Screenshot dal film “Die Tagträume” (2016) di Valentine Franc, presso lo spazio LiveInYourHead, Givevra - Credits: Ph. Baptiste Coulon
Screenshot dal film “Die Tagträume” (2016) di Valentine Franc, presso lo spazio LiveInYourHead, Givevra - Credits: Ph. Baptiste Coulon
Screenshot dal film “Les Éclaireuses” (2016) di Christelle Jornod, presso lo spazio LiveInYourHead, Givevra - Credits: Ph. Baptiste Coulon
Screenshot dal film “Fireworks” (2014) di Apichatpong Weerasethakul, presso lo spazio LiveInYourHead, Givevra - Credits: Ph. Baptiste Coulon
Screenshot dal film “Fireworks” (2014) di Apichatpong Weerasethakul, presso lo spazio LiveInYourHead, Givevra - Credits: Ph. Baptiste Coulon
Screenshot dal film “Fireworks” (2014) di Apichatpong Weerasethakul, presso lo spazio LiveInYourHead, Givevra - Credits: Ph. Baptiste Coulon
Screenshot dal film “Fireworks” (2014) di Apichatpong Weerasethakul, presso lo spazio LiveInYourHead, Givevra - Credits: Ph. Baptiste Coulon
News

Il labile confine tra realtà e memoria

Milano Design Film Festival

Per celebrare il viaggio in Tailandia del 2011, in cui studenti e docenti di Head Genève hanno esplorato i villaggi vicino a Chiang Mai insieme al famoso regista documentarista tailandese Apichatpong Weerasethakul, la scuola d’arte e design svizzera ha organizzato una mostra sui quei frammenti di viaggio che ne testimonia la sperimentazione didattica e artistica.

A fianco della mostra, due film: “Die Tagträume” (2016) e “Les Éclaireuses” (2016), realizzati rispettivamente da Valentine Franc e Christelle Jornod, allieve della film maker Christelle Lheureux, docente del dipartimento di arti visive a Head Genève e partecipante al celebrato viaggio. I due film si ispirano all’opera di Apichatpong Weerasethakul ciascuno a proprio modo, ma entrambi riprendono dal regista tailandese i collegamenti tra paesaggio e sogno, tra natura e memoria.

Il cortometraggio “Die Tagträume” di Valentine Franc si concentra in particolare sul valore evocativo e simbolico dell’architettura, nella fattispecie di un centro benessere e una villa in abbandono. Ambienti del nostro orizzonte culturale. Lo spettatore naviga dall’uno all’altro attraverso il suono e una voce narrante che funziona come “memoria di sutura”. I personaggi appaiono sfuggenti e la stessa narrazione sembra non approdare a niente.

Qual è il ruolo delle architetture scelte nella sceneggiatura? «L’architettura», spiega Valentine Franc, «è solo un punto di partenza per me. Cerco luoghi particolari e la parte immaginativa deriva di conseguenza. Gli spazi, che man mano diventano decori indipendenti, sono oppressi da personaggi vaganti passivamente in essi. Per questo film ho scelto un moderno centro benessere che si trova di fronte a una villa in rovina», instaurando una giustapposizione tra i due.

In che modo “Die Tagträume” si riferisce al lavoro di Apichatpong Weerasethakul? «Ammiro molto la sua opera per la libertà con cui il tema della razionalità è risolto; per come la finzione può oscillare tra realtà e fantasie oniriche. Forse il punto di unione tra i nostri lavori risiede nella libertà di ampliare le possibilità della finzione, senza preoccuparsi della ‘plausibilità’ [dello script, ndr.]. In ‘Die Tagträume’ l’incontro tra noi sta nel tema del ricordo, nelle immagini che continuano a riaffiorare nella propria memoria», conclude Franc.

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