'agenzia Threes in collaborazione con la Fondazione Augusto Rancilio.

In scena dal 5 al 7 luglio, alternerà performance, incontri con gli artisti, laboratori e installazioni stimolando una riflessione sul concetto di linguaggio, tema scelto per questa sesta edizione. «Il nostro è un alfabeto i cui simboli hanno un valore variabile, la loro combinazione crea significati diversi a seconda di chi li decifra», ha raccontato Nathalie Du Pasquier, che ha rinnovato l'artwork del festival.

E proprio attorno alle infinite combinazioni di parole, immagini, voci e codici ruotano gli eventi di questa edizione. A partire dai concerti più attesi, come quello di Laurie Anderson, artista visiva, musicista d'avanguardia e regista che fu compagna di vita di Lou Reed. A Terraforma porterà per la prima volta in Italia The Language of the Future, una performance che mescola narrazione, musica e proiezione di video interattivi. Oppure di Mica Levi, cantautrice e compositrice britannica capace di tradurre il linguaggio cinematografico contemporaneo in colonne sonore che si muovono fluide tra pop, elettronica e musica classica contemporanea. Tra gli altri artisti che prenderanno parte al festival, la produttrice e compositrice di musica elettroacustica Caterina Barbieri, il dj parigino dalle origini polacco-maliane Bambounou, l'artista visiva e performer Juliana Huxtable, il produttore moscovita Buttechno e il compositore e artista del suono iraniano Sote. Mescolando visioni, provenienze e influenze diverse, la loro musica compone il suono della contemporaneità.

Ma non c'è solo la musica, dicevamo. Perché ad affiancare i concerti - accolti all'interno del Kiosque à Musique, struttura sostenibile e futuristica realizzata da architetti e falegnami italiani e belgi – è il parco architettonico rinnovato nel 2018 sotto la guida degli architetti Matteo Petrucci e Sofia Coutsoucos, abitato da scenografie e architetture simboliche, quasi misteriose. Impegnato in un percorso di valorizzazione, bonifica e riqualificazione del bosco di Villa Arconati-FAR, Terraforma ha quest'anno ultimato un labirinto di siepi realizzato sul modello originale disegnato da Marc’Antonio Dal Re nel 1743. Proprio qui si terranno performance artistiche che sfruttano tecniche di spazializzazione del suono.

Infine, ad accompagnare le performance sarà un programma di talk, incontri e laboratori e lezioni di yoga. A questo link la line up e il programma del festival.