Still frame da “Sign Space” di Hila Peleg, Germania, 2016, 70’
Still frame da “Sign Space” di Hila Peleg, Germania, 2016, 70’
Still frame da “Sign Space” di Hila Peleg, Germania, 2016, 70’
News

Il dietro le quinte è in scena

Milano Design Film Festival

La messa in scena di una mostra è un processo complesso che coinvolge molte persone dalle diverse capacità. E tutti hanno un ruolo determinante nella sua buona riuscita. Ma il lavoro dietro le quinte è sottaciuto.

Hila Peleg, film maker berlinese e direttore artistico del Berlin Documentary Forum, ha realizzato un lungometraggio di 70 minuti proprio su questo tema. “Sign Space” è proiettato alla Tate Modern di Londra il 7 Dicembre in presenza della regista e dello sceneggiatore Michael Baers.

Il film documentario fornisce un punto di vista inedito e pone gli spazi espositivi contemporanei come parte integrante dell’opera d’arte. «Sign Space documenta in modo immediato il lavoro che solitamente svolgo per le istituzioni culturali per cui lavoro», spiega Hila Peleg. «I miei film si concentrano sugli aspetti più sconosciuti delle operazioni culturali e su quelle storie e aspetti della produzione culturale che si ritengono al di fuori del mio campo professionale. Il mio primo film A Crime Against Art (2007, 100’) rappresenta un evento pubblico in cui un gruppo di artisti, curatori e critici fanno un ‘meta-discorso’ di economia sul mondo dell’arte e delle forze neoliberali che stanno lentamente rimodellando la cultura contemporanea e le sue istituzioni. ‘Sign Space’, invece, si concentra sulla costruzione dell’ambiente fisico, altamente codificato, dell’architettura espositiva. E riflette anche su come gli spazi d’arte abbiano giocato un ruolo significativo nella nascita di quello che oggi è chiamata ‘sfera pubblica’».

Come avete risolto la sceneggiatura? «Vi sono due storie intrecciate che si dipanano lentamente: l’installazione di una mostra d’arte, dalla costruzione dei muri temporanei al momento in cui apre le sue porte al pubblico; e la riflessione sulla messa in scena come un strumento che racconta le convenzioni architettoniche, istituzionali e normative in uso oggi. Il lungometraggio ha ripreso i 10 giorni della costruzione della mostra collettiva ‘A Blind Spot’, curata da Catherine David in occasione dell’evento biennale Berlin Documentary Forum (HKW, 2012). Ho potuto girare il ‘dietro le quinte’ per il mio coinvolgimento diretto. ‘A Blind Spot’ è parte di una ricerca di Catherine David finalizzata al metter in discussione i paradigmi che definiscono le forme del documentario tradizionale. E ha evidenziato il rapporto fluido tra il segno dell’immagine fotografica e il ricevente. Rapporto presente anche tra gli spazi espositivi dell’arte e l’arte in generale, in quanto essi sono siti in cui i processi di significazione sono, per definizione, in continuo mutamento. Il titolo del film, ‘Sign Space’ si riferisce direttamente a questa dinamica», conclude Hila Peleg.

Storytelling
Luca Nichetto, globale e multidisciplinare
Places
Zoku Hotel: nasce l'ibrido casa-ufficio
You may also like
Think Next: la creatività che innova il futuro

Think Next: la creatività che innova il futuro

Un incontro sui trend del cooking nella Svizzera di Franke: ospiti di fama internazionale, idee e creatività per inventare il mondo del food di domani
Invertire la rotta: 5 hotel nei borghi e nell

Invertire la rotta: 5 hotel nei borghi e nell'entroterra

Prendendo spunto dal progetto Arcipelago Italia alla Biennale Architettura di Venezia, abbiamo creato un percorso attraverso paesi, campagne e piccole città dalla bellezza unica
Arte in vacanza: le mostre da vedere in viaggio

Arte in vacanza: le mostre da vedere in viaggio

Lontano dalle grandi città, ecco gli appuntamenti con l'arte contemporanea da non perdere
Compagni di viaggio: 7 libri da portare in vacanza

Compagni di viaggio: 7 libri da portare in vacanza

In spiaggia, in montagna o tra un'avventura e l'altra, abbiamo selezionato qualche novità da gustarsi durante le ferie estive
Le piscine abbandonate del Regno Unito

Le piscine abbandonate del Regno Unito

Il fotografo Gigi Cifali ne ha ritratte decine: il risultato è un progetto fotografico che racconta le trasformazioni sociali dell'ultimo secolo
Naoto Fukasawa: "Il mio obiettivo è creare qualcosa che faccia del bene"

Naoto Fukasawa: "Il mio obiettivo è creare qualcosa che faccia del bene"

Fukasawa è il designer giapponese che pratica la semplicità. Nelle sue forme equilibrate non esistono eccessi, solo quello che è necessario. In trentotto anni di carriera ha reinventato sedie, divani, mobili, lampade, congegni elettronici, telefoni. Il suo obiettivo? Migliorare con i suoi progetti la vita di tutti i giorni, attraverso un design “giusto”