Ventura Centrale 2019, DNP. Photo credits Claudio Grassi
Ventura Future 2019, Lesyeux. Photo credits Claudio Grassi
Colony x Ventura Projects. Photo credits Jason Wyche
Ventura Future, space D. Photo credits Claudio Grassi
Ventura Future 2019, Moon Gallery. Photo credits Claudio Grassi
Ventura Centrale, 2019. Photo credits Claudio Grassi (a destra); Ventura Centrale 2019, Rapt Studio. Photo credits Claudio Grassi (a sinistra)
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Ventura Projects dice addio al Fuorisalone: parola a Margriet Vollenberg

Si interrompe sulla soglia della (mancata) undicesima edizione milanese - e con oltre 7000 espositori all'attivo - l'esperienza di Ventura Projects, tra i più rilevanti format del Fuorisalone, nel cui palinsesto aveva debuttato nel 2010. L'irreversibile decisione è stata comunicata da Margriet Vollenberg, fondatrice di Ventura Projects, che in un sentito messaggio di saluto ha messo in evidenza le difficoltà conseguenti l'emergenza sanitaria e l'annullamento del Salone del Mobile 2020 sui due team della società, attivi nei Paesi Bassi e in Italia.

«Ho trascorso molte notti insonni domandandomi se e come avrei potuto salvare o trasformare la mia azienda per adattarmi a una nuova normalità per essere ancora in grado di servire il mondo del design e scoprire nuovi talenti come abbiamo sempre fatto. È quindi con grande dolore nel cuore che sono giunta alla conclusione che non è più possibile costruire il mio sogno, e i sogni di molti designer e studi di design. Le circostanze attuali non mi lasciano altra scelta che chiudere Ventura Projects», ha scritto l'art director.

Tangibile il rammarico espresso da Vollenberg, che attraverso Ventura Lambrate e, negli ultimi due anni con Ventura Future e Ventura Centrale, ha contribuito ad arricchire il circuito della Milano Design Week puntando su qualità, unicità e ricerca in un'ottica votata all'internazionalità, ai designer e brand emergenti, nonché al mondo accademico. La notizia, verosimilmente, determinerà una riflessione sul futuro del Fuorisalone, che andrà a sommarsi a quella già in corso sul destino degli eventi collettivi, concepiti per stimolare opportunità di incontro, scambio e socialità. Lo scorso 29 aprile Ventura Projects aveva preso parte al Virtual Design Festival organizzato dalla piattaforma Dezeen; una presenza che a questo punto può essere considerata come l'ultima tappa del format, d'ora in poi assente anche dalle kermesse di settore organizzate oltre i confini italiani.

Abbiamo fatto qualche domanda a Margriet Vollenberg.

Come vorresti che venisse ricordata l'esperienza dei Ventura Projects?
Siamo sempre stati un po' ribelli e siamo sempre partiti dal basso. Da quella posizione abbiamo offerto opportunità a molti gruppi eterogenei; giovani designer, ex-allievi di diverse accademie di design, marchi emergenti, studi di designer e brand di design affermati. Li abbiamo aiutati a lavorare su nuovi progetti, a entrare nel mercato e nel mondo del design. Speriamo che i nostri espositori ci ricordino così, per averli supportati in tutto e per esserci presi cura di loro. E speriamo che il pubblico ci ricordi come il luogo in cui hanno trovato l'ispirazione grazie a un design sorprendente e innovativo.

Quale messaggio vorresti condividere con Milano e con la comunità internazionale del design?
Trovo difficile inviare un messaggio a Milano, perché ritengo che questo non sia un addio definitivo alla città. In questo momento siamo in una fase difficile in tutto il mondo. Ma la flessibilità, la storia e anche il modo in cui Milano si è presentata come innovativa negli ultimi anni mi fanno sperare che riuscirà a superare le difficoltà e a risollevarsi. Per la comunità internazionale penso che il nostro ruolo (e anche il mio ruolo) sia vedere ciò di cui il mondo ha bisogno e capire come noi creativi possiamo contribuire a questo.

Come (e dove) immagini il futuro del tuo lavoro? 
Il nostro ruolo è sempre stato quello di rispondere alle domande poste dalla comunità del design. A chi ha chiesto «Come posso esporre a Milano se sono un piccolo designer?» o «Come posso entrare nel mercato americano?» abbiamo dato una risposta. Offrire supporto ai creativi è qualcosa che vorremmo continuare a fare, ma sarà in forme diverse che concepiremo nel prossimo futuro.

Margriet Vollenberg. Photo credits Jan Willem Kaldenbach