Un frame tratto dal documentario 'Gray matters' di Marco Orsini
Un frame tratto dal documentario 'The price of desire' di Mary McGuckian
Un frame tratto dal documentario 'Andermatt: Global Village' di Leonidas Bieri
Un frame tratto dal documentario 'Double Happiness' di Ella Raidel
Un frame tratto dal documentario 'Estate, a Reverie' di Andrea Luka Zimmerman
Un frame tratto dal documentario 'Le Saphir de St. Louis' di José Luis Guerin
Il poster della terza edizione di Milano Design Film Festival
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La terza edizione di Milano Design Film Festival

Alessandro Mitola

La terza edizione di Milano Design Film Festival sbarca nella capitale meneghina con un calendario sempre più ricco di eventi per gli appassionati del mondo del design e dell’architettura.

Dal 15 al 18 ottobre va in scena all’Anteo spazio Cinema un focus sull’attualità, la sperimentazione e le trasformazioni epocali delle città e del territorio. Si passerà dagli sviluppi urbanistici in Cina alle nuove colonizzazioni edilizie, dalla sostenibilità agli sconfinamenti della progettualità. Il tutto attraverso una selezione di 70 documentari. Non mancheranno poi gli omaggi ai maestri del settore Gio Ponti, Le Corbusier, Carlo Mollino, Alvar Aalto e molti altri.

I quattro giorni del festival si aprono con The price of desire di Mary McGuckian, un documentario dedicato all’architetto e designer irlandese Eileen Gray. La pellicola mette l’accento sull’iter progettuale della villa modernista E1027 a Cap Martin Roquebrune in Costa Azzurra e allo stesso tempo svela i retroscena dei rapporti di Gray con Jean Badovici, Le Corbusier e Charlotte Perriand, senza tralasciare gli aspetti più privati (e meno noti) della sua vita. Un ulteriore approfondimento sulla figura di Eileen Gray, ci viene fornito con Gray matters di Marco Orsini, un documentario che compie un excursus sulla vita professionale dell’architetto.

Andermatt: Global Village di Leonidas Bieri, Double Happiness di Ella Raidel ed Estate, a Reverie di Andrea Luka Zimmerman offrono uno spaccato di tre mondi a confronto: Svizzera, Cina e Regno U nito, raccontadone sogni, illusioni e cancellazioni della memoria dei singoli e della collettività. Infine, degno di nota Le Saphir de St. Louis, un racconto epico caratterizzato da un magistrale uso della macchina da presa tra realtà e immaginario, a cura del regista spagnolo José Luis Guerin.