Al-Qasimiyah School, Sharjah - Credits: Image credit Sharjah Architecture Triennial, 2019
Internal view of Sharjah Vegetable Market, Al Jubail, Sharjah, 1980. - Credits: Image credit Sharjah Architecture Triennial, 2019
Samaneh Moafi with WORKNOT!, Mhamad Safa, Maria Bessarabova, Platform 28, and residents of Mehr in Dowlatabad, Esfahan, Parable of Mehr, 2019. Installation view. Commissioned by ‘Rights of Future Generations’, inaugural edition of the Sharjah Architecture Triennial. 2019. - Credits: Image credit Sharjah Architecture Triennial, 2019. Photo by Antoine Espinasseau.
Nidhi Mahajan, Silences and Spectres of the Indian Ocean, 2019. Installation view. Commissioned for ‘Rights of Future Generations’, inaugural edition of the Sharjah Architecture Triennial. 2019. - Credits: Image credit Sharjah Architecture Triennial, 2019. Photo by Antoine Espinasseau.
Marina Tabassum Architects, Inheriting Wetness, 2019. Installation view. Commissioned for ‘Rights of Future Generations’, inaugural edition of the Sharjah Architecture Triennial. 2019 - Credits: Image credit Sharjah Architecture Triennial, 2019. Photo by Antoine Espinasseau.
Marina Tabassum Architects, Inheriting Wetness, 2019. Installation view. Commissioned for ‘Rights of Future Generations’, inaugural edition of the Sharjah Architecture Triennial. 2019 - Credits: Image credit Sharjah Architecture Triennial, 2019. Photo by Antoine Espinasseau.
Cooking Sections, Becoming Xerophile, 2019. Installation view. Commissioned for ‘Rights of Future Generations’, inaugural edition of the Sharjah Architecture Triennial. 2019. - Credits: Image credit Sharjah Architecture Triennial, 2019. Photo by Antoine Espinasseau.
Alonso Barros, Gonzalo Pimentel, Juan Gili, and Mauricio Hidalgo, The Atacama Lines, 2019. Installation view. Commissioned by ‘Rights of Future Generations’, inaugural edition of the Sharjah Architecture Triennial. 2019. - Credits: Image credit Sharjah Architecture Triennial, 2019. Photo by Antoine Espinasseau.
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La prima edizione della Sharjah Architecture Triennial

Fino all'8 febbraio 2020, a Sharjah, capitale dell'omonimo emirato arabo confinante con Dubai, va in scena la prima edizione della Sharjah Architecture Triennial.

Curata da Adrian Lahoud, decano della School of Architecture del Royal College of Art di Londra, riassume nel titolo - The Rights of Future Generations – il suo intento di toccare le questioni sociali più urgenti di oggi, soprattutto in relazione al Sud del mondo. Protagoniste sono le collaborazioni tra architetti, artisti, ingegneri, attivisti, performer, coreografi, scienziati, musicisti e antropologi che hanno l'obiettivo di ripensare le questioni fondamentali dell'architettura per proporre approcci (e mondi) alternativi.

Il programma della Triennale - libero e aperto al pubblico – coinvolge alcune delle architetture più importanti della città – come la Al-Qasimiyah School e il mercato - e si sviluppa lungo tre assi: Afterlives, Intergenerational Transmissions e Devotional Practices.

Tra i progetti partecipanti, quello dell'architetto Samaneh Moafi realizzato in collaborazione con Platform 28, il collettivo WORKNOT!, Mhamad Safa, Maria Bessarabova e gli abitanti del complesso residenziale Mehr a Dowltabad, Esfahan, in Iran. Il progetto vuole sfidare il mecenatismo statale e il patriarcato maschile nella progettazione delle abitazioni pubbliche, proponendo nuove forme di abitazione.

L'antropologa Nidhi Mahajan si è invece occupata di una lunga ricerca sul ruolo delle barche a vela di legno, dette dhows, che hanno attraversato l'Oceano Indiano per secoli, creando una geografia del commercio che collega l'India, l'Iran, la costa del Golfo e l'Africa orientale; mentre l'architetto originario del Bangladesh Marina Tabassum ha analizzato le abitazioni caratteristiche dei territori sul Delta del Gange, costruendo una riflessione articolata sulla differenza tra culture “secche” e “umide”.

Il duo artistico Cooking Sections (formato da Alon Schwabe e Daniel Fernández Pascual) ha reinventato il ruolo delle piante del deserto, scardinando lo stereotipo del deserto come paesaggio nudo, morto. Grazie alla collaborazione con lo studio di ingegneria AKT II ha prototipato un nuovo modello di giardino urbano non irrigato per l'emirato di Sharjah e altre città in ambienti aridi.

Tantissimi poi gli eventi collaterali, gli incontri, i concerti, le mostre e le installazioni in tutta la città. Qui il programma della manifestazione.