Installation view della Fiera di San Paolo - edizione 2016, courtesy SP-Arte - Credits: Jessica Mangaba
News

Fiera d’Arte di San Paolo: il meglio della sezione design

È appena stata inaugurata la tredicesima edizione della fiera d’arte contemporanea di San Paolo, SP-Arte, tra gli appuntamenti dedicati all’arte e al design più interessanti di tutta l’America Latina.

Per il secondo anno consecutivo grande spazio, all’interno della fiera, è dedicato al settore design che presenta 26 gallerie specializzate e una sezione che esalta la grande tradizione brasiliana nel campo del design puntando sui grandi nomi di fama internazionale come Oscar Niemeyer, Lina Bo Bardi, Jorge Zalszupin, Sergio Rodrigues e i fratelli Campana.

Pezzi iconici che raccontano la storia di un paese affascinante e complesso come il Brasile che ha trovato nell’architettura un elemento chiave di riconoscibilità e fama internazionale. È che la storia dell’arte brasiliana passi prima di ogni altra cosa attraverso la storia dell’architettura è visibile appena si oltrepassa lo splendido edificio progettato da Oscar Niemeyer per Biennale di San Paolo del 1957 che oggi ospita la SP-Arte Fair.

A differenza di molte altre fiere internazionali l’attenzione nei confronti del design è tutt’altro che marginale. Rispetto all’edizione 2016, infatti, la sezione ha acquisito quest’anno maggiore spazio ed attrattiva richiamando nove nuove gallerie provenienti da tutto il Sud America. Le new entries sono Apartamento61, Ary Perez, By Kamy, Estúdio Mameluca, Herança Cultural, Paulo Alves, Prototyp&, Rafael Moraes e Resplendor che presentano un taglio decisamente più contemporaneo rispetto alle gallerie già storicizzate. 

Un settore con un forte impianto curatoriale che dà largo spazio anche all’esposizione di pezzi unici coloniali, sia moderni che contemporanei, che hanno contribuito al consolidamento del collezionismo di design in Brasile nel corso del XXI secolo.

Estremamente riconoscibili i prodotti creati utilizzando le materie prime locali, in particolare il legno che il Brasile produce in abbondanza, mentre per tutti gli amanti del modernismo brasiliano, sono imperdibili le splendide opere di Lina Bo Bardi, architetto di origini italiane, tra i massimi esponenti del movimento e famosa per aver progettato La Casa di Vetro nel quartiere di Morumbi e il Museo d’Arte Moderna di San Paolo.

Infine, decisamente suggestiva è la mostra realizzata da Bei Publishing House che presenta una collezione di circa duecento sgabelli di legno prodotti da 80 comunità indigene brasiliane. Alcuni richiamano la fauna locale, altri invece sono decorati con simboli tradizionali. Un omaggio alla storia del Paese attraverso un oggetto simbolico che assume, al di là dell’aspetto utilitaristico e decorativo, l’immagine di prodotto culturale che sublima passato e presente nella storia del design brasiliano.

Fernando e Humberto Campana, Favela, 2003, - Credits: Fernando e Humberto Campana - Firma Casa
Fernando e Humberto Campana - Vermelho, 1998 - Credits: Fernando e Humberto Campana - Firma Casa
Fernando e Humberto Campana, Panda Pouf, 2010 - Credits: Fernando e Humberto Campana - Firma Casa
Carlo Hauner e Martin Eisler, Poltrona, Déc.50, courtesy Fabricação Forma. - Credits: Estúdio Bingo
Ale Clark | Nuno FS, Parete, courtesy Estudio Mameluca - Credits: Nuno FS
Hugo França, Tavolo Apua. - Credits: Madeira Pequi
Hugo França, Chaise Jamé - Credits: Madeira Pequi
Nat Wilms e Andrea Zambelli, Coffee Mask Cabinet, 2016, Edizione limitata 10 + 1 - Credits: SP-Arte
Llussa, 46.4 Tavolo Roca quadrato - Credits: SP-Arte
Ettore Sottsass (Memphis), Casablanca Cabinet, 1981, edizione limitata - Credits: Ettore Sottsass - Firma Casa
Joaquim Tenreiro, Tavolino, anni '50 - Credits: Joaquim Tenreiro - Mercado Moderno
Luciana Martins e Gerson de Oliveira, Poltrona PARALELAS - Credits: Luciana Martins e Gerson de Oliveira - Ovo
Sergio Rodrigues, LUMINÁRIA DE PISO SERGIO AUGUSTO, 1995 - Credits: Sergio Rodrigues - Teo Produção
Rodrigo Simão, poltrona feijão, 2015 - Credits: Rodrigo Simão - Mercado Moderno
Llussa, 4.3 Poltrona Feix girevole - Credits: SP-Arte
Zanini de Zanine, poltrona enrico - Credits: Herança Cultural
Geraldo de Barros, comodini, 1960 - Credits: Geraldo de Barros - Passado Composto Século XX
Sergio Rodrigues, poltrone, 1963 - Credits: Sergio Rodrigues - Passado Composto Século XX
Jorge Zalszupin, Tavolo in marmo, 1960 circa - Credits: Jorge Zalszupin - Teo Produçäo
Zanine Caldas, Poltrona Tronco - Credits: Zanine Caldas - Herança Culturas
Joaquim Tenreiro, poltrona in velluto e jacaranda, 1960 circa - Credits: Joaquim Tenreiro - Teo Produçäo
Percival Lafer, Poltrona, 1960 - Credits: Percival Lafer - Pé Palito Móveis Vintage III
Jorge Zalszupin L’Atelier, Bar/Aparador, 1960 circa - Credits: Estúdio Bingo
Milano Design Week
La nuova Smart Home di Samsung al Fuorisalone
Icon Design Talks
Iconizer #4: Paolo Remogna, un architetto innamorato dei tetti di Parigi
You may also like
Think Next: la creatività che innova il futuro

Think Next: la creatività che innova il futuro

Un incontro sui trend del cooking nella Svizzera di Franke: ospiti di fama internazionale, idee e creatività per inventare il mondo del food di domani
La nuova fabbrica 4.0 di Florim, a Fiorano Modenese

La nuova fabbrica 4.0 di Florim, a Fiorano Modenese

Uno stabilimento di 48 mila metri quadrati, nel cuore del distretto della ceramica italiana, tra tecnologia e automazione
Soluzioni all

Soluzioni all'autunno: 10 portaombrelli di design

Alcuni sono dei classici intramontabili del design italiano, altri sono modelli ironici e colorati, che portano allegria durante le giornate piovose. A ognuno il suo portaombrelli
Momento relax: ARGA di Jacuzzi


Momento relax: ARGA di Jacuzzi


Una vasca che guarda al futuro, realizzata in collaborazione con lo studio Why Not, equipaggiata con infusore di sali e cromoterapia
A Treviso una mostra sul tema del riuso


A Treviso una mostra sul tema del riuso


Un percorso espositivo che indaga il rapporto che intercorre tra arte, oggetti d’uso comune e scarti. Dal 27 ottobre al 10 febbraio 2019


A Berlino nello studio di Arno Brandlhuber

A Berlino nello studio di Arno Brandlhuber

Nella disputa tra regola e libertà, pubblico e privato, proprietà e condivisione, l’architetto di Antivilla sceglie da che parte stare. Perchè è nella interazione che risiede la bellezza del progetto